Aiutare a “scambiare il segno di pace”


Una grande diocesi italiana ha organizzato un pellegrinaggio a Lourdes; le adesioni, varie e numerose arrivano prontamente e il 5 settembre si parte!
Poche ore di viaggio nell’alto dei cieli, ed ecco la Cittadella di Maria che si presenta con tutto il suo fascino di fede e il suo carico di dolore.
Dopo un’intensa preghiera presso la grotta, che colma lo spirito di gioia inesprimibile, la comitiva si accinge a seguire l’impegnativo programma comunitario che prevede: processione eucaristica, Via Crucis, fiaccolata, momenti di incontro con gli ammalati e la S. Messa, celebrata nella grandiosa cripta.
Ed è qui, che avviene il fatto.
I pellegrini numerosissimi riempiono ogni angolo del tempio; i più fortunati godono di un posto a sedere e, in attesa dell’inizio, qualcuno si aggira ancora nei pressi delle panche in cerca di un posticino.
Due Figlie di Maria Ausiliatrice hanno già accolto fra di loro una signora con difficoltà di deambulazione, ed ecco presentarsi un’altra richiesta di spazio: questa volta è una donna extra large che... osserva implorante.
Le suore si stringono come possono e la nuova venuta occupa pienamente il pertugio che si è formato.
Ma quell’invasione mette a disagio la poveretta che già vi si trova e che reagisce con risentimento: “... La mia protesi, signora... mi ha scombussolata la protesi di questa gamba... non può fermarsi qui... se ne vada...!”.
Incurante dei lamenti e delle proteste, la grassottella se ne sta seduta impettita, decisa a rimanervi. L’altra cerca di risistemare il suo arto ed il bisticcio, con gesti e con parole, continua sommesso.
Anche la S. Messa procede, finché il sacerdote lancia forte l’invito: “Scambiatevi un segno di pace!”.
Dall’inconscio di una suora emerge improvvisa ed urgente la preghiera francescana: “Signore, fa’ di me uno strumento della tua pace...”, prende rapida la mano della sua vicina e la pone in quella della signora accanto stringendole insieme.
Le due donne si guardano sorprese e si concedono una timida stretta di mano... Poi, al momento della Comunione, lentamente si incamminano a ricevere il Signore, la più debole appoggiata alla forte, che amorevolmente la sorregge.
Le Figlie di Maria Ausiliatrice, commosse e felici, osservano il duetto riconciliato che, senza dubbio, strappa anche a Gesù e alla sua Mamma un sorriso compiaciuto...
Alleluia! Pur passando per la porta del perdono si acquista il Giubileo!
                                                       Sr. Giuliana Spreafico FMA

Parola di Don Zeno Saltini

Durante l’ultima guerra, a Fossacesia, spesso fummo costretti dai bombardamenti a rifugiarci nelle grotte della valle; si sentiva tremare la terra, sembrava di morire là dentro. E così c’erano donne che dicevano: “Che cosa fa Dio?”. E guardavano me, perché ero vestito da prete. Un giorno dico: “Smettetela mo’ con ’sta storia di che cosa fa Dio. Guardate fuori!”. – C’era un bel prato fiorito –. “Dio continua a fare il suo mestiere. Lui fa i fiori e le piante. Le bombe le abbiamo fatte noi”.
                                                               Da Se vuoi

 A cura di MARIO SCUDU


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2001-4
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