LE VIRTU' CARDINALI:
LA GIUTIZIA-3
La giustizia di Dio

Dio è giusto e santo

Dio è sommamente giusto perché è sommamente santo. La sua giustizia è santità. Gesù è giusto giudice, il suo giudizio è secondo verità e si specchia nella sua santità. Ma allora chi potrà salvarsi? Poiché noi siamo tutti peccatori e che peccatori!
“Non venire a giudizio col tuo servo, Signore, poiché nessun vivente può giustificarsi davanti a te” (Sal 142,2). “Per la tua giustizia togli dall’angoscia l’anima mia” (Sal 142,11). Ma è Dio stesso che ci viene incontro, ci giustifica, ci fa santi e giusti gratuitamente: dono recato a noi, dallo Spirito Santo e acquistato da Gesù Cristo con il suo sangue versato sulla croce. Questa è la giustizia di Dio (cfr Rm 3).
Il nostro Dio ha stipulato un’Alleanza di salvezza con il popolo che lui stesso si è scelto: i discendenti di Abramo, Isacco e Giacobbe. Egli si è impegnato ad agire con giustizia, santità e amore, chiedendo a Israele una leale corrispondenza: Farò di te un popolo numeroso come le stelle del cielo e come la sabbia in riva al mare (cfr Gn 15). E nonostante che il suo popolo sia venuto meno ai patti, Dio mantenne la parola data, per sempre. Perché?
Perché Dio è Dio e non un uomo. La sua giustizia si accompagna sempre alla misericordia. Dio non corre dietro ai sentimenti, alla maniera umana, ma è decisamente fedele all’Alleanza. Egli è sostenuto dal suo cuore pieno di amore. Dio non si tira indietro. La sua fedeltà misericordiosa non permette che l’accordo fallisca. Proprio come recita il Salmo 84 (versetti 8,11,14): “Mostraci, Signore, la tua misericordia e donaci la tua salvezza. Misericordia e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno. Davanti a lui camminerà la giustizia e sulla via dei suoi passi la salvezza”.

L’opera di Dio Padre

Dio è Santo, non può accogliere che santi, ed è Giusto, certo, quindi non può introdurre alla sua presenza che giusti. Qui viene messa alla prova la sua fedeltà. Non può fallire. Egli si sobbarca a questa grande impresa: renderci giusti e santi davanti a Lui. Ecco, egli lo farà con grande maestria e sapienza e con una dose infinita di amore, usando appunto l’arte dell’amante che non si lascia sfuggire la preda.
“Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in Lui non muoia, ma abbia la vita eterna” (Gv 3,16). Così ha stabilito il Padre già prima della fondazione del mondo, secondo le parole stesse di Gesù. Si è manifestato duemila anni fa. E noi, per opera dello Spirito Santo, crediamo nell’amore di Dio che lo ha risuscitato dai morti, e gli ha dato la vittoria gloriosa sul peccato e sulla morte, in nostro favore, e così la nostra speranza è già certezza di vivere in Dio anche se ancora non lo vediamo.

Preghiamo con San Pietro (1 Pt 1,13-21)

Prepariamoci all’azione
con la vigilanza su noi stessi,
fissando ogni nostra speranza
nella grazia del Signore Gesù Cristo.
Come figli obbedienti,
non conformiamoci ai desideri d’un tempo,
quando eravamo nell’ignoranza.
A immagine del Santo che ci ha chiamati,
facciamoci santi anche noi
in tutta la nostra condotta.
Sta scritto, infatti:
Voi sarete santi, perché io sono santo.
Quando preghiamo
chiamiamo con il nome di Padre
colui che senza riguardi
giudica ciascuno secondo le sue opere.
Non a prezzo di cose corruttibili,
siamo stati liberati dalla nostra vuota condotta,
ma con il sangue prezioso di Cristo,
come di Agnello senza difetti e senza macchia.

L’opera di Gesù Cristo

Con la venuta di Gesù, dal nome dolcissimo e dal cuore amante e misericordioso, il Padre ha potuto soddisfare tutte le esigenze della sua giustizia divina. Non c’è miseria, abbrutimento, peccato, sacrilegio dei quali il Figlio di Maria non si faccia carico. Egli è disponibile per tutti gli eventi, anche i più ributtanti e mostruosi. La sua Croce ne è la più chiara testimonianza. Sulla Croce, infatti, è stato inchiodato il libro sul quale è incisa la condanna definitiva del peccato e della morte, con il sigillo del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. È lì che la misericordia ha combattuto e ne è uscita vincitrice.

Adoriamo, con San Paolo, il nostro Salvatore (Fil 2,6-11)

Gesù, pur essendo di natura divina, / non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; / ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo / e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, / umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte / e alla morte di croce.
Per questo Dio lo ha esaltato / e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome; / perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi / nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami / che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.
Dio è appagato e dà sfogo solo all’amore. Il volto di ogni peccatore pentito è lo stesso volto del Figlio suo. Il Padre ci corre incontro e ci abbraccia.

L’opera dello Spirito Santo

La Risurrezione di Gesù conferma la vittoria definitiva del Signore sul peccato e sulla morte. Egli, per mezzo dello Spirito Santo, farà santi e immortali noi, che ci addormentiamo nella speranza della Risurrezione, e tutti gli uomini che si comportano secondo la sua misericordia verso il proprio simile, e anche coloro che si affidano alla sua clemenza, pentiti dei loro peccati. Tutti destinati a vedere il volto di Dio.
È la misericordia, quella implorata dal pubblicano nel tempio, che salva tutte le creature umane. In quell’istante uno si accosta a Cristo in Croce e trova la via dell’Amore eterno. Ciò che si deve fuggire è l’egoismo, la superbia, il sentirsi sicuri di se stessi senza aver bisogno del Signore Gesù, il chiudere il cuore di fronte al prossimo, sono questi i casi nei quali la giustizia sconfigge la misericordia e ci porta in tribunale per un giusto giudizio. Invece, e ciò vale per tutti, chi ama e usa misericordia si troverà in accordo perfetto con il Giudice divino che gli rivolgerà solo parole piene di compassione e di amore.
Fortunatamente, il Padre celeste, per compiere ogni giustizia, ha voluto giocare per noi ancora un’altra carta di valore infinito: d’accordo con il Figlio, egli ci ha donato lo Spirito Santo che è Consolatore, Avvocato e Spirito Creatore. Il suo compito specifico è quello di renderci giusti e santi, compiendo una Nuova Creazione, secondo la volontà di Dio il quale “vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità” (1 Tm 2,4). Ora la giustizia di Dio è assicurata perché con la sua visita lo Spirito Santo ci riempie della sua grazia, anzi egli in persona viene a stabilirsi nei nostri corpi, facendoli suo tempio santo.
La giustizia di Dio è, dunque, Gesù, nostro meraviglioso garante, mentre lo Spirito Santo è colui che, attingendo ai meriti di Cristo, si fa nostro Consolatore, Avvocato e Spirito Creatore.

Preghiamo

O Padre nostro, buono, misericordioso e giusto, che hai voluto che il tuo Figlio salisse sulla Croce,
per dare a noi il privilegio di diventare tuoi figli,
non permettere che cadiamo nel peccato, ma liberaci dal Maligno.
O Gesù dolcissimo, buono, misericordioso e giusto, che ti sei offerto liberamente alla tua passione e hai firmato con il tuo sangue la Nuova ed Eterna Alleanza, apri il tuo cuore amoroso alla compassione per tutti i peccatori.
O Spirito Creatore, buono, misericordioso e giusto, che hai reso forte e coraggioso Gesù sull’altare della Croce e non hai permesso che il suo corpo subisse la corruzione, visita benignamente i cuori straziati dei poveri peccatori.
O Maria santissima, Madre di misericordia, specchio candidissimo della giustizia divina, donaci, in questa valle di lacrime, sapienza e fedeltà.
E prega per noi peccatori adesso e nell’ora della nostra morte.

                                                                     Don Timoteo Munari SDB


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2002-8
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