Per la prima volta conoscevo la gioia


Convertito. Louis Pauwels, scrittore, giornalista, carismatico direttore di “Le Figaro Magazine”, raccontò a Vittorio Messori (Inchiesta sul cristianesimo, Mondadori) come avvenne la sua conversione istantanea al cattolicesimo. Trovandosi in Sud America per partecipare ad un convegno, lo scrittore, allora pagano non del tutto alieno all’occultismo e all’esoterismo, cadde sul bordo di una piscina procurandosi una frattura.
Rimasto solo, e con un dolore lancinante, dovuto alla frattura, Pauwels avvertì con chiarezza che “Qualcuno” lo aveva spinto. E lo aveva fatto per dirgli “qualcosa”. Soccorso e trasportato in barella, “era come se la nascita di Cristo avvenisse per me, in quel momento stesso: era il mio Natale. Per la prima volta in vita mia conoscevo la gioia”...
Recatosi dal cardinale di Parigi Lustiger, anch’egli un convertito, ma dall’ebraismo, per narrargli l’accaduto, questi gli donò “il libro che più gli era caro”: il Catechismo del Concilio di Trento.
                                                                       
    MARIO SCUDU


L’amore ricrea

«Perché continui a parlare dei miei errori passati?», domandò il marito. «Credevo che avessi perdonato e dimenticato!».
«Ho sì perdonato e dimenticato», disse la moglie, «ma voglio essere sicura che tu non dimentichi che io ho perdonato e dimenticato».
                                                                    
      A. De Mello


Pio XII, linguista preciso

A chi gli faceva presente d’esser troppo meticoloso in fatto di lingua, ribatteva immancabilmente, citando il Gioberti: «Le corruzioni cominciano dalle minuzie» o il proverbio antico: «Maximus in minimus Deus» (“Dio è grandissimo [anche] nelle piccolissime cose”).
                                                                         Da
Anonimus


11 settembre 2001: c’è anche qualcosa di positivo?

Di “quel giorno” han parlato anche Chiara Lubich e Sergio Zavoli, in un’intervista apparsa su “Città Nuova”, nel n. 24, 2001.
La Lubich ha detto: «Ho pensato che le cose si possono vedere in due modi. In un modo terreno, umano: le due Torri che crollano, migliaia di morti e tutte le conseguenze che sappiamo... Ma non è tutto un male. Un ragazzo di New York mi ha scritto: “Ho visto il male, ma anche quanto bene! La città ha cambiato faccia: i muri dell’indifferenza stanno crollando, ci si aiuta, è nata una nuova fraternità”. Insomma, c’è un modo di vedere umano, che è quello che vediamo tutte le sere alla televisione, ma ce n’è anche uno soprannaturale, di cui abbiamo esperienza. San Paolo dice: “Tutto coopera al bene per quelli che amano Dio”. Anche da questo enorme male può venirne fuori un bene. In che maniera? Ad esempio, i capi di stato si stanno incontrando per vedere come comportarsi: non può essere che un domani mantengano questo legame fra loro? Qualcuno di essi dice addirittura: “Il mondo deve essere una comunità, una fraternità, una solidarietà”».
Zavoli insiste: quelle Torri trafitte, non sono un po’ il simbolo di un crocifiggere Gesù che continua ancora?
                                                  
  Michele Zanzucchi - Città Nuova


A cura di MARIO SCUDU
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2002-4
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