PADRE, RIMETTI A NOI I NOSTRI DEBITI

Caro Papà, ecco, ora veniamo al dunque.
 In troppe cose non ti siamo fedeli:
santi non siamo e ci sforziamo poco a diventarlo;
siamo entrati nel tuo Regno, ma in quale stato!
non abbiamo fatto la tua volontà
perché non collimava con la nostra;
e quante volte non abbiamo sudato
il nostro pane quotidiano!
Dunque chiediamo perdono, sinceramente,
a te Padre nostro.
Ci rendiamo conto di essere peccatori:
lo confessiamo, e anche grandi debitori:
lo diciamo a chiare parole.
Non siamo senza colpa. Ogni giorno pecchiamo,
e ogni giorno chiediamo perdono.
Se confessiamo i nostri peccati con sincerità,
tu ci perdoni. Ogni debito viene scontato poiché
tu mantieni la tua parola.
Nella misura che noi perdoniamo, saremo perdonati,
perché ogni debito deve essere distrutto,
in noi e nei fratelli. Così basta perdonare,
attingendo dal tuo cuore pieno di compassione,
basta gettare dietro le nostre spalle
tutte le offese che riceviamo,
proprio come sai fare tu con me
che non ricordi più i miei peccati.
Per la Croce del Figlio tuo mi hai perdonato,
ed è proprio per la stessa Croce di Gesù
che io perdono.
Non vogliamo fare come Giona
che era scappato via perché sapeva che tu eri
un Dio misericordioso e clemente.
Non è giusto che io rimanga sdegnato
verso il mio prossimo quando tu, o buon Papà,
sei così pietoso verso tutte le tue creature
sino al punto di dare il tuo Gesù
alla morte in Croce per noi.
Nella tua bontà, o Padre, tu hai
una compassione infinita verso le mie miserie
e i miei peccati, fino ad avvolgermi,
nella tua tenerezza, in un grande abbraccio
ed, effondendo tutto te stesso, mi hai baciato e
fatto nuovo. Proprio per questo mi impegno
di perdonare sempre.
Nulla ti è più caro che la pace, la concordia
e l’amore tra i fratelli.
Grazie! Ciao, Papà!

Adoriamo Gesù Eucaristico

Rit.: Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore!
Eccomi, qui, Gesù, nel tuo tempio, davanti al tuo altare: riconosco le mie colpe, non so contare i miei debiti. Come posso alzare la testa davanti al mio Dio, se tu, Gesù, non ti metti al mio fianco, come mio avvocato? Con il tuo sangue tu paghi per me, mi ottieni il condono e io ti posso dire: Rit.
È una pura illusione poter estinguere i miei debiti con te. Mi hai creato e fatto cristiano e conservato fino a oggi. Infinite volte mi hai perdonato e infiniti sono stati i tuoi benefici. Eppure tu non mi chiedi altro se non di amarti e di perdonare quelli che mi odiano e mi fanno del male. Allora io ti supplico di cuore: Rit.
Sono io che per primo devo e voglio chiederti perdono, Gesù: ho bisogno del tuo amore, della tua tenerezza e di sentirmi perdonato di tutto il mio debito, così da essere invogliato a rimettere i debiti ai miei debitori. Noi perdoniamo perché tu ce ne dai la forza e il coraggio. Grazie! E così noi ripeteremo sempre: Rit.
Ti adoro, caro Gesù, e ti contemplo qui esposto sull’altare. Tu sei il centro di tutto. Sei il Santo, il Figlio dell’Altissimo Iddio. Eppure tu chiami beati i poveri, gli afflitti, gli affamati, e per loro spezzi il pane vero, il tuo Corpo santissimo. Tu continui a dirci: non sono venuto per i giusti, ma per i peccatori. Per questo non posso dirti altro che: Rit.
O Agnello Immolato che stai di fronte al trono di Dio, e giorno e notte intercedi per noi peccatori! La tua Croce, Gesù, è il Libro vivo e perenne che ogni cristiano deve consultare quando chiede perdono e quando è chiamato a perdonare. Il nostro cuore batte d’amore e ti ripete: Rit.
Pane di vita eterna, tu sei, pane fragrante, appetitoso, che tutti vogliono gustare, buoni e cattivi, giusti e ingiusti, perché tutti sentono il bisogno di essere salvati da te, e di essere amati, perché solo l’amore fa grandi cose, fino al punto di perdonare e di amare i propri nemici. Così, con il cuore traboccante di gioia ti diciamo: Rit.

Rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori

Saremo perdonati dal Padre nostro non solo nella misura che noi perdoniamo ai nostri fratelli, ma occorre che riconosciamo davanti a Dio e ai fratelli, che anche noi abbiamo molto peccato.
Abbiamo chiesto al Padre di santificare in noi il suo Nome: santi però non siamo ancora, ma peccatori, sì. Ci siamo allontanati dalla casa paterna come il figlio prodigo e ora torniamo per incontrarci con il Padre, con il fratello e con tutto il personale della casa. Siamo corsi al tempio come il pubblicano e con la faccia a terra abbiamo detto: Signore, abbi pietà di me peccatore, e non ci siamo scagliati contro il fariseo che si vantava.
Dicendo: Rimetti a noi i nostri debiti, riconosciamo la grande bontà del Padre, il nostro brutto peccato, e la potenza misericordiosa del Sangue versato da Gesù sulla Croce per noi.
Sia ben chiaro che noi veniamo liberati dalla nostra condizione di peccato per mezzo del Figlio diletto di Dio Padre; mediante il suo sangue sparso sulla Croce ci vengono rimessi i nostri debiti; per la ricchezza della grazia di Dio siamo stati ricomprati (cf Ef 1,7).
Ma è anche vero che “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio” (Gv 3,16), e che Gesù Cristo ha versato il suo sangue della nuova Alleanza per tutti, in remissione dei peccati (Mt 26,28).
Pertanto possiamo dire che la misericordia di Dio non cancella il peccato dal mio cuore fino a che io non ho perdonato chi mi ha offeso. Dice la Bibbia: “Se perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro perdonerà anche voi” (Mt 6,14). Se dunque rifiuto il perdono ai fratelli, il mio cuore si chiude, diventa impenetrabile all’amore e alla misericordia del Padre. “Come posso amare Dio che non vedo, se non amo il fratello che vedo?” (1 Gv 4,20). Sì, è vero quello che diciamo nel “Pater noster”: Padre, perdona a noi come noi perdoniamo. Ma non basta perdonare agli altri per ottenere automaticamente il perdono, è necessario riconoscerci peccatori e lasciarci riconciliare con Dio mediante Cristo (cf 2 Cor 5,18-20).
La via più sicura è questa: Apriamo il nostro cuore alla misericordia e alla santità del Padre, rivestiamoci dei sentimenti di bontà e di compassione che furono in Gesù Cristo, e perdoniamoci a vicenda come Dio ha perdonato a noi con l’effusione dello Spirito (Ef 4,31-32).

Preghiamo lo Spirito Santo
per la remissione dei peccati

Rit.: O Spirito Santo, effuso su di noi dal Padre, per la remissione dei peccati, vieni.
O Spirito Santo, Acqua viva scaturita dal costato
di Cristo, lavaci perché solo in lui abbiamo la redenzione e per il suo sangue la remissione dei peccati. Fa’ che fiumi d’acqua viva zampillino dal nostro seno per la vita eterna e per i fratelli (GeV 7,37-38). Rit.
O Spirito Santo, Colomba candidissima, quando Cristo è uscito dalle acque del Giordano, tu sei sceso su di lui, mentre una voce diceva: Tu sei mio Figlio (Mt 3,16-17). Allo stesso modo il Padre perdonandoci, annulla il nostro peccato e ci accoglie come figli nel Figlio suo (Mt 2,5). Rit.
O Spirito Santo, Dito potente della destra del Padre, tu ci hai riscattati dal potere delle Tenebre e ci hai trasportati nel Regno del Figlio di Dio (Col 1,13), incidi la legge dell’Amore nel cuore e nelle menti dei tuoi fedeli perché sappiamo perdonare come ha fatto Gesù. Rit.
O Spirito Santo, Sigillo indelebile che il Padre ha impresso nel Figlio suo (Gv 6,27) e in noi (Ef 1,13), mostraci l’amorosa misericordia di Dio perché siamo generosi di perdono verso il nostro prossimo e così possiamo incontrarci tutti con Gesù in Paradiso (Lc 23,43). Rit.
O Spirito Santo, Nube luminosa che splendi sul nostro cammino in questa valle di lacrime, rivelaci il Dio vivente (Es 24,15-18). Come hai condotto Gesù, carico dei nostri peccati, fino alla Croce, così fa’ che, morti al peccato, viviamo per la giustizia e la santità di Dio (1 Pt 2,24). Rit.
O Spirito Santo, Mano benedetta del nostro Gesù quando benediceva e accarezzava i bambini (Mc 10,16) e quando guariva i malati (Mc 6,5), posati su di noi poiché da te attendiamo la forza che ci solleciti a perdonare per arrivare alla piena maturità di Cristo (Ef 4,13). Rit.
O Spirito Santo, Unzione profumata del nostro Gesù, confermaci nella grazia di Dio, consacraci quali inviati dal Padre per diffondere il Vangelo con l’esempio e con la parola e sostenere i dubbiosi e i tribolati, sì che possiamo vincere il male con il bene (Rm 12,21). Rit.
(Leggi nel Catechismo della Chiesa Cattolica i nn. 2838-2845)
                                                                Timoteo Munari SDB


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2000-1
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