Un mondo senza Dio
è un mondo senza speranza
Il munus docendi affidato al
vescovo è un servizio al Vangelo e alla speranza. La speranza
ha un volto e un nome: Gesù Cristo; il Dio-con-noi. Un
mondo senza Dio è un mondo senza speranza. Essere al servizio
della speranza vuol dire annunciare Dio col volto umano, col
volto di Cristo. Il mondo ha sete di conoscere, non i nostri
problemi ecclesiali, ma il fuoco che Gesù ha portato sulla
terra (Lc 12,50). Soltanto se siamo divenuti contemporanei con
Cristo, e questo fuoco è acceso in noi, il Vangelo annunciato
tocca i cuori dei nostri contemporanei. Questo annuncio esige
il coraggio della verità e la disponibilità a soffrire
per la verità (cfr 1 Ts 2,2). Entrare nella successione
apostolica implica anche entrare in questa lotta per il Vangelo.
Nella nostra cultura agnostica ed atea il vescovo, maestro della
fede, è chiamato al discernimento degli spiriti e dei
segni dei tempi. Il problema centrale del nostro tempo è
lo svuotamento della figura storica di Gesù Cristo. Un
Gesù impoverito non può essere lunico salvatore
e mediatore, il Dio-con-noi: Gesù viene così sostituito
con lidea dei valori del regno e diventa una
speranza vuota. Noi dobbiamo ritornare con chiarezza al Gesù
dei Vangeli, poiché lui solo è anche il vero Gesù
storico (cfr Gv 6,68).
Card. Joseph
Ratzinger
Non essere come i tamburi
Quando io ero piccolo, cera
la banda del paese e cera un tamburo grande
che faceva: bum! bum! bum!, e cera un tamburo piccolo
piccolo che faceva: bim! bim! bim! E io non riuscivo mai a capire
perché li chiamassero tutti e due tamburo:
uno faceva un rumore piccolo e laltro faceva un rumore
grande. Qual era la differenza? La differenza stava semplicemente
nel fatto che uno aveva il vuoto più grande e laltro
il vuoto più piccolo... Uno, più fa chiasso, più
vuol dire che ha vuoto dentro.
Padre David Maria Turoldo
Una Cresima ben preparata
Il 14 giugno 1884 Santa Teresa
ricevette il Sacramento della Cresima. Ecco come ci narra lavvenimento
nella sua Autobiografia.
Qualche tempo dopo la mia Prima Comunione entrai di nuovo
in Esercizi per la Cresima. Mi ero preparata con molto fervore
alla visita dello Spirito Santo, non potendo capire come si facesse
così poca attenzione a ricevere questo Sacramento damore.
La Cresima non ebbe luogo il giorno fissato e mi toccò
la sorte di vedere un po prolungato il mio ritiro. Lanima
mia era veramente felice! Come gli Apostoli aspettavano con gioia
il Consolatore promesso, rallegrandomi di divenire ben presto
una perfetta cristiana e di avere eternamente impresso sulla
mia fronte la croce misteriosa di quel Sacramento ineffabile.
Non sentii il vento impetuoso della Prima Pentecoste, ma piuttosto
quella leggera brezza della quale il Profeta Elia udì
il lieve sussurro sul Monte Oreb, ed ottenni in quel giorno la
forza di soffrire, forza che mi era molto necessaria perché
il mio intenso martirio stava per cominciare.
Santa Teresa di Gesù Bambino
Come diventare liberi?
In certi posti dellIndia
si pratica un sistema piuttosto curioso per catturare le scimmie.
Viene fissato al terreno un pesante vaso di terracotta col collo
molto stretto. Sul fondo si lascia cadere una manciata di datteri,
o un frutto di cui lanimale sia particolarmente goloso.
La scimmia, che non resiste al pari degli uomini
a certe tentazioni, introduce a fatica la mano, la richiude sulla
ghiotta preda, e... non può più tirarla fuori.
Basterebbe mollare il frutto. Ma la scimmia non è per
nulla disposta a questo gesto liberatore. E preferisce farsi
catturare...
Può essere limmagine delluomo che prende,
arraffa, tiene, ammassa dei beni. Si illude di disporne.
In realtà, ne diventa prigioniero.
A cura di MARIO SCUDU
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2002-8
VISITA Nr. 