PADRE, NON CI INDURRE IN TENTAZIONE
Caro Papà,
ecco, ora la nostra preghiera
si fa ancora più accorata.
Sappiamo bene che tu,
nella infinita tua perfezione,
non puoi essere tentato dal male
- sarebbe un assurdo -,
né puoi tentare al male, tu che sei bontà infinita.
Tu che hai solo pensieri di pace, misericordia
e perdono, fino all'impossibile.
Tu sei il nostro Papà, tu ci ami tantissimo
e con infinita tenerezza.
Non sei tu che ci tenti, ma siamo noi che,
nella nostra piena libertà,
quando siamo tentati preferiamo il peccato
che si presenta "gradito agli occhi
e desiderabile per acquistare saggezza" (Gn 3,6).
Tu sei sempre lì pronto a darmi una mano
quando sono tentato,
e mi sollevi perché io non inciampi e cada,
proprio come fanno le mamme
con i loro bambini
quando camminano per strade
piene di buche e di sassi.
Questa è la tua precisa volontà,
il tuo progetto amoroso:
Tu vuoi che tutti si salvino
e arrivino alla conoscenza della verità,
e per ottenere ciò ci ha donato in permanenza
il Figlio tuo come Salvatore
e lo Spirito Santo come nostro Consolatore
e difesa sicura.
O Papà, nella tua bontà,
non lasciarci soccombere nelle tentazioni,
non permettere che prendiamo la strada
che conduce al peccato.
Ci troviamo infatti in lotta continua
tra il bene e il male,
per questo donaci sempre lo Spirito
del discernimento e della fortezza.
Apri i nostri occhi perché ci rendiamo conto
che strada stiamo per prendere;
smaschera le tentazioni che, vestite a festa,
ci assalgono;
facci perseveranti nella preghiera
e nella vigilanza su noi stessi
e su tutte le proposte che ci vengono
dal mondo e dal maligno.
Insomma, fa' che siamo decisi
a non entrare in tentazione.
E come tu, Papà caro,
sei stato accanto al Figlio tuo nella sua passione
- tanto che si può dire
che ti sei fatto crocifiggere con lui -,
così interessati di tutti noi
e fa' che sentiamo la tua presenza
e non permettere che abbiamo a cadere
e se cadiamo aiutaci a non rimanere
neanche una notte nel peccato.
Grazie, Papà. Ciao!
Adoriamo Gesù
Eucaristico
Rit. Sia lodato e ringraziato
ogni momento, il santissimo e divinissimo Sacramento!
Dio mio e Gesù mio, non abbandonarmi, siimi vicino nell'ora
della prova e della tentazione, non chiudere il tuo cuore e ascolta
la mia supplica, e io racconterò ai miei fratelli le tue
meraviglie.Rit.
Tu sei il Santo, Gesù, tu il Maestro, tu il buon Pastore:
i nostri padri hanno sempre avuto fiducia in te, hanno gridato
le loro angosce e tu li hai liberati: da una generazione all'altra
glorificheremo il tuo Nome.Rit.
O buon Gesù, vedi come sono ridotto! Sono un povero peccatore,
e i nemici che mi assalgono, dentro e fuori di me, e vogliono
farmi cadere. Ma io alzo a te le mie mani e ti benedico.Rit.
Sei tu che mi hai accolto quando sono nato, mi hai nutrito come
fa una madre con i suoi bambini. Senza stancarti mi correggi
e mi porti in salvo. Per questo non finirò di cantare
a te inni di gioia.Rit.
O Gesù, sii buono, non allontanarti da me, non abbandonare
i miei cari al loro destino, scuotili, convertili perché
gustino il tuo amore e tutti sapranno che eterna è la
tua misericordia.Rit.
Quando il turbamento e la paura mi vogliono distruggere e quando
i miei nemici si accaniscono contro di me, giorno e notte griderò:
non permettere che io cada e canterò in eterno le tue
grazie e le tue benedizioni. Rit.
E non c'indurre in
tentazione
Sappiamo bene, come scrive
San Giacomo Apostolo, che nessuno, quando è tentato, può
dire: "Io sono tentato da Dio". Dio, infatti, non può
essere tentato dal male, egli è l'onnipotenza e la santità
in persona. E inoltre Dio, che per definizione è buono
e pieno di misericordia, non può tentare nessuno al male
(cf Gc 1,13).
E allora quando diciamo: Padre, non c'indurre in tentazione,
vogliamo pregarlo di non permettere che entriamo nella tentazione
e che non ci lasci soccombere in essa. Ed è precisamente
questa la volontà del Padre: in nessun modo egli vuole
essere d'inciampo per noi, egli non vuole la nostra morte ma
per noi vuole la vita. Già prima di creare il mondo egli
ci ha voluti santi e irreprensibili, senza macchia, nella stessa
misura del Figlio suo (cf Ef 1,3).
Noi siamo tentati, cioè attratti e adescati, dalla nostra
bramosia e cupidità, che è la concupiscenza, la
quale poi genera il peccato che produce la morte dell'anima.
Certamente ci si mette di mezzo anche il Diavolo, ma sono soprattutto
le lusinghe dei sensi, le sollecitudini della vita, le ricchezze,
i piaceri di questa terra, gli esempi e le corruzioni del mondo,
le amicizie e i divertimenti, queste e altre ancora sono le vere
tentazioni. "Buono e gradito agli occhi e desiderabile",
come dice la Genesi (3,6), è ogni oggetto della tentazione,
ma la realtà è la morte.
Che fare? Pregare e invocare lo Spirito Santo che ci aiuti a
discernere tra ciò che è bene e ciò che
è male, tra ciò che è prova, come le malattie,
la morte, le difficoltà familiari, cose che servono a
farci crescere nella virtù della fede e ciò che
è tentazione che ci conduce al peccato. Ed è lo
stesso Spirito Santo, se pregato con fede, che smaschera le menzogne
del tentatore, del mondo e del proprio io.
Del resto lo stesso San Paolo ci ammonisce che "attraverso
molte afflizioni ci conviene entrare nel Regno di Dio" (At
14,21). Ed è naturale "che coloro i quali vogliono
vivere pienamente in Gesù Cristo, saranno perseguitati"
(2 Tm 3,12).
Stiamo anche attenti a distinguere sempre tra tentazione e consenso
alla tentazione. La tentazione per se stessa non è peccato,
lo è invece quando uno vi acconsente (Gc 1,15). E va ricordato
anche che Dio è fedele e non permette che siamo tentati
oltre le nostre forze. Egli ci indica la via d'uscita e dà
a tutti la forza di sopportare la prova. È lo Spirito
Santo che suscita in noi la preghiera e vigilanza e che ci assiste
fino alla perseveranza finale e alla vittoria nell'ultimo combattimento.
Preghiera allo Spirito
Santo
Rit. O Spirito
Santo, donaci le armi della luce e dell'amore.
O Spirito Santo, amore vero, ascolta la mia preghiera, tu che
sei il Santo guarda verso di me con bontà, intervieni
con potenza e non permettere che io cada nella tentazione di
peccare. Rit.
Dal potere del Maligno liberami, o Spirito di verità,
dammi la forza di lottare contro il Tentatore, il Diavolo che
si traveste da angelo di luce ma come un leone ruggente gira
cercando chi divorare (cf 1 Pt 5,8). Rit.
O Spirito Santo, tu che abiti in questo mio corpo, vedi come
il mio spirito languisce e si agghiaccia il mio cuore di fronte
all'accanimento delle tentazioni, mentre la mia volontà
è ben lontana dall'acconsentire. Rit.
A te alzo le mie mani ricordando tutti i giorni della mia vita,
pongo mente a tutti i tuoi interventi, veri prodigi d'amore,
sto attento che il mio piede non inciampi e il mio cuore non
cada, e tu su ali d'aquila mi sollevi, o Spirito dolcissimo.Rit.
Non nascondermi il tuo volto, o Spirito del Padre e del Figlio,
perché io non sia come quelli che scendono nella fossa,
al mattino fammi sentire la tua voce calda e robusta e alla sera
metti in me tanto dolore per gli errori commessi. Rit.
Fammi conoscere la via da percorrere, o Spirito del timor di
Dio, perché il mio cammino sia rivolto sempre verso il
Padre. Salvami dai miei nemici e io mi affido tutto a te: nell'ultimo
terribile combattimento dammi vittoria. Rit.
Accolgo la tua parola e la vado meditando nell'ora della tentazione,
certo che tu mi salverai. Se mi metti alla prova, donami un cuore
paziente, per il tuo Nome, fammi vivere, o Spirito di Sapienza.Rit.
Fammi santo, come il Padre è santo, fa' che io non cerchi
altro che il suo Regno, e che la sua volontà si compia
fino all'ultimo perché tu sei il mio Dio e mi guidi in
terra sicura.Rit.
Timoteo
Munari SDB RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2000-2 VISITA Nr. 
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