LE OPERE DI MISERICORDIA
CORPORALI / 6
SEPPELLIRE I MORTI
Giubileo
2000
La settima opera di misericordia
corporale è: Seppellire i morti. Questopera di misericordia
ci porta a vivere intimamente la Pasqua di Cristo nei fedeli
che muoiono.
Partecipando al Rosario e alla santa Messa insieme ai familiari
del defunto, tutta la Chiesa prega per i suoi figli incorporati,
per mezzo del Battesimo, a Cristo morto e risorto, perché
con lo stesso Signore nostro Gesù passino dalla morte
alla vita. Così i nostri defunti vengono accolti in Paradiso,
in compagnia di tutti gli angeli e i santi.
I gesti che si compiono in quella occasione, come l'aspersione
con lacqua benedetta, lincensazione e la processione
che accompagna il defunto in chiesa e al cimitero, e tutte le
preghiere che si innalzano a Dio, ci dicono con chiarezza che
quei corpi attendono la beata speranza della risurrezione.
La Santa Messa che viene celebrata in quella occasione ci mette
in contatto diretto con Dio nostro Padre e in questo modo ci
avviciniamo ai nostri cari defunti con tutto il nostro amore,
concretizzando un vero scambio di beni spirituali: noi per loro
ed essi per noi. Infatti solo in Gesù possiamo incontrarci
con coloro che ormai vivono in lui.
Partecipare ai funerali, non per semplice convenienza, ci porta
grandi benefici in questo Anno Giubilare: possiamo acquistare
lIndulgenza del Giubileo (non dimentichiamo la confessione,
la comunione e la preghiera per il Papa) e, non meno importante,
ci viene data la possibilità di immergerci nella riflessione
sulla morte, sulla caducità della vita e sulla vanità
di tutta la nostra superbia.
Morte e sepoltura
di Gesù
Quando seppelliamo i nostri
morti, non possiamo non pensare, o caro Gesù, alla tua
morte e sepoltura. Sulla tua croce una scritta diceva: Il re
dei Giudei, e tu eri lì in mezzo a due malfattori, crocifisso
come uno di loro.
Rit.
In te spero, Signore, Dio dei viventi.
La gente cattiva, che non aveva capito nulla di te, schiamazzava:
Ehi, tu, se sei il Figlio di Dio, discendi dalla croce. Anche
oggi quante bestemmie contro di te, quante imprecazioni contro
la morte e contro la vita eterna.
Rit. In te spero, Signore, Dio dei viventi.
Una morte serena ti chiediamo per noi. Abbiamo terrore delle
sofferenze acerrime di quegli ultimi istanti. Ci vengono in mente,
Gesù, le parole uscite dalle tue labbra sfigurate: Dio
mio, perché mi hai abbandonato?, e la tua sete infinita
e il tuo urlo straziante prima di morire.
Rit. In te spero, Signore, Dio dei viventi.
Caro Gesù, lì sotto la croce cera la tua
madre Maria con il tuo discepolo Giovanni e un bel gruppetto
di donne che innalzavano al cielo il loro pianto composto. Tutto
ci crolla addosso quando un nostro congiunto ci lascia.
Rit. In te spero, Signore, Dio dei viventi.
Con il cuore sconvolto, ma ancora pieno di amore, Giuseppe di
Arimatea e le donne che ti avevano seguito dalla Galilea fino
a Gerusalemme, calarono il tuo corpo dalla croce e lo seppellirono,
avvolto in un lenzuolo, in un sepolcro nuovo scavato nella roccia.
Rit. In te spero, Signore, Dio dei viventi.
Di buon mattino, il terzo giorno, Maria di Magdala, Maria di
Giacomo e Salomè vennero al sepolcro con oli aromatici
per imbalsamare il tuo corpo. Ma nel loro cuore tu, Gesù,
eri vivo e presente e le attiravi, pieno di gioia per la grande
sorpresa che avevi loro riservata di abbracciarti nella gloria
della tua risurrezione.
Rit. In te spero, Signore, Dio dei viventi.
Caro Gesù, tu hai detto: Chi mangia il pane che io gli
darò, avrà la vita eterna (cf Gv 6,51). Proprio
perché noi ci nutriamo di te, crediamo fermamente che
tu ridonerai la vita ai corpi dei nostri cari, quando vengono
deposti nella tomba.
Rit. In te spero, Signore, Dio dei viventi.
La grande avventura cristiana
La vita del cristiano è
una grande e meravigliosa avventura che arriva al suo culmine
nellistante della morte, morte che non è un traguardo
ma un trampolino di lancio per una vita che non avrà più
fine. Da quando abbiamo intrapreso, dopo il nostro battesimo,
il grande viaggio di navigare dentro la bellissima storia damore
che è Gesù Cristo, il nostro cuore non si sentirà
mai appagato pienamente fino a quando non riposerà nel
seno di Dio, in un abbraccio tenerissimo.
La nostra è una vita che ci mette ogni giorno in contatto
e in confronto con il Figlio di Dio, Gesù, fatto uomo,
nel grembo purissimo di una giovane vergine, Maria di Nazaret.
Solo con lui ha avuto inizio la salvezza del mondo: nuova creazione.
Le cose che ha detto Gesù, il suo Vangelo, le ha dette
per tutti, nessuna creatura umana esclusa: Dio Padre ci ama tutti
e vuole che tutti si salvino. La legge che egli ha dettato è
una sola, lamore: Ama Dio e ama il prossimo tuo. Non ci
sono privilegiati né raccomandati se non i peccatori,
i deboli, gli sfruttati. Gesù si china con tenerezza su
di loro e li salva.
Unacqua fresca e cristallina egli ci dona, lo Spirito Santo,
perché zampilli come una fonte perenne. E per nutrirci
ci dona il suo Corpo santissimo, tutto se stesso, perché
la morte non abbia la vittoria su di noi. E infine, oh meraviglia,
egli si vuole unire a noi con un legame amoroso, indissolubile,
eterno, come uno sposo che si unisce alla sua sposa, e così
saremo per sempre un solo corpo e un solo spirito con lui.
Da noi, Gesù, si aspetta che ci decidiamo liberamente
per lui, che riconosciamo di essere deboli e peccatori, sempre
bisognosi di lui, del suo perdono, della sua amicizia. Egli ha
detto: Chi crede in me non morirà in eterno. Sostenuti
da questa certezza è giusto che affrontiamo la morte come
lazione più importante della nostra vita.
Lopera dello Spirito Santo
La fede, dono tuo, o Spirito
Santo, ci dice con forza che il nostro corpo è il tuo
tempio e che tu non lo abbandonerai anche quando viene deposto
nella tomba, perché tu lo farai risorgere a vita nuova
e immortale, come hai fatto con il nostro Signore Gesù
Cristo.
Rit. Vieni Spirito Santo, e rinnova
la faccia della terra.
La speranza, dono tuo, o Spirito Santo, ci dà la sicura
certezza che il Padre ha preparato per noi una nuova abitazione
e una terra nuova, in cui abita la giustizia e la cui felicità
sazierà tutti i nostri desideri di pace (cf Gaudium et
Spes, 39). E allora ritrovandoci in Dio nostro Padre potremo
anche entrare in comunione con i nostri cari che ci hanno preceduti.
Rit. Vieni Spirito Santo, e rinnova la faccia
della terra.
La carità, dono tuo, o Spirito Santo, mette fuoco nel
nostro cuore perché finalmente la vita non finirà
più e soprattutto perché ci incontreremo con il
nostro grande Amore, Gesù, che per noi è morto
ed è risorto. Allora Dio sarà tutto in tutti e
noi formeremo come un mare infinito di figli a lode e gloria
del Padre nostro. Rit. Vieni Spirito Santo, e rinnova la faccia
della terra.
Per te, o Spirito Santo, noi siamo venuti a conoscenza del progetto
di Dio, così come lo ha concepito nel suo grande cuore
il nostro Padre e come lo ha realizzato. Quanti da sempre ci
ha conosciuti ci ha anche amati, ci ha chiamati a vivere su questa
terra, e ci ha predestinati a essere conformi allamato
Figlio del suo grembo. Rit. Vieni Spirito Santo, e rinnova
la faccia della terra.
O Spirito Santo damore, quanto è grande il tuo nome
su tutta la terra. Ci hai donato il nostro caro Salvatore Gesù
che per noi è morto, fu sepolto ed è risorto, lui,
il Primogenito di tutti noi suoi fratelli. Il Padre ci ha giustificati
per i meriti dello stesso Gesù e già fin dora
ci ha glorificati per un posto sicuro in Paradiso. Rit. Vieni
Spirito Santo, e rinnova la faccia della terra.
Timoteo Munari SDB
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2000-10
VISITA Nr. 