I VIZI E LE VIRTU' :
SUPERBIA E UMILTA' / 2

Come definire l’umiltà

Se la superbia è la considerazione esagerata, eccessiva, o comunque, inopportuna di sé, delle proprie qualità e capacità, che si manifesta in atteggiamenti di ostentata superiorità e di altezzosa sicurezza, di sprezzante sufficienza e condiscendenza verso sé, l’umiltà è tutto all’opposto.
Il modo di pensare e di comportarsi consiste nel riconoscimento dei propri limiti e nel rifiuto di ogni forma di orgoglio e di superbia, di ogni aspirazione a predominare: questa è la virtù dell’umiltà.
Sull’esempio di Gesù Cristo, che ha scelto la croce come unica soluzione al male del mondo e attuazione del progetto di salvezza del Padre, la virtù dell’umiltà, parola che deriva dal latino “humus”, che vuol dire terra, si guadagna giustamente il titolo di regina di tutte le virtù morali.
Infatti, è Dio stesso che si riveste di umiltà per amarci e arricchirci di sé, e si intrattiene con i più piccoli, i poveri in spirito, per aprire a loro il suo cuore introducendoli nei più alti e meravigliosi segreti della sua sapienza e scienza infinita.

I superbi di fronte a Dio

Ti fai uguale all’Altissimo Dio? Ecco, sarai precipitato nelle profondità dell’Abisso (cf Is 14,14-15). Chi è come Dio? gridò l’Arcangelo Michele. E in quel momento il grande drago, Satana, il Serpente Antico, fu sconfitto e precipitato giù dal cielo (cf Ap 12,9ss). Sempre, nella storia, Dio ha spiegato la potenza del suo braccio e ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore (Lc 1,51).

La nostra preghiera

Chi altri avrò per me in cielo?
Fuori di te, Signore, nulla bramo sulla terra.
Vengono meno la mia carne e il mio cuore;
ma la roccia del mio cuore è Dio,
è Dio la mia sorte per sempre.
Ecco, perirà chi da te si allontana,
tu distruggi chiunque ti è infedele.
Il mio bene è stare vicino a Dio:
nel Signore Dio ho posto il mio rifugio.
Salmo 72, 25-28

Guardiamo a Gesù

Teniamo fisso lo sguardo su Gesù e contempliamolo in quel momento nel quale il suo cuore “esultò nello Spirito Santo dicendo: Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così è piaciuto a te” (Lc 10,21).
Gesù canta questa lode non solo per sé ma anche per noi e con noi, egli, infatti, ci attira al suo cuore e ci fa partecipi della sua profonda conoscenza amorosa del Padre. Perché tutto questo lo vuole Dio nostro Padre. Per partecipare ai segreti del Padre dobbiamo invocare lo Spirito d’Amore e con il suo aiuto ci potremo spogliare dell’uomo vecchio, pieno di superbia e di orgoglio, per rivestirci dell’uomo nuovo che è Cristo.

I sapienti di questo mondo

Tutti ci rendiamo conto, per esperienza personale, che il superbo, colui che manifesta un concetto troppo alto di se stesso, è sempre scostante, è uno che non dialoga mai, che non accetta nessuna osservazione, uno che non sbaglia mai, un arrogante. Mi domando come possono vivere insieme marito e moglie quando uno dei due pretende sempre di avere ragione, quando si sente infallibile, quando per una sciocchezza qualsiasi assale con parole volgari demolendo il suo partner? In questo caso mi domando ancora, come possono conoscersi nel profondo, come confidarsi e sostenersi a vicenda, come gioire delle loro intimità, come amarsi? E ancora: come educare i figli?

La sapienza degli umili

Gesù ha voluto formare, con tutti i suoi discepoli, e quindi anche con noi oggi, una vera famiglia. Egli infatti ci ha fatto sapere;“Se uno mi apre, noi verremo a lui e ceneremo con lui” (Ap 3,20). Ci sarà dunque con Dio una bellissima intimità, ma sempre alla condizione che uno gli apra, e cioè che accetti nella sua vita la signoria del Figlio di Dio. Ma se il suo cuore è pieno di orgoglio e superbia e se vuole ergersi contro Dio, o ignorarlo o peggio combatterlo, allora come potrà sedersi a mensa con Gesù e riceverne le confidenze?
Le cose di Dio, i superbi e i sapienti di questo mondo, non le conosceranno mai, né mai le gusteranno, se non quando si umilieranno e incominceranno ad amare Dio con tutto il cuore.

Rngraziamo Dio per le sue scelte

Grazie, Signore,
perché ti compiaci dei poveri in spirito.
Beati loro, di essi è il regno dei cieli.
Grazie, Signore,
perché ti fidi di coloro che sono miti.
Beati loro, essi avranno in eredità la terra.
Grazie, Signore,
perché sei felice quando si usa misericordia.
Beati loro, troveranno sempre misericordia.
Grazie, Signore,
perché ami gli operatori di pace.
Beati loro, saranno i veri figli di Dio.
                 (Cf Mt 5,2-10).

                                                                                             Don Timoteo Munari SDB


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 20003-10
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