UN NUOVO MESSALE ROMANO
IN OMAGGIO A LEONE
XIII
NEL SUO GIUBILEO EPISCOPALE
In occasione del Giubileo Episcopale
di Papa Leone XIII la Scuola Tipografica Salesiana di Torino
ha preparato, come omaggio di affetto e devozione della Congregazione
Salesiana, una nuova edizione del Messale Romano. Il Bollettino
Salesiano del febbraio 1893 ne dà lannuncio ufficiale
e ne traccia il piano editoriale, basato sulla edizione tipica
detta di Ratisbona.
È una splendida edizione elzeviriana riccamente
illustrata, la quale, destinata a ricordare il Giubileo Episcopale
di S.S. Leone XIII, come un omaggio della Pia Società
Salesiana al sapiente Pontefice, crediamo pure possa supplire
alla assoluta deficienza che si lamenta in Italia di lavori di
tal fatta... Fu perciò nostra particolare cura che nelle
figure, nei fregi e nei caratteri parlasse, a così dire,
lItalia cattolica, mediante la riproduzione di tanti bei
lavori, i quali resero così gloriosa lepoca del
millecinquecento....1 Le illustrazioni sono tratte da soggetti
tutti dautori i più celebri dellepoca
sopradetta, come il Beato Angelico, il Mantegna, il Perugino,
il Gaudenzio Ferrari ed altri, ma più specialmente di
questultimo, meritamente chiamato il Raffaello del Piemonte...
Tutto fu studiato con cura sulla stupenda pubblicazione paleografica
di Montecassino che riproduce fedelmente ricche
pergamene
di quellabbazia, in cui si ammirano le prime forme diniziale
latine da noi adottate... Anche gli ornati sono di purissima
e nobile origine, essendoci serviti a modelli il Breviario del
cardinale Grimani della Biblioteca Marciana di Venezia, gli Antifonari
di Papa San Pio V, ora nella R. Pinacoteca di Alessandria, e
specialmente il Breviario di Re Mattia Corvino che per miniatura
dornati costituisce il tesoro più prezioso della
Biblioteca Vaticana. Ma il primo e speciale ornamento del nostro
Messale volemmo fosse posto al Canone; ... un bel fac-simile
dalla miniatura più grandiosa del prezioso Messale del
Cardinale Domenico della Rovere, esistente ora nel civico Museo
di Torino.2
I ragazzi della Legatoria, nel rilegare il volume con arte, posero
ogni cura perché il lavoro riuscisse degno della circostanza.
Ne risultò una legatura caratteristica del secolo
XV, conforme allo stile delle figure, degli ornamenti e della
stampa. Imitante un lavoro che data dal 1558 su marocchino nero
lacca di una officina veneziana... La legatura è in pelle
color marrone3 con le figure in rilievo, bordate in oro,
di Gesù che consegna le chiavi a San Pietro.
Il Bollettino Salesiano del marzo 1894 riporta la lunga lettera
di Don Cesare Cagliero, Procuratore Generale (Incaricato cioè
delle relazioni ufficiali della Congregazione con la Santa Sede),
nella quale descrive lo svolgersi delludienza del 2 febbraio,
durante la quale ha presentato a nome di Don Rua lomaggio
del Messale. È interessante e commovente, risentire il
dialogo familiare tra il vecchio Papa Leone XIII e Don Cesare.
Il Cerimoniere pontificio annuncia: Salesiani di Don Bosco,
ed il Papa ripete con tanto affetto di Don Bosco.
Don Cagliero inizia: Padre Santo, il nostro Superiore Generale....
Don Rua nevvero? Interruppe il Papa. Sì,
santo Padre, Don Rua umilia ai vostri piedi questo Messale stampato
pel fausto vostro Giubileo Episcopale. E dove fu
stampato? domanda il Papa. A Torino, dalla nostra
Tipografia. E presentandogli il bel lavoro, Don Cesare
Lo prega di esaminare le due facciate del frontespizio con la
dedica a Lui fatta. Il Santo Padre, reggendo da sé il
Messale, si degna di leggere la dedica con viva soddisfazione
che gli traspare dal volto, e si ferma ad osservare la Cena di
Gaudenzio Ferrari, così magistralmente riprodotta, e i
ricchi fregi delluna e dellaltra facciata. Dopo avergli
fatto notare le illustrazioni delle Solennità maggiori
e minori, le iniziali grandi e piccole, le forme
elzeviriane
dei caratteri, ecc., è presentata alla considerazione
del Santo Padre, come specialità dellarte della
stampa, la Crocifissione preposta al Canone, tolta dal fac-simile
della miniatura che adorna lo storico Messale del Cardinale della
Rovere. Avendogli fatto osservare che è un lavoro a sedici
colori eseguito con mezzi puramente tipografici, il Papa vi fissa
sopra gli occhi mostrandone gran meraviglia, e, quasi ad assicurarsi,
vi fa scorrere sopra più volte la sua mano, e con vivacità
dice: è dunque questo Messale un lavoro di pregio?.
Padre santo risponde Don Cesare abbiamo posto
ogni cura perché riuscisse meno indegno della Vostra Augusta
Persona.
Don Cesare chiede quindi una speciale benedizione per tutti coloro
che direttamente o indirettamente hanno collaborato a realizzare
lopera, quindi, facendosi coraggio, domanda: Padre
santo, il signor Don Rua desidererebbe unaltra grazia.
E quale?. Che la Santità Vostra si degni
di usare questo Messale nel giorno 18 febbraio, in cui celebrerà
la Messa in San Pietro a chiusura dellanno giubilare.
Il Papa, volgendosi ai Monsignori presenti, sorridendo con allusione
ai Canonici del Capitolo Vaticano, dice: Ma, San Pietro
non si offenderà? Ad ogni caso, domanderemo i debiti permessi.
Questo Messale mi è caro e intendo tenerlo proprio per
me.4
Un esemplare di questo Messale, in Edizione Salesiana, dopo tante
peripezie, è approdato al Centro Salesiano di Documentazione
Storica e Popolare Mariana, dove è gelosamente custodito
a testimonianza dellaffetto al Papa del Beato Don Michele
Rua e dei Salesiani, e della abilità, nel campo dellarte
tipografica e libraria, della Scuola Tipografica di Valdocco
ed in genere delle Scuole Professionali Salesiane dellepoca.
Don
Mario Morra SDB
1 Bollettino Salesiano,
febbraio 1893.
2 Idem.
3 Bollettino Salesiano, febbraio 1894.
4 Bollettino Salesiano, marzo 1894.
IMMAGINE:
1-2 Copertina del Messale donato a Leone XIII
e stampa della Cena di Gaudenzio Ferrari nel medesimo messale
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2002-4
VISITA Nr. 