Le opere di misericordia
corporali-7 ADORAZIONE SU : VISITARE GLI INFERMI Giubileo 2OOO
La quinta Opera di Misericordia
Corporale: Visitare gli infermi, torna di grande attualità
in questo Anno Santo, sebbene sia valida in tutti i tempi della
vita di un cristiano. C'è sempre qualche malato o anziano
nella cerchia dei nostri parenti e amici. Il nostro interessamento
per loro è, volere o no, rivolto al Signore nostro Gesù
Cristo, perché è lui che ha detto: Ero malato e
mi avete visitato. Trascurarli o peggio ancora maltrattarli è
sempre una opposizione a Gesù. Il vero amore ci costringe
a cambiare radicalmente il nostro modo di pensare e di agire
e ci sospinge a costruire la nostra vita sul fondamento della
nuova vita in Cristo. Le varie celebrazioni che ci vengono proposte
per il Giubileo 2OOO, tendono tutte a darci la gioia dell'abbraccio
filiale di Dio nostro Padre: la confessione, la comunione, la
preghiera secondo le intenzioni del Papa, la visita a una chiesa
giubilare oppure, al posto di questa visita, la pratica di un'opera
di misericordia, come è appunto "Visitare gli infermi".
Quando ti avvicini a un infermo o a un anziano incontri sempre
Gesù.
Ero malato e mi
avete visitato.
- "Venite benedetti del
Padre mio, ricevete in eredità il premio preparato per
voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ero malato
e mi avete visitato.
- "Signore, quando ti abbiamo visto ammalato e siamo venuti
a visitarti?
- "In verità vi dico: Ogni volta che avete fatto
questo a uno di questi più piccoli, l'avete fatto a me"
(Mt 25).
Caro Gesù,
tu vuoi che ci interessiamo degli infermi, di coloro che sono
deboli nel corpo e nello spirito, e che andiamo a visitarli.
Se vogliamo, dunque, fare cosa gradita a te dobbiamo occuparci
in modo concreto e abituale di coloro che si trovano sotto il
peso della malferma salute per malattia o vecchiaia.
Tu ci insegni ad avere sempre fiducia in te, caro Gesù,
ci dici che dobbiamo seminare fiducia in tutti i cuori e portare
consolazione ai più disperati, usando poche parole, ma
mostrando molta comprensione e ascolto, senza far pesare la nostra
fretta.
Quando visito un infermo visito te, che preghi senza consolazioni,
abbandonato da tutti, condannato a portare da solo la tua croce
fino al Calvario, affaticato e logoro. Così ti facciamo
coraggio, Gesù.
Sono tante le cose che possiamo fare presso un malato: riassettare
la casa, fare la spesa, cucinare, lavare e stirare, e tante altre
piccole cose.
O buon Gesù, mi sono sempre reso conto che quando mi interesso
praticamente dei malati, non sono io colui che dà ma colui
che riceve.
L'esempio di Gesù.
Entrato in Cafarnao, venne
incontro a Gesù un centurione che lo scongiurava: "Signore,
il mio servo giace in casa paralizzato e soffre terribilmente".
Gesù gli rispose: "Io verrò e lo curerò".
Ma il centurione rispose: "Signore, io non sono degno che
tu entri sotto il mio detto, di' soltanto una parola e il mio
servo sarà guarito" (Mt 8,5-10).
Signore Gesù,
durante la tua vita terrena ti sei sempre interessato dei malati.
Tu passavi per le strade della Palestina beneficando e risanando
tutti e al Centurione che ti supplicava hai detto "Io verrò
e lo curerò". Trascorrendo le pagine del Vangelo
mi rendo conto quanto sia grande la tua misericordia e la compassione
e addirittura la tenerezza verso i peccatori e i malati.
"I ciechi ricuperavano la vista, gli storpi camminavano,
i lebbrosi venivano guariti, ai poveri veniva predicata la buona
novella" (Mt 11,3-6).
Caro Gesù, io so che tu continui a passare per le nostre
strade, a entrare nelle nostre case, a venire incontro alle nostre
necessità, e asciugare le nostre lacrime, e guarire i
nostri corpi. E tutto questo lo vuoi operare oggi per mezzo dei
tuoi fedeli. E per questo tu ci chiedi una fede viva e così
tu potrai operare miracoli.
Quando poi facciamo visita a malati ammalati e moribondi non
credenti, tu ci suggerisci di comportarci come Madre Teresa,
la quale non cercava di convertirli, ma metteva nel loro cuore
un grande amore che li rendeva abili di entrare nel tuo Paradiso.
Il Sacramento dell'Unzione degli infermi.
"Chi è malato,
scrive San Giacomo, chiami a sé i presbiteri della Chiesa
e preghino su di lui, dopo averlo unto con olio, nel nome del
Signore. E la preghiera fatta con fede salverà il malato:
il Signore lo rialzerà e se ha commesso peccati, gli saranno
perdonati" (Gc 5,14-15).
Caro Gesù,
questo sacramento che tu hai istituito è il segno tangibile
del tuo grande amore per noi peccatori quando veniamo a trovarci
in stato di malattia. La preghiera fatta con fede salverà
il malato, ci ha lasciato scritto il tuo Apostolo Giacomo. Tu
stesso ci rialzerai e se abbiamo commesso dei peccati tu ci perdonerai.
Nel sacramento dell'Unzione degli infermi si manifesta la potenza
e la santità del tuo Santo Spirito. Tutti gli esseri viventi
hanno bisogno di lui, egli è lo Spirito Creatore, e quando
lui riversa su di noi la sua rugiada benefica, noi riceviamo
vigore e sostegno per far fronte alle esigenze della nostra vita,
per compiere bene tutto il nostro dovere di creature umane.
Ti prego, Gesù caro, metti nei mio cuore una grande stima
per questo sacramento e un sincero desiderio di riceverlo quando
il male mi colpisce. E' cosa buona e giusta suggerire, ai malati
e ai loro parenti, di chiamare il prete quando uno sta molto
male e viene ricoverato in ospedale. Non dobbiamo aver paura
di farlo. Se abbiamo le idee chiare il malato non si spaventerà.
Questo sacramento è stato istituito per venire incontro
ai malati, è fatto per la guarigione del corpo e dell'anima.
TIMOTEO
MUNARI SDB N.B. Questa Adorazione sull'Opera di
Misericordia VISITARE GLI INFERMI, non è stata pubblicata
in nessun numero della Rivista Maria Ausiliatrice. VISITA Nr. 
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