LE VIRTU' CARDINALI :
LA PRUDENZA/2


La Prudenza e la Sapienza da sempre appartengono a Dio

La virtù della Prudenza va a braccetto con il dono della Sapienza, insieme ci fanno conoscere e valutare gli avvenimenti e le stesse nostre azioni alla luce di Dio, e, per prima cosa, ci comandano di non vergognarci della nostra fede in Gesù Cristo. Egli ci dà sempre, per mezzo del suo Spirito, la luce e la forza per essere capaci di discernere tra ciò che è giusto e ingiusto, tra ciò che è bene e male, e ci accompagna con la sua grazia perché possiamo arrivare alla nostra salvezza. L’amore e la saggezza vengono da Dio, come anche la capacità di soffrire per il Vangelo. Dio ci ha creati, ci ha chiamati alla salvezza in Gesù Cristo, fin dall’eternità (cfr 2 Tm 1,4-10).
Sappiamo che è proprio dell’amore l’effondersi, cioè l’uscire da se stessi per dare agli altri qualche cosa di nostro, fino a dare noi stessi. Per amore Dio ha creato le galassie, gli ammassi stellari, la Via Lattea, il Sole e i suoi pianeti. Per la nostra madre terra ha regalato miliardi di anni perché potesse formarsi in tutti i particolari, sì da accogliere degnamente l’uomo, capolavoro del creato.
Non possiamo pensare che Dio abbia fatto tutto ciò a caso. Si è tenuto un consiglio nella Casa di Dio fin dall’eternità: un vero piano di creazione e di salvezza. In seguito i Tre, si sono svelati a noi, con infinita sapienza, prudenza e amore, e hanno elaborato un preciso piano di azione. Il Padre ha creato l’uomo libero, intelligente e volitivo. Il Figlio, vista la nostra fragilità, si è fatto uomo, come uno di noi, per pagare sulla Croce il prezzo dei nostri peccati e per vincere la morte. Lo Spirito Santo si è impegnato a seguire ogni uomo, dal primo istante di vita fino alla salvezza eterna, perché questa era la meta prefissa dalla Santa Trinità in nostro favore. Un progetto pieno di sapienza guidato dalla prudenza eterna.

Preghiera

Benedetto sei tu, Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci hai benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli.
In Cristo ci hai scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati al tuo cospetto nella carità, e ci hai predestinati a essere tuoi figli (cfr Ef 1,3-6).
Benedetto sei tu, Gesù, Figlio del Dio Altissimo, che sei venuto per dare la vita eterna a tutti coloro che credono in te (cfr Gv 3,16.17).
Benedetto sei tu, Spirito Santo, nostro vero Consolatore, dono del Padre e del Figlio, tu Spirito di verità, riempici di te e rimani sempre con noi.

Che cosa dice il Catechismo della Chiesa Cattolica

Al numero 1806 del Catechismo della Chiesa Cattolica si legge: “La prudenza è la virtù che dispone la ragione pratica a discernere in ogni circostanza il nostro vero bene e a scegliere i mezzi adeguati per compierlo”.
Il nostro vero bene è la vita in Gesù Cristo, e i mezzi adeguati per raggiungerla sono il suo Vangelo e i Sacramenti.
“L’uomo accorto controlla i suoi passi” (Pro 14,15). “Siate moderati e sobri per dedicarvi alla preghiera” (1 Pt 4,7).
“L’uomo saggio sa ascoltare, sa pregare, sa riflettere, non è precipitoso ma stabilisce di «costruire la sua casa sulla roccia»” (Mt 7,24).
“La prudenza è la «retta norma dell’azione»”, scrive San Tommaso sulla scia di Aristotele. “Essa non si confonde con la timidezza e la paura, né con la doppiezza o la dissimulazione”.
Ogni nostra decisione deve essere ragionevole, guidata dal buon senso, ma anche coraggiosa e illuminata. Il cristiano deve essere disponibile a lasciare tutto piuttosto che rinnegare Cristo.
La Prudenza è detta auriga virtutum, cioè “cocchiere delle virtù”: essa dirige le altre virtù indicando loro regola e misura. È la prudenza che guida immediatamente il giudizio di coscienza. L’uomo prudente decide e ordina la propria condotta seguendo questo giudizio.
Questa virtù vuole, dunque, essere presente nell’esercizio di tutte le altre virtù, come quella che guida, che illumina, che dona il buon senso, la giusta misura, l’equilibrio, il coraggio.
“Grazie alla virtù della prudenza applichiamo i principi morali ai casi particolari senza sbagliare e superiamo i dubbi sul bene da compiere e sul male da evitare”.

Preghiamo con la Bibbia

Con tutto il cuore ti cerco:
non farmi deviare dai tuoi precetti.
Conservo nel cuore le tue parole
per non offenderti con il peccato.
Benedetto sei tu, Signore; mostrami il tuo volere.
Con le mie labbra ho enumerato
tutti i giudizi della tua bocca.
Nel seguire i tuoi ordini è la mia gioia
più che in ogni altro bene.
Voglio meditare i tuoi comandamenti,
considerare le tue vie.
Nella tua volontà è la mia gioia;
mai dimenticherò la tua parola (Sal 118,9-16).

Una parabola evangelica

Come battezzato ho una meta ben chiara: arrivare un giorno a possedere un bene che non finisca mai, e questo bene è solo Dio. La virtù della prudenza mi dice di stare ben attento a non sbagliare e la buona saggezza mi invita a rivolgermi a Dio Padre perché mi doni la luce del suo Spirito e la forza del Figlio suo, che mi guidino e mi rafforzino nella Fede e mi rendano operoso nella Carità.
Una parabola del Vangelo ci mette sulla strada giusta (Lc 16,19-31): “C’era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente. Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe”.
Questo tale pensa solo al suo ventre, non comprende né valuta le situazioni che stanno attorno a lui, quando persino i cagnolini hanno compassione di quel povero disgraziato, e, leccando le sue piaghe, gli recano conforto. Ogni creatura umana, in qualsiasi posto si trovi, sia ricco o povero, molto o poco istruito, è sempre responsabile dei suoi comportamenti e si deve far carico delle conseguenze a cui va incontro.
“Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando nell’inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui”.
Ecco due traguardi definitivi così diversi. Il ricco non aveva messo in conto questa terribile conclusione: lo strazio della sete. Mentre il povero trovava, finalmente, conforto e benessere.
“Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito per bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura”.
Mentre si trova in mezzo ai tormenti, una goccia d’acqua chiede colui che rifiutava di dare un boccone di pane. E poi soggiunse:
“Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”.
Per il cristiano non servono le apparizioni. Gli basta interrogare la sua coscienza, e poi pregare, e ascoltare il Vangelo, la Chiesa e tanti fratelli.

Leggiamo nella Bibbia

Beato l’uomo che non segue il consiglio degli empi,
ma si compiace della legge del Signore,
la sua legge medita giorno e notte.
Sarà come albero piantato lungo corsi d’acqua,
che darà frutto a suo tempo
e le sue foglie non cadranno mai;
riusciranno tutte le sue opere.
Il Signore veglia sul cammino dei giusti,
ma la via degli empi andrà in rovina (Sal 1).

Preghiera per ottenere il dono della prudenza

“Guidami, dolce Luce;
attraverso le tenebre che mi avvolgono
guidami Tu, sempre più avanti!
Nera è la notte, lontana è la casa:
guidami Tu, sempre più avanti!
Reggi i miei passi: cose lontane non voglio vedere;
mi basta un passo per volta.
Così non sempre sono stato né sempre ti pregai
affinché Tu mi conducessi sempre più avanti.
Amavo scegliere la mia strada,
ma ora guidami Tu, sempre più avanti!
Guidami dolce Luce, guidami Tu,
sempre più avanti!” (Cardinale J. H. Newman).


                                                                    Don Timoteo Munari SDB


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2002-5
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