I DUE MISTERI PRINCIPALI DELLA FEDE-2
INCARNAZIONE, PASSIONE,
MORTE E RESURREZIONE DI N.S. GESU' CRISTO


L’incarnazione del Figlio di Dio

Ecco come Dio si è manifestato agli uomini e quali meraviglie ha voluto fare per loro: un regalo inimmaginabile donato a noi per tutta l’eternità. “Dio ha mandato il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare coloro che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a figli” (Gal 4,4-5). Gesù di Nazaret, è “il Figlio del Dio vivente”, come lo ha proclamato Simon Pietro (Mt 16,16), e, come scrive San Giovanni, Egli è “l’Unigenito Figlio di Dio” (Gv 3,16). Dunque, Colui che da sempre “è nel seno del Padre” (Gv 1,18) fu concepito per opera dello Spirito Santo nel grembo della Vergine Maria e si è fatto carne.
Gesù, è vero Dio, è Dio da Dio, Luce da luce. Generato non creato, della stessa sostanza del Padre, seconda persona della SS. Trinità.
Gesù, è vero uomo, venuto nella nostra vera carne (1 Gv 4,3). Scrive il Concilio Vaticano II: “Il Figlio di Dio ha lavorato con mani d’uomo, ha pensato con mente d’uomo, ha agito con volontà d’uomo, ha amato con cuore d’uomo. Nascendo da Maria Vergine, egli si è fatto veramente uno di noi, in tutto simile a noi fuorché nel peccato” (Gaudium et Spes, 22,2).
Gesù, due nature, la divina e l’umana, una sola persona, il Figlio di Dio.
Questo, dunque, è il grande mistero che noi crediamo per il dono della fede ricevuto nel battesimo: Gesù, immagine reale di Dio, che il Padre ha generato prima della creazione, e per mezzo del quale sono state create tutte le cose che esistono, sia in cielo che in terra (cfr Col 1,15-17), incarnandosi nel seno di Maria, compie una nuova creazione, prendendo in mano il primato su tutte le cose e in particolare sulla Chiesa, suo Corpo Mistico. La pienezza di Dio abita, dunque, in Gesù di Nazaret, ed è per questo che egli può riconciliare con il Padre tutte le cose, e lo fa per mezzo del suo Sangue sparso sull’Altare della Croce (cfr Col 1,18-20).

Invocazioni

Gesù, gloria a te nei cieli e pace in terra agli uomini che tu ami.
Signore Gesù, ricordati che sei venuto per salvare i peccatori.
Grazie Gesù, perché ti sei incarnato pensando a me.

La passione e la morte del Figlio di Dio

Gesù era passato per le strade della Palestina, annunciando il Regno di Dio, beneficando le folle e risanando tutti i malati. Era venuto per sostenere l’estrema battaglia contro Satana e contro il peccato del mondo. Egli aveva coraggiosamente proclamato la sua identità: “Io e il Padre siamo una cosa sola” (Gv 10,30). Proprio per questo è stato riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi del suo popolo, e consegnato in mano ai pagani perché fosse “schernito e flagellato e crocifisso” (Mt 20.19). Gesù è stato condannato alla morte di Croce, come un agnello senza macchia, per la remissione dei peccati di tutte le creature umane.
La Croce, sulla quale è stato immolato il Figlio di Dio, è il profondo mistero della Pasqua, cioè del passaggio di Gesù su questa terra, ed è pure la Buona Notizia del nostro riscatto che gli Apostoli hanno annunciato e che la Chiesa tutta continua a proclamare al mondo intero.
Il mistero che maggiormente ci colpisce, quello che contempliamo con profondo dolore e lacrime e che ci avvolge di stupore infinito, è che Gesù si è offerto liberamente e per amore alla sua passione e morte.
L’iniziativa della passione e morte di Gesù parte da Dio Padre. Si tratta del suo progetto eterno d’amore per noi uomini. Lo troviamo nella Bibbia: ”In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima d’espiazione per i nostri peccati” (1 Gv 4,10). E Gesù, a sua volta, per nostro amore, firma la sua personale e libera decisione dicendo: “Nessuno mi toglie la vita, ma la offro da me stesso” (Gv 10.18).
Com’è possibile rimanere insensibili di fronte a questo sorprendente impulso amoroso? La follia, o meglio, il fascino della Croce – che è nostra salvezza – ha conquistato Dio nostro Padre e Gesù stesso, “il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio, ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce” (Fil 2,6-8).
È dunque stupendamente vero che il Padre ci
ama e “vuole che tutti gli uomini siano salvati e
arrivino alla conoscenza della verità” (1 Tm 2,4). Uno solo è Dio, dal quale proviene ogni cosa, e
uno solo è il Mediatore tra Dio e gli uomini, l’uomo Gesù Cristo, che ha dato se stesso in riscatto per tutti (1 Tm 2,5-6).
Il nostro Gesù è venuto in mezzo a noi in cerca di tutte le creature umane che si riconoscono peccatrici e aprono il loro cuore alla sua misericordia per entrare nella sua amicizia.


Preghiera

Anima di Cristo, santificami.
Corpo di Cristo, salvami.
Sangue di Cristo, inebriami.
Acqua del costato di Cristo, lavami.
Passione di Cristo, confortami.
O buon Gesù, esaudiscimi.
Dentro le tue piaghe, nascondimi.
Non permettere ch’io sia separato da te.
Dal nemico maligno, difendimi.
Nell’ora della mia morte, chiamami.
E comandami di venire da te, perché con i tuoi santi ti lodi per i secoli dei secoli.
Amen.

Quando Gesù mi perdona, e tutte le volte che lo fa, egli mi dà coraggio e forza, perché mi giudica degno di fiducia di stare al suo servizio (cfr 1 Tm 1,12). Anche quando l’uomo fugge da Dio, lo nega, lo bestemmia, Gesù lo cerca, lo insegue, gli vuole usare misericordia, perché il primato su tutto e su tutti è sempre quello di Dio.

La Risurrezione del Figlio di Dio

Ogni battezzato nell’acqua e nello Spirito Santo è stato chiamato a trasmettere quello che anche lui ha ricevuto: cioè che Gesù Cristo è morto sulla croce per i nostri peccati, che fu sepolto in un sepolcro nuovo, che il terzo giorno è risorto e che apparve alle donne, a Pietro e agli altri Apostoli (cfr 1 Cor 15,3-4). Questo è il grande mistero della fede che coinvolge tutti i cristiani, sia nella vita che nella morte. Questo è il tema dei nostri pensieri e desideri: Cristo morendo ha distrutto la morte e risorgendo ha dato a noi la vita.
Le donne lo vedono, si buttano ai suoi piedi e lo stringono forte: è la prova più sicura che Cristo è risorto. Tommaso non ci crede, ma poi getta occhi e mani nello squarcio sanguinante del costato di Gesù e lo riconosce Signore e Dio: siamo di fronte alla conferma più sconvolgente. Con l’autorità ricevuta dallo stesso Gesù, nella potenza dello Spirito Santo, Pietro e gli Apostoli continuano a proclamare nei secoli avvenire: Gesù è risorto come aveva promesso.
“O notte, tu solo hai meritato di conoscere il tempo e l’ora in cui Cristo è risorto dagli inferi”, canta l’“Exultet” di Pasqua. In quella notte profonda chi ci potrà introdurre? Ecco che cosa è avvenuto, tanto da far stupire il cielo e la terra: il Padre “ha risuscitato” il Cristo, suo Figlio (cfr At 2,24), e ha introdotto la sua umanità nel cuore stesso della SS. Trinità.
Lo Spirito Santo ha vivificato l’umanità morta di Cristo, “costituendolo Figlio di Dio con potenza” (Rm 1.3-4).
Lo stesso Gesù opera la sua propria Risurrezione, come aveva annunziato: “Io offro la mia vita, per poi riprenderla” (Gv 10.17).
Così tutte e tre le Persone divine hanno operato insieme in quella notte gloriosa. Noi crediamo, per mezzo della testimonianza dello Spirito Santo che abita in noi, che Cristo è risorto dai morti il terzo giorno, e per lo stesso Spirito crediamo che anche noi risorgeremo. Cristo risorto è la causa e la sorgente della nostra risurrezione futura, poiché egli è morto ed è risorto per tutti noi (cfr 2 Cor 5,15).


Preghiera

Signore Gesù, re della gloria, vincitore del peccato e della morte, in te tutta la creazione si rinnova, e l’uomo ritorna alle sorgenti della vita.
Tu Mediatore fra Dio e gli uomini, giudice del mondo e Signore dell’universo, non ti sei separato dalla nostra condizione umana, ma ci hai preceduti nella dimora eterna, per darci la serena fiducia che dove sei tu, là saremo anche noi, tue membra, uniti nella stessa gloria.

                                                       Don Timoteo Munari SDB


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2001-11
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