LE TRE VIRTU' TEOLOGALI
: LA
CARITA' La
Virtù dellAmore nellAntico Testamento
NellAntico
Testamento non si parla tanto di Dio che ama, piuttosto di Dio
che sceglie ed elegge per sé un popolo, gli Israeliti,
con i quali conclude la sua alleanza perenne. Dio fa conoscere
il suo amore col manifestarsi fedele al suo impegno di preferenza
anche quando Israele lo tradisce per altre divinità. Ed
è proprio in queste occasioni dolorose che il Dio di Abramo
fa chiaramente capire che Egli è un Dio che ama, uno Sposo
che perdona e che riprende con sé il suo popolo, un Padre
che ama svisceratamente. Ecco alcune espressioni: Ti farò
mia sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia
e nel diritto, nella benevolenza e nellamore, ti fidanzerò
con me nella fedeltà e tu conoscerai il Signore
(Osea 2,21-22). Quando Israele era giovinetto, io lho
amato e dallEgitto ho chiamato mio figlio (Os 11,1).
E poiché Dio ama così il suo popolo, Egli chiede
in cambio amore: Ascolta, Israele: il Signore è
il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore
tuo Dio con tutto il cuore, con tutta lanima e con tutte
le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel
cuore; li ripeterai ai tuoi figli (Dt 6,4-7). Gli Israeliti
dovranno impegnarsi, dunque, ad amare Dio, osservando tutti i
suoi comandamenti, fra i quali primeggia lamore al prossimo.
Amerai il tuo prossimo come te stesso dice il Signore
(Lv 19,18). E seguono, in questo capitolo del Levitico, alcuni
passi molto significativi, come: non opprimerai il tuo prossimo;
non disprezzerai il sordo; non commetterai ingiustizia in giudizio;
non tratterai con parzialità il povero né userai
preferenze verso il potente; non andrai in giro a spargere calunnie.
Eleviamo la nostra preghiera a Dio con le stesse parole di Davide:
O Dio,
tu sei il mio Dio, allaurora ti cerco, di te ha sete lanima
mia, a te anela la mia carne, come terra deserta, arida, senzacqua
(Sal 62). Indicami, Signore, la via dei tuoi decreti. Piega il
mio cuore verso i tuoi insegnamenti e non verso la sete del guadagno.
Distogli i miei occhi dalle cose vane, fammi vivere sulla tua
via.
La Virtù dellAmore
nel Nuovo Testamento
Lintero
contenuto del Vangelo di Gesù Cristo e, naturalmente,
il motivo unico del perché del mondo, sta nel significato
più profondo e più vasto della parola Amore,
con la A maiuscola. LAmore, infatti, ha mosso
e muove tuttora Dio. Si potrebbe dire che lAmore ha obbligato
Dio a fare quello che ha fatto.
Dio ha tanto amato... (Gv 3.16). Costretto dallAmore,
Dio, il Creatore del cielo e della terra, non solo ama, ma svela
la sua propria identità alla sua creatura e le comunica
che Egli è Padre di un Figlio amatissimo e glielo vuole
donare perché, umiliato fino alla morte di croce, paghi
il riscatto del peccato del mondo, sì che, da peccatori,
noi potessimo diventare veri figli dello stesso Padre. E poiché
Amore chiama Amore, ecco che anche a noi viene dato, dallo Spirito
Santo, il dovere e il potere di amare Dio e i fratelli con lo
stesso Amore che proviene da Dio.
Nella sfera del puro amore si rimane sempre incantati e stupiti
per i suoi meravigliosi risvolti. Dio ci ha amato per primo,
mentre a noi viene dato di riamarlo. Ma Gesù, il nostro
Dio e Salvatore, dice anche: Chi mi ama sarà amato
dal Padre mio, e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso
di lui (Gv 14,21.23). Oh! Meraviglia: il Padre ci ama tanto
che ci dà quasi lillusione di amarlo per primi!
LAmore, o virtù teologale della Carità, è
il dono dello Spirito Santo effuso sui battezzati, per il quale
amiamo il Signore Dio nostro con tutto il cuore, con tutta la
nostra anima e con tutta la nostra mente, e il prossimo nostro
come noi stessi (cfr Mt 22,37-39), con questa aggiunta dello
stesso Signore Gesù: Vi do un comandamento nuovo,
che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così
amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno
che siete miei discepoli (Gv 13,34-35).
Alla scuola di Gesù e con laiuto dello Spirito Santo,
noi, in Dio amato al di sopra di tutto e di tutti, possiamo trovare
la massima felicità, ora, qui in terra, e poi per sempre,
in Paradiso, e non sarà certo nel dio denaro, che tutto
il mondo adora fino al disprezzo del prossimo, e neppure nella
gloria della notorietà dei rotocalchi e della televisione.
Il denaro tradisce sempre, la fama si dissolve come il fumo.
Solo Dio è fedele. Dio è amore per
definizione (1 Gv 4,16).
Gesù ha portato sulla Croce lAmore del Padre. Dio
ha tanto amato luomo da dare il suo Figlio unigenito, perché
chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna
(Gv 3,16). Dunque amare, per il nostro Dio, ha voluto dire dare
in assoluto ciò che gli era più caro, per salvare
chi era perduto. E pertanto il Figlio, cioè il Dono del
Padre, si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si
è fatto uomo. Egli, che era Dio, annientò se stesso
e col sangue versato sulla croce pacificò il cielo e la
terra, perché, da lui salvati, fossimo partecipi della
sua pienezza divina.
Il nostro Gesù con il suo esempio ci indica la strada
giusta che, come battezzati, dobbiamo seguire: Non fate
nulla per spirito di rivalità o per vanagloria, ma ciascuno
di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori
a se stesso, senza cercare il proprio interesse, ma anche quello
degli altri. Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono
in Cristo Gesù, il quale, pur essendo di natura divina,
non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con
Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di
servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana,
umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte
e alla morte di croce. Per questo Dio lha esaltato e gli
ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome;
perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi
nei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami
che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre
(Fil 2,3-11).
Preghiamo
Amiamoci
gli uni gli altri, perché lamore è da Dio.
Chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio.
Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è
amore.
Dio ha mandato il suo Figlio perché noi avessimo la vita
per lui.
Chiunque riconosce che Gesù è il Figlio di Dio,
Dio dimora in lui.
Dio è amore; chi sta nellamore dimora in Dio e Dio
dimora in lui.
Se uno dicesse: Io amo Dio, e odiasse il suo fratello,
è un mentitore.
Questo è il comandamento: chi ama Dio, ami anche il suo
fratello.
Come dobbiamo
amare il nostro prossimo
Gesù
parla chiaro. Non usa mezzi termini. Egli ci presenta un ideale
da santi, da veri testimoni del suo amore. Amate i vostri
nemici; fate del bene a coloro che vi odiano (Lc 6,27).
Un comando troppo esigente? Impossibile? No, perché il
cristiano ha dalla sua parte lesempio di Gesù e
laiuto dello Spirito Santo. Certo occorre pregare, avere
coraggio ed essere convinti che soltanto nella volontà
di Dio sta la nostra pace. Non cè nulla di più
bello che vivere in pace.
Benedite coloro che vi maledicono; e pregate per coloro
che vi molestano (Lc 6,28). Qui, forse, il Signore sta
esagerando. No, perché maledizioni e molestie serpeggiano
nei nostri condomini e nei nostri parentadi. E tutto questo non
piace a Dio. Gesù è morto in croce proprio per
cancellare dai nostri cuori queste cattiverie. La regola, dunque,
è amare e fare del bene sempre perché così
fa il Signore, il quale è benigno verso gli ingrati
e i malvagi (Lc 6,35).
E ancora: Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate
e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato
(Lc 6,37). Quando mi presenterò davanti al tribunale di
Dio se potrò dire: Non ho giudicato, né condannato
nessuno e ho sempre perdonato, sarò sicuro di trovare
il mio Gesù che mi aspetta con le braccia aperte e faremo
festa. Non cè nulla di più grande che essere
misericordiosi come è misericordioso il nostro Padre celeste
e il nostro buon Gesù (Lc 6,36).
Senza dimenticare quelle altre consolanti parole: Date
e vi sarà dato. Una buona misura scossa e traboccante
vi sarà versata nel grembo. Con la stessa misura con cui
misurate sarà misurato a voi (Lc 6,38).
San Paolo ci mostra la via migliore di tutte (1 Cor 13).
La carità
è paziente, è benigna la carità; non è
invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non
manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira,
non tiene conto del male ricevuto, non gode dellingiustizia,
ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede,
tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà
mai fine. Queste le tre cose che rimangono: la fede, la speranza
e la carità; ma di tutte più grande è la
carità!.
Don
Timoteo Munari SDB RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2002-3 VISITA Nr. 
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