VIRTU' CARDINALI :
LA TEMPERANZA
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Essere buoni cristiani
e onesti cittadini
Purifica
il nostro spirito, Signore,
e rinnovalo con labbondanza dei tuoi doni,
perché tutto il nostro essere
riceva nuovi germi di vita e di risurrezione.
Le virtù che il cristiano
deve coltivare durante tutta la sua vita, se vuole testimoniare
Cristo, sono un dono prezioso dello Spirito Santo. Esse ci aiutano
a vivere bene anche dal punto di vista umano, ma soprattutto
ci danno la forza di amare Dio con tutto il cuore, e di metterlo
al primo posto senza trascurare lamore del prossimo.
Quando lamore è vero e totale non reprime, non castiga
i propri piaceri, gli istinti, i desideri, gli slanci, ma li
corregge con bontà e giudizio, li guida e li sublima,
perché luomo sia davvero uomo, buon cristiano e
onesto cittadino, come diceva Don Bosco.
Quando lo spirito delluomo non è ben sorretto né
dallalto né dalla persona stessa, allora rischia
di andare molto oltre gli impulsi che, secondo natura, muovono
gli stessi animali. Questi, per esempio, quando sono sazi, smettono
di mangiare; luomo invece, a volte, cerca soltanto il gusto
e non il nutrimento. Si racconta che i romani, nei banchetti,
quando erano sazi si procuravano il vomito per poter gustare
altro cibo. Gli studiosi ci dicono che gli animali solitamente
non uccidono per il piacere di uccidere. Invece, luomo
di tutti i tempi si addestra nellarte della guerra.
Cosa scrive
San Paolo
San Paolo mette in guardia
i primi cristiani dalle opere che vengono dal maligno e dalla
cattiveria umana, che sono: fornicazione, impurità,
libertinaggio, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia,
gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze,
orge, e cose del genere (Gal 5,19ss). In questi casi gli
istinti si scatenano nella libertà più assoluta,
mentre luomo stesso non tiene in nessun conto i suggerimenti
di Dio. Poco più in là, lApostolo ci invita
a guardare alle opere dello Spirito e cioè: Amore,
gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà,
mitezza, dominio di sé (Gal 5,22ss).
Beato luomo
che non segue il consiglio degli empi,
non indugia nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli stolti;
ma si compiace della legge del Signore,
la sua legge medita giorno e notte. (Salmo 1)
Ascesi,
ascetismo e temperanza
Al posto di temperanza
si possono anche usare altre espressioni come ascesi,
ascetismo, parole e concetti molto cari nel passato.
Ascesi e ascetismo era la pratica di
vita intesa a raggiungere la perfezione spirituale e religiosa,
sottolineando sia gli aspetti esteriori del comportamento, come
lallontanamento dal mondo, lisolamento, gli atti
di penitenza e di mortificazione, sia gli aspetti interiori,
quelli positivi della pratica ascetica, come la meditazione,
la contemplazione, la preghiera e il costante esercizio della
virtù.
Non si tratta dunque di pensare che lascesi si nutra di
sentimenti contro la natura umana voluta e creata da Dio
, e dellodio del mondo che Dio vuole salvare.
Lascesi, come pure la temperanza, ci aiuta a combattere
il peccato e ogni arbitrarietà degli istinti e degli impulsi
umani.
Le pratiche ascetiche sono animate dal nostro spirito e dallo
Spirito Santo, per dare un significato nuovo agli istinti umani,
suscitando in essi profondità meravigliose, bellezze eccelse,
gioie insperate. Luomo deve vivere da uomo, come Dio lha
creato. Luomo deve saper superare gli eccessi degli impulsi
e non cullarsi nelle deviazioni che non lo renderanno felice.
Insomma: ascesi e temperanza vogliono dire esercizio, invitano
a scendere nella palestra del proprio io, intelligenza e volontà,
e lì esercitarsi per una giusta condotta di vita umana
a tutti i livelli, nei riguardi di se stessi e degli altri.
Ci viene
in soccorso anche San Pietro
San Pietro poi insiste: Siate
temperanti, vigilate (1 Pt 5,8). Il nemico non scherza.
Si tratta del Diavolo, bestia nera e feroce, leone ruggente,
che si aggira attorno a noi, e che, se non stiamo attenti, riesce
sempre a trovare un varco per entrare nella nostra vita per distruggerla.
Il piacere smoderato non appaga, lascia sempre un amaro in bocca:
non è un vero bene. Il bene vero, invece, anche se si
accompagna sovente con il sacrificio e la derisione del mondo,
ci mostra beni grandissimi e preziosi per mezzo dei
quali ci sarà dato di partecipare della divina natura
di Dio (2Pt 1,4). La mèta è bellissima e vale la
spesa di moderare lattrattiva passeggera dei piaceri illeciti,
per una eternità che sarà piena di stupende sorprese.
Esercitiamoci
dunque
La virtù della temperanza
ci sospinge anche a esercitarci nellamore di Dio e del
prossimo, a non odiare, a perdonare, a non giudicare e a non
condannare mai nessuno. Sulla strada che porta a Cristo, alla
luce delle sue parole Vigilate e pregate, è sempre necessario lesercizio coraggioso
e costante.
Preghiamo
con il Salmo 138
Ti lodo,
perché mi hai fatto come un prodigio;
sono stupende le tue opere,
tu mi conosci fino in fondo.
Scrutami, Dio, e conosci il mio cuore,
provami e conosci i miei pensieri:
vedi se percorro una via di menzogna
e guidami sulla via della vita.
Don
Timoteo Munari SDB
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2003-8
VISITA Nr. 