Chi è gradito a Dio

Santa Brigida di Svezia è vissuta dal 1303 al 1377. Ebbe numerose visioni di Gesù Cristo, per questo è chiamata la “mistica del Nord”. È anche compatrona d’Europa.
***

Un uomo semplice, che non conosceva del tutto il Padre Nostro, chiese un consiglio spirituale a donna Brigida. E a lei Cristo disse: “A me piace di più la semplicità dell’anima di quest’uomo che l’astuzia dei superbi, perché in essi c’è la superbia che allontana Dio dal cuore. In costui c’è l’umiltà, che introduce Dio nel cuore. Perciò digli che continui a fare quello che ha fatto solitamente finora e avrà la mercede con quelli ai quali ho detto: Venite, voi che lavorate, e io vi ciberò d’un pane eterno [...].
Certamente all’uomo che tende alla vita eterna, come il monaco, occorrono i comandamenti, senza i quali non può salvarsi, mentre ha il tempo e la sovrabbondanza degli studi. Di costui, invece, la dotta ignoranza e la buona volontà mi piacciono tanto, come mi piacque quella vedova dei due denari, che io preferii alle ricchezze dei re. Infatti egli, nella sua ignoranza, possiede ogni sapienza. Mi ama di cuore; e poi da dove gli viene tutto questo, se non dal mio Spirito?
Questo non amare le ricchezze e non saper dire grandi cose sembra stupidità ai sapienti del mondo. Perciò l’ho chiamata «dotta ignoranza», perché egli dal mio Spirito ha appreso la vera sapienza, che è amare Dio. Non sembra a te veramente sapiente costui, che non sa se non un verbo solo: amare? Per questo amore osserva tutti i comandamenti della legge di Mosè; per esso dà a Dio quel che è di Dio; per esso pratica tutti i consigli del mio Vangelo; per esso osserva tutti i diritti e le leggi; per esso ama il prossimo, non desiderando la roba altrui, neppure il necessario anzi, né rubando, né mentendo al prossimo; per esso pensa continuamente alla morte e al giudizio, nel quale dovrà essere giudicato.
Perciò chi vuol venire a me non deve preoccuparsi dell’ignoranza della legge; è sufficiente che voglia usare la sua coscienza, la quale dice di voler fatto a sé quello che fa agli altri”.
                                                                    Da Sentieri di luce



Il re Luigi XI e l’immagine della Vergine Maria

Gianmarco Galmozzi nel numero del 4 maggio dell’Osservatore Romano, ha scritto un’interessantissima pagina su La devozione alla Vergine nella letteratura manzoniana, rilevando fra l’altro che non solo negli Inni Sacri e nel capolavoro del Manzoni (I Promessi Sposi) il riferimento alla Vergine è presente, ma anche in pagine meno note, come quella delle Osservazioni sulla Morale Cattolica, dove al capitolo XIII il Manzoni parla di una immagine della Madonna che, secondo Bossuet, il re di Francia Luigi XI onorava e davanti alla quale si raccoglieva per chiedere perdono dei suoi misfatti: “La qual cosa – scrive A. Manzoni – non proverebbe altro, se non che la vista d’una immagine sacra risvegliava in lui il rimorso; ch’egli si trovava in quel momento trasportato alla contemplazione d’un ordine di cose, in cui l’ambizione, la ragione di Stato, l’offese ricevute, la sicurezza, non scusano i delitti; che davanti all’immagine di quella Vergine, il cui nome desta sentimenti più teneri e nobili, sentiva...”.
                                                        Da L’Osservatore Romano, 2002



La coscienza di sé

A un discepolo che si lamentava dei propri limiti il maestro disse: “È vero, sei limitato. Ma hai notato che oggi riesci a fare cose che avresti ritenuto impossibili quindici anni fa? Cos’è cambiato?”.
“Sono cambiate le mie capacità”.
“No. Sei cambiato tu”.
“E non è la stessa cosa?”.
“No. Tu sei quello che pensi di essere. Quando il tuo modo di pensare è cambiato, tu sei cambiato”.
                                                                                         A. De Mello


  A cura di MARIO SCUDU
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2003-2
VISITA
 Nr.