LE VIRTU' CARDINALI :
La Fortezza / 4


La Croce del Signore Gesù è la fortezza di Dio

Dio Padre ha effuso nel cuore di Gesù crocifisso, come in uno scrigno preziosissimo, tutta la sua fortezza invincibile, perché egli, il nostro caro Gesù, a sua volta la riversasse, a piene mani, su di noi. Chi è più debole e fragile e indifeso e silenzioso dell’Uomo Gesù? Hanno fatto di lui quello che hanno voluto, con squisita brutalità. E l’incredibile cosa è che egli stesso, il più bello e il più forte fra gli uomini, ha scelto liberamente di offrirsi così ai suoi carnefici: debole, fragile, indifeso, silenzioso, per la remissione dei nostri peccati. Ed è proprio per questo che Gesù crocifisso si presenta a noi come “il Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di grazia e di fedeltà, che conserva il suo favore per mille generazioni, che perdona la colpa, la trasgressione e il peccato” (Es 34,6).
Fortezza divina, fortezza del vincitore sul peccato e sulla morte, gioia e pace infinita.
Quando guardiamo con amore Gesù crocifisso e consideriamo i suoi patimenti, allora veniamo investiti della sua forza e liberamente possiamo affrontare con successo tentazioni, smarrimenti, affronti, ingiustizie, persone moleste. Allora possiamo esclamare con San Paolo:“Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo ma è Cristo che vive in me. Questa vita che vivo nella carne io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me” (Gal 2,20).
Il cristiano è forte e progredisce ogni giorno sulla via del bene, quando Dio stesso gli dona la fortezza che scaturisce dal sangue sparso in croce dall’Agnello senza macchia. Sotto la croce sperimentiamo la potenza della misericordia di Dio, e lì ci disponiamo con risolutezza ad amarlo sopra ogni cosa e a servirlo con tutta la buona volontà nei fratelli.
L’esplosione della fortezza di Dio Padre è avvenuta in Gesù Cristo quando egli, per mezzo della sua croce, ha redento il mondo intero: il peccato è stato cancellato e la morte è stata sconfitta. Il tutto per noi peccatori.
Preghiera:
Rit.: Noi ci gloriamo della croce di Cristo.
O Gesù crocifisso, tu sei per noi fortezza, vita e risurrezione.
Per le tue piaghe siamo stati salvati. Rit.
Gesù, grazie perché dall’albero della Croce tu hai stabilito che risorgessimo a vita nuova con la forza del tuo Spirito. Rit.
E grazie anche a te, o Padre: purificaci da ogni colpa con il sacrificio del tuo Figlio che sull’altare della Croce espiò il peccato del mondo. Rit.
Donaci, o Spirito Santo, l’abbondanza della tua fortezza perché, liberati dall’oppressione dei no-
stri nemici, serviamo il Padre nostro in santità e giustizia. Rit.

La Santa Eucaristia è la fortezza di Dio

La forza che scaturisce dai sacramenti ci ricopre di uno scudo capace di resistere agli assalti del nemico, ci modella, giorno dopo giorno, come buoni cristiani, ci fa crescere e irrobustire nella conoscenza e libera adesione alla vita e alla natura divina, alla quale siamo chiamati a partecipare dalla stessa grazia di Cristo.
Poco prima di salire sulla Croce, Gesù ci ha offerto il sacramento dei sacramenti, l’Eucaristia, perché potessimo gustare i tesori della sua vita di Figlio di Dio, attraverso una esperienza indimenticabile della sua stessa persona. Qui ci troviamo a faccia a faccia con Colui che ci chiede: “Mi ami tu?” perché vuole donarsi tutto a noi. Egli è l’Amore, la Felicità che tutti noi cerchiamo. Adorare Gesù esposto o chiuso nel tabernacolo, nutrirci del suo Corpo Santissimo, questa è l’esperienza amorosa a cui siamo invitati per ricevere la forza e anche la gioia di amare, di perdonare, di rinnegare noi stessi e portare la croce con il carico delle dolorose vicissitudini familiari nostre e di coloro che conosciamo, di abbattere tutte le barriere del peccato e di attendere fiduciosi sorella morte.
Ecco la nostra esperienza carica di nostalgia e di sicura fortezza: Gesù, volendo offrirsi in piena libertà alla sua passione di Croce, la notte prima del Venerdì Santo, prese il pane lo spezzò e lo diede da mangiare. “Questo è il mio corpo”, disse. “Fate anche voi così. Fatelo in memoria di me”. Che cosa avranno capito? Forse nulla. Un grande stupore li aveva presi e conquistati. Quel che aveva detto era vero, non potevano sbagliarsi, e con trepidazione presero quel pane e mangiarono Gesù!
Poi Gesù prese il calice del vino e lo porse a loro. “Questo è il calice del mio sangue”, disse. “Sangue che sigilla la Nuova ed Eterna Alleanza. Sangue versato per tutti in remissione dei peccati. Fate questo in memoria di me”, ripeté. Bere il suo sangue? Non esitarono perché, preparati dallo Spirito Santo, erano stati conquistati dalla sua persona, dal suo amore. Alla loro mente tutto era chiaro e il desiderio di essere una cosa sola con il loro Maestro era grande. Non esitarono. Gesù li ha conquistati per tutto il tragitto della loro vita, fino al martirio.
Le parole del nostro Salvatore, la sua potenza d’amore e la forte esperienza comunicata a noi dai suoi discepoli, ci rassicurano pienamente della presenza reale di Gesù nell’Ostia consacrata. Non possiamo stare senza Eucaristia. L’Eucaristia è tutto per noi cristiani, è fortezza, gioia, consolazione, lode, ringraziamento, unione con il Padre, con il Figlio e con lo Spirito Santo: è già Paradiso qui in terra, vittoria sul peccato e slancio di amore e perdono verso i fratelli e cammino verso la santità.
Preghiamo con il Salmo 21
                                                         
  Don Timoteo Munari SDB


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2003-1
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