Io prego molto
perché i miei figli diventino santi
Il Padre nostro è una preghiera
universale. Tutti possiamo pregare dicendo: Dacci oggi
il nostro pane. Ma a quale condizione? Cercate prima
il regno di Dio!.
Un uomo di quarantanni cade dallalbero mentre raccoglie
i frutti alle dipendenze di un estraneo. Si rompe la spina dorsale
e non ci sono rimedi. Giace in casa su una sedia a rotelle...
Da qualche parte giunge un sussidio. Purtroppo insufficiente.
La moglie, povera donna, si industria per guadagnare qualcosa.
Fa la lavandaia. Che cosa fare in una situazione così
precaria? Qualcuno dice: Affidiamoci al buon Dio, preghiamo.
E lei: Io prego molto perché.... Che cosa
aggiunge secondo te?
Forse tu dirai per avere il pane, per ottenere
la guarigione, per avere la forza, la rassegnazione, per essere
aiutata a fare la volontà di Dio. Stentiamo a capire che
quando preghiamo così non ci muoviamo nella logica del
Vangelo. Forse Dio non sa che abbiamo bisogno di tutte queste
cose? Naturalmente puoi anche pregare così. E chi te lo
impedisce? In fondo anche la liturgia si esprime in questo modo
in tante sue preghiere. Ma non dimenticare che il Padre nostro
è unaltra cosa!...
Io prego molto perché i miei figli diventino santi.
Quante fatiche, quanti sacrifici per portare a casa un po
di pane! E in quella situazione! Ma cè unansia
più grande nella vita di questa donna. Un anelito più
potente pervade le sue giornate. In tanta sofferenza il suo cuore
sta lì, radicato nel cuore del Padre nostro, perfettamente
intonato con Dio. E il resto? Sta in buone Mani. Questo è
sicurezza per lei. Gioia anche nel dolore.
Scuola
di Preghiera OREB, Napoli, 1999
Fra
il tabernacolo e il confessionale
Lourdes si è fatta più
bella e ricca (...). È stata arricchita anche di una cappella
consacrata alladorazione. Il suo tabernacolo mi ha meravigliato;
simboleggia la colonna di fuoco dellEsodo: ... di
notte una colonna di fuoco per far loro luce (Es 13,21).
Avviluppato nelle tenebre, il nostro povero mondo ha più
che mai bisogno della Luce del mondo che è
il Cristo, lunico Salvatore. I cattolici hanno linestimabile
privilegio di adorare, giorno e notte, la Luce nel
SS.mo Sacramento. Può passare un solo giorno senza che
cerchiamo di beneficiare di questo privilegio, di sfruttarlo
in un attimo di raccoglimento al cospetto del tabernacolo ove
Egli ci accoglie con tanta tenerezza? A Lourdes, la cappella
dellAdorazione è sempre piena nel suo splendore,
la colonna di fuoco affascina lo sguardo e rende
le anime colme.
Non si va a Lourdes senza confessarsi, ma i buoni confessori
sono sempre più rari. Mi immergo fra le fila di confessionali,
in cui si entra sommersi da una marea di rifiuti
accumulatisi col passare dei giorni e se ne esce rimessi a nuovo,
ripuliti. Meraviglia e miracolo di questo sacramento! Ho esitato
nellentrare in uno di quei piccoli bugigattoli chiusi e
bui. È nel faccia a faccia con il sacerdote che avviene
loperazione di sgombero; ebbene, io non mi sono mai confessato
e non al di là di una grata, ma ci sono andato lo stesso,
incoraggiato da mia moglie. Ancora una volta è leterno
femminile a muovere la ruota. Mi sono ritrovato di fronte
a un vecchio prete di splendente santità, che è
parso soddisfatto delle mie confessioni al punto da farmi i complimenti!
Quanto a me, uscito da quello sgombero, ero al settimo
cielo...
Da Teologica,
98
A cura di MARIO
SCUDU
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
1999-7
VISITA Nr.