LA SANTITA' DELLA VITA
Nel nostro tempo, c’è sicuramente un desiderio di autenticità spirituale, ma al riguardo c’è anche molta confusione. Forse perché, più o meno consciamente, diamo alla santità un significato che proviene dalla nostra storia e formazione, proiettando su di essa desideri e paure rivestiti dei nostri sensi di colpa.
La liturgia, un’indubbia scuola di preghiera e quindi di santità, nella Preghiera Eucaristica terza ci insegna che Dio è Padre, ed è veramente santo e a Lui va la lode da ogni creatura. È Lui che “per mezzo di Gesù Cristo, nella potenza dello Spirito Santo” fa vivere e santifica tutto l’universo. La Preghiera Eucaristica quarta, poi, esordisce approfondendo questo tema, dicendo al Padre: “Tu solo sei buono e fonte della vita e hai dato origine all’universo per effondere il Tuo amore su tutte le creature e allietarle con gli splendori della Tua luce”. L’uomo realizza pienamente se stesso e compie la sua funzione sacerdotale quando innalza la sua lode a Dio facendosi “voce di ogni creatura”. Ciò che Dio ha creato è stato fatto “con sapienza e amore” e la vita dell’uomo raggiunge il suo scopo quando nell’obbedienza a Dio, suo creatore, esercita “il dominio su tutto il creato”. Fra le invocazioni finali, si chiede a Dio di ottenere per la Sua misericordia, l’eredità eterna del Suo regno, “dove con tutte le creature, liberate dalla corruzione del peccato e della morte”, canteremo la Sua gloria, in Cristo nostro Signore, per mezzo del quale, Dio, dona al mondo ogni bene.
Ne segue che la vita è non solo il luogo della santità, ma è santità essa stessa. Poiché la vita è già perfezione, in quanto Dio è il Vivente per eccellenza e la vittoria di Cristo sulla morte, indica il trionfo della vita su ciò che non è vita; l’amore di Dio è tale poiché vivifica ed è causa ed origine della vita. L’eternità stessa esiste in quanto è vita senza fine, senza limiti e senza ostacoli. È la libertà infinita degli esseri viventi, il cui esistere sarà pienamente conforme al modello che Dio da sempre ha pensato per loro.
La bellezza del creato, che così facilmente ci incanta, è soltanto un riflesso della bellezza che Dio ha preparato per noi e che ci svelerà nel giorno senza fine in cui Lui si donerà a noi nella Sua luce infinita.
La santità di Dio inonderà allora la nostra esistenza e, senza sopprimere la nostra identità, la renderà vera e piena, secondo quanto siamo stati in grado di comprendere e di realizzare nella nostra condizione terrena. La santità di Dio, quindi, non solo vuole, ma presuppone la nostra individualità, poiché la santità è l’esclusività della individualità, ciò che non si può ridurre, soggiogare o distruggere. La santità è l’inviolabile identità delle cose create. La Bibbia ci dice che Dio è tre volte santo, cioè assolutamente irraggiungibile da parte dell’uomo, ed è totalmente altro da ciò che noi possiamo pensare o dire di Lui. L’uomo con le sue forze non potrà mai possedere Dio e neanche avvicinarsi a Lui, se Dio non lo permettesse e, nella sua infinita misericordia, non lo concedesse. Questo, se da un lato, ci riempie di timore, dall’altro ci fa scoprire come la perfetta alterità di Dio rispetto alle cose create, corrisponde alla Sua santità, e, per analogia, la nostra santità equivale alla nostra alterità rispetto alla creazione e agli altri.
Perciò, ogni attentato alla vita è una negazione del Dio della vita ed ogni impedimento allo sviluppo della vita è peccato, in quanto è negazione dell’alterità dell’altro e della creazione. Noi siamo immersi nella santità di Dio, e Lui solo, che ci ha creati, conosce la nostra vera identità. Essere santi significa essere semplicemente se stessi. Il vero problema è trovare chi noi siamo e scoprire il nostro vero essere. Per questo, non dobbiamo imitare nessuno, ma solo chiedere a Dio di renderci capaci di essere chi Lui vuole che noi siamo, al fine di essere anche noi conformi al Suo amore senza limiti e alla Sua libertà, fonte di ogni misericordia.
Questo però è solo l’inizio del cammino di santità, poiché nella nostra libertà, che è immagine della sconfinata libertà divina, possiamo realizzare la santità in una possibilità “infinita” di modalità che riflettono la sovrabbondanza dell’onnipotenza creativa di Dio. Se viviamo la nostra vita in Dio, ci accorgeremo che la nostra identità non è data una volta per sempre, ma ogni giorno Dio l’arricchisce, Lui il creatore infinito, di nuove possibilità a cui noi col nostro amore possiamo corrispondere, collaborando così con Lui a creare il nostro volto definitivo, quello che nella bellezza intramontabile di Dio, ci verrà svelato al termine del nostro cammino terreno.
                                                                                                                                                                                                  
 Giuseppe Pelizza SDB
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2002-10
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