AVARIZIA E GENEROSITA'
L’avarizia conduce a conseguenze irreparabili

Nell’Ultima Cena Gesù parlò così ai suoi discepoli: “Uno di voi mi tradirà”. Allora gli Apostoli sconcertati incominciarono a dire: “Sono forse io, Signore?”
Rispose Gesù: “Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà”.
Allora anche Giuda Iscariota disse: ”Rabbì, sono forse io?”
E Gesù: “Tu lo hai detto”.
Giuda aveva già contrattato con i sommi sacerdoti e gli anziani di consegnare loro Gesù per trenta monete d’argento. Una povera somma. Nella sua avarizia, ormai, bramava anche solo le briciole. Il segnale era questo: “Quello che bacerò, è lui; arrestatelo”.
In quella stessa notte, nell’orto del Getsemani, alla testa di una schiera di armati, Giuda si avvicinò a Gesù e disse: “Salve, Rabbì!” e lo baciò.
Gesù gli rispose: “Amico, per questo sei qui!”.
Il mattino seguente, Giuda vedendo che Gesù era stato condannato, disse: “Ho peccato, perché ho tradito sangue innocente”.
Gli risposero: “Che ci riguarda? Veditela tu!”.
Ed egli, gettate le trenta monete d’argento nel tempio, si allontanò e andò a impiccarsi (cf Mt 26-27).
Giuda si pente ma, purtroppo, non cerca lo sguardo di Gesù che lo avrebbe salvato. La sua avarizia lo aveva portato a tradire il suo Maestro e a togliersi la vita.

Che cos’è il vizio dell’avarizia

Sant’Agostino la definisce così: “L’avarizia non si deve intendere come se fosse soltanto amore del denaro ma anche amore di tutte le cose che sono bramate senza moderazione”. L’accento è posto sul concetto di desiderare ardentemente senza moderazione. In altre parole: l’amore smodato di possedere.
Questo sfrenato desiderio porta ad abbandonare la fede e arreca fastidi e dolori in quantità. Come scrive Paolo ai Colossesi: l’avarizia insaziabile diventa idolatria (Col 6). Al posto di Dio, l’avaro ci mette il denaro e il possedere.

Preghiamo con il Salmo 48

Rit. Beati i poveri in spirito: di essi è il regno dei cieli.

Perché temere nei giorni tristi, quando mi circonda la malizia dei perversi? Essi confidano nella loro forza, si vantano della loro grande ricchezza.
Rit.

Nessuno può riscattare se stesso, o dare a Dio il suo prezzo. Per quanto si paghi il riscatto di una vita, non potrà mai bastare per vivere senza fine,
e non vedere la tomba. Rit.

Se vedi un uomo arricchirsi, non temere, se aumenta la gloria della sua casa. Quando muore con sé non porta nulla, né scende con lui la sua gloria. Rit.

Altri aspetti dell’avarizia

L’avarizia non è soltanto il desiderio smodato e insaziabile di denaro, ma riguarda anche l’eccessivo e morboso attaccamento ad esso sì da conservarlo o in banca o nascosto in casa, e vivere nella miseria. In questo caso, l’avaro viene considerato come spilorcio, taccagno, gretto. Mangia male, veste male, è tirchio nel pagare, insomma: vive male, ed è pieno di soldi.
Il Profeta Abacuc, in uno dei suoi cinque guai, grida: guai a chi è avido di lucro, sventura per la sua casa (Ab 2,9).
Gesù racconta di un tale che vista la sovrabbondanza dei suoi raccolti, pensò solo ad abbattere i vecchi granai per costruirne altri più grandi, senza pensare che anche lui era un mortale come tutti, e la morte se lo prese in quella stessa notte.
Il denaro è necessario per vivere bene e onestamente, secondo la propria posizione sociale. Esso va pure risparmiato sia per progetti familiari, come per imprevisti e momenti difficili, proprio come fanno le formiche.
I beni materiali devono essere trafficati, il denaro deve produrre lavoro e sostentamento per altri. Al tale che aveva ricevuto la sua quota di denaro e che lo andò a nascondere sotto terra, il padrone disse: servo malvagio e poltrone, potevi almeno affidare il mio denaro ai banchieri e così avrei riscosso gli interessi.

L’insegnamento di San Paolo

Rit. Signore liberaci dall’avarizia.

Non abbiamo portato nulla in questo mondo nulla, possiamo portarne via. Quando dunque abbiamo di che mangiare e di che coprirci, contentiamoci di questo. Rit.

Coloro che vogliono arricchire, cadono nella tentazione, nel laccio di molte bramosie insensate, che fanno affogare gli uomini in rovina. Rit.

L’attaccamento al denaro è la radice di tutti i mali; per il suo sfrenato desiderio alcuni hanno deviato dalla fede e si sono da se stessi tormentati con molti dolori (1 Tm 6). Rit.

                                                            Don Timoteo Munari SDB


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2003-11
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