I VIZI E LE VIRTU'
SUPERBIA E UMILTA' / 1
Il vizio della superbia è davvero la più brutta bestia di questo mondo, perché il superbo ha un comportamento di ribellione a Dio e di disprezzo verso il proprio simile. Tutti infatti lo condanniamo quando lo vediamo ben scolpito negli altri, mentre non osiamo scendere nel profondo del nostro cuore, né scrutare i nostri ragionamenti e comportamenti, quando si tratta di noi.

Cosa ci dice la Bibbia

Scelgo il Salmo 72 che, mettendo a confronto, davanti a Dio, le due categorie di persone, i superbi e gli umili, incomincia così:

Quanto è buono Dio con i giusti,
con gli uomini dal cuore puro!
Per poco non inciampavano i miei piedi,
per un nulla vacillavano i miei passi,
perché ho invidiato i prepotenti,
vedendo la prosperità dei malvagi (72,1-3).

Con questi accenti prega il pio israelita che confida in Dio. Anche noi, con lui, constatiamo, che non c’è sofferenza per i cattivi, almeno così appare, il loro corpo è sano e pasciuto, si vantano di se stessi e si rivestono di violenza, guardano gli altri dall’alto in basso e nutrono pensieri malvagi, scherniscono e minacciano, e osano sfidare il Signore dicendo: Dio non può conoscere ciò che pensiamo e facciamo, l’Altissimo non lo può sapere; questi sono gli empi (cf Sal 72,4-12).
I timorati di Dio continuano a domandarsi: Invano, Signore, ho conservato puro il mio cuore, invano mi sono pentito dei miei peccati? Sono colpito tutto il giorno, e la mia pena si rinnova ogni mattina. I miei pensieri vagano e non comprendo questa terribile differenza, tra buoni e cattivi. Ma quando entro nel santuario di Dio che è il mio cuore, e prego con fede, allora comprendo quale sarà la fine degli empi: lo spavento e la rovina li ghermirà, saranno distrutti e svaniranno.
Mi agito nel mio petto con mille pensieri ma ora ho finito di tormentarmi poiché tu, Signore, mi hai preso per la mano destra. Ecco tu mi guiderai con il tuo consiglio e mi accoglierai nella tua gloria. Fuori di te, mio Dio, non bramo nulla sulla terra, tu sei la mia sorte per sempre (cf Sal 72).

Un bel ringraziamento a Dio

Rit. Grazie, Signore, perché tu solo sei grande.

O Dio, mio re, voglio esaltarti e benedire il tuo nome in eterno e per sempre. Rit.

Grande sei, Signore, e degno di ogni lode, la tua grandezza non si può misurare, una generazione narra all’altra le tue opere. Rit.

Stupenda è la tua potenza, tutti parlano della tua grandezza, la tua bontà è immensa. Rit.
(cf Sal 144).

Gesù sceglie per sé l’umiltà

L’eterno Figlio di Dio che tutto ha creato e tutto può fino alla perfezione, ha voluto sconfiggere il nostro orgoglio, la nostra superbia, facendosi uomo nel grembo di una donna, la Vergine di Nazaret.
Lui, che era Dio, ha scelto liberamente di non far prevalere la sua divinità. Non ha considerato la sua uguaglianza con Dio come una preda da difendere con tutti i mezzi e a tutti i costi, ma si è spogliato di se stesso, si è svuotato della sua potenza e della sua gloria. Lui che di diritto era Signore d’ogni cosa, si è fatto servo di tutti, si è fatto uomo come tutti noi, per condividere con noi tutte le debolezze della condizione umana, eccetto il peccato, fino a una morte ingiusta e ignominiosa, fino a morire ignudo, davanti a tutto il mondo, sulla croce.
Per questa sua volontaria umiliazione, il nostro Gesù fu sopraesaltato, risorgendo il terzo giorno, salendo alla destra di Dio Padre e prendendo il possesso del Regno Universale del cielo e della terra, il potere e il giudizio su tutti gli uomini, di ogni luogo e di tutti i tempi.

Come definire la superbia

La superbia è il vizio capitale che contamina maggiormente l’uomo, nel suo sapere e volere. Il superbo pretende, infatti, e ne è convinto, di essere di più di quanto gli sia concesso di essere come creatura. È peccato, appunto, perché in qualche modo, esplicitamente o no, il superbo non si sottomette a Dio, anzi vuol mettersi al di sopra del suo creatore, proprio come l’antico Serpente propose ad Adamo ed Eva: “Non morirete affatto. Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio” (Gn 3,4-5).
Già allora Dio, Padre di ogni misericordia, è venuto incontro alla debolezza umana dei nostri
Progenitori, promettendo un Salvatore.

Preghiera

Rit. Dall’orgoglio e dalla superbia liberaci, o Signore.

Quando ci allontaniamo da te e cerchiamo altrove quelle cose che tu solo ci puoi dare in abbondanza. Rit.
Quando ci insuperbiamo a motivo dei beni e delle doti che tu stesso ci hai donato. Rit.
Quando il desiderio di superiorità sugli altri è assolutamente esagerato e inopportuno. Rit.
Quando la nostra superbia vuole metterci in concorrenza con te che sei l’unico eccelso, al di sopra di tutte le cose. Rit.
Quando l’amore disordinato di noi stessi ci fa vivere in un mondo pieno di odio e di arrivismi. Rit.

                                                                           Don Timoteo Munari


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2003-9
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