LE OPERE DI MISERICORDIA SPIRITUALI-3
AMMONIRE I PECCATORI

Constatiamo che l’esasperata laicità degli stati moderni, il dilagare, a volte spregiudicato, dei mezzi di comunicazione – giornali, radio, televisione –, e molte altre cause ancora, stanno cancellando il senso del peccato anche nelle famiglie che si dichiarano cristiane. Il peccato è sempre stato presente nella storia umana, e lo è ancora oggi, anche se la stessa parola è scomparsa quasi del tutto e non sono rari i casi nei quali esso viene approvato e applaudito.
Esiste un legame innegabile tra Dio e l’uomo, tra Creatore e creatura, ed è per questo vincolo che il peccato assume il ruolo preciso di rifiuto e di opposizione a Dio. Questo è vero per noi cristiani, ma lo è anche per tutti gli uomini, perché tutti trovano scritto nel loro cuore la legge naturale.
Il peccato si oppone all’amore di Dio per noi e viene definito da Sant’Agostino “l’amore di sé fino al disprezzo di Dio”.
Per distruggere il peccato e per dare a noi la forza di combatterlo, il Padre ci ha tanto amati da darci il suo Figlio Gesù, il quale, per il suo grande amore, si è offerto liberamente alla sua passione e morte.
Conosciamo il grave peccato di adulterio e di omicidio che commise il re Davide, e come il Signore lo abbia severamente ammonito per mezzo del profeta Natan (2 Sam 12,1-13). Anche se non possiamo paragonarci al Profeta Natan, noi credenti non dobbiamo sottrarci alla responsabilità di combattere il peccato in noi stessi, prima di tutto, e poi nel nostro prossimo, perché Dio vuole che tutti si salvino.
La nostra azione parte sempre dalla preghiera, prosegue con la sincera testimonianza del nostro comportamento, quindi, là dove è possibile, con l’esortazione e l’ammonimento fatto con discrezione e carità.
Ricordiamo sempre che noi dobbiamo condannare il peccato ma non il peccatore. Aspettiamo infatti che si converta e viva. Il Concilio Vaticano II afferma: “La Chiesa crede che Cristo, per tutti morto e risorto, dà all’uomo, mediante il suo Spirito, luce e forza perché l’uomo possa rispondere alla suprema sua vocazione” (GS 10).

Preghiera di adorazione

Rit. Signore Gesù, mandato dal Padre, abbi pietà di noi.
O Gesù, che hai guarito il lebbroso, rinnova anche oggi i prodigi della tua misericordia, e donaci il coraggio di diffondere attorno a noi, a imitazione di quel lebbroso, il tuo Vangelo e di proclamare la forza risanatrice del tuo amore per gli uomini.
Rit. Signore Gesù, mandato dal Padre, abbi pietà di noi.
Signore Gesù, tu che sei venuto nel mondo per cercare e salvare ciò che era perduto. Ti preghiamo: vieni a prendere parte della nostra vita umana per consigliarci, difenderci, perdonarci e anche ammonirci, quando è necessario, per ricevere l’abbraccio del Padre.
Rit. Signore Gesù, mandato dal Padre, abbi pietà di noi.
Signore Gesù, ricordati del paralitico che è stato calato giù dal tetto davanti a te e che tu hai guarito e perdonato: donaci compagni sinceri e amici veri che ci conducano a te per ricevere il perdono e la guarigione, per la gioia del Padre tuo e nostro.
Rit. Signore Gesù, mandato dal Padre, abbi pietà di noi.
Signore Gesù, infondi in noi una profonda compunzione per i nostri peccati perché, sottomettendoci ogni giorno al giusto giudizio di Dio nostro Padre, vogliamo adorare te, nostro unico Salvatore, che trasfigurerai il nostro corpo per conformarlo al tuo.
Rit. Signore Gesù, mandato dal Padre, abbi pietà di noi.
Signore Gesù, che passando lungo il mare di Galilea hai detto al figlio di Alfeo: Seguimi, ed entrato in casa di lui, ti sei seduto a mensa con pubblicani e peccatori, dicendo: Non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori, apri i nostri cuori alla tua chiamata.
Rit. Signore Gesù, mandato dal Padre, abbi pietà di noi.
O adorato Gesù. Con il tuo Santo Spirito aiutaci a non considerare tutti gli uomini come dannati e senza speranza e a non trascurare coloro che si trovano nel pericolo di allontanarsi da te, ma fa’ che possiamo dare loro una mano, perché il tuo cuore si rallegri.
Rit. Signore Gesù, mandato dal Padre, abbi pietà di noi.
O Signore Gesù, fermati quando il nemico ci colpisce e ci butta lungo le strade e soccorrici fasciando le nostre ferite e donandoci il cibo che ci salva. Vieni in nostro soccorso, siamo poveri peccatori e abbiamo fiducia solo in te, il Figlio della Benedetta Vergine Maria.
Rit. Signore Gesù, mandato dal Padre, abbi pietà di noi.

Come ammonire i peccatori

Ammonire vuol dire mettere in guardia con energia e autorevolezza qualcuno contro errori, pericoli, peccati, ma anche esortare, ammaestrare, rimproverare, riprendere, correggere. Si può dunque distogliere uno da una cattiva strada o anche solo correggerlo per il suo comportamento, con diversi interventi, come l’esortazione, l’ammonimento, l’istruzione e l’incitamento. Noi possiamo influire sull’intelletto insegnando, chiarificando, oppure sulla volontà e sul sentimento incitando e ammonendo.
È lo stesso Dio nostro Padre che ci sollecita con il suo amore a prendere qualche iniziativa al riguardo di quest’opera di misericordia spirituale, dicendo: “com’è vero che io vivo, non voglio la morte del peccatore, ma che si converta e viva” (Ez 33,11). E San Paolo ci dice come dobbiamo agire per la salvezza dei peccatori: “La parola di Cristo dimori tra voi abbondantemente. Ammaestratevi e ammonitevi con ogni sapienza” (Col 3,16).
Tutto deve essere fatto per il nostro Signore Gesù, il Figlio di Dio che si è incarnato nascendo da Maria Vergine, e che si è manifestato a tutto il mondo dall’alto della sua Croce, proponendo a tutti la salvezza, cioè l’acquisto della vera ricchezza che è Cristo stesso.
La parola che salva va annunziata a tutti, volenti e nolenti, da coloro che sono addetti alla predicazione – il Papa, i Vescovi, i Parroci, i laici loro collaboratori e tutti battezzati –, i quali devono pure impegnarsi ad ammonire e istruire i fedeli che si trovano in difficoltà.
Secondo San Paolo insegnare e ammonire devono andare di pari passo. Certo nelle nostre famiglie non è così facile né istruire né correggere. Si consiglia di usare discrezione, amabilità e soprattutto dare il proprio esempio. L’abnegazione nei propri doveri, la bontà e il sorriso conquistano assai di più di tante prediche.
Dunque il compito di annunciare Gesù Cristo e di esortare i fratelli spetta a tutti i componenti della comunità che hanno raggiunto quella maturità di spirito evangelico di cui parla San Paolo scrivendo ai Romani: “Fratelli miei, sono convinto che voi pure siete pieni di bontà, colmi di ogni conoscenza e capaci di correggervi l’un l’altro” (Rm 15,14).

Alla scuola di maria

Rit. O Maria, rifugio dei peccatori, prega per noi.
Maria, ci sei stata data dal tuo Figlio Gesù non come colei che ammonisce o che rimprovera, ma come donna e madre che ci esorta e ci incoraggia con le parole di san Paolo: Vi supplichiamo, lasciatevi riconciliare con Dio (2 Cor 5,20).
Rit. O Maria, rifugio dei peccatori, prega per noi.
Salve, o Madre del Signore Gesù, a te ci rivolgiamo dai tempi immemorabili con la preghiera accorata e il canto supplichevole: Salve, Regina. Madre di misericordia. E ancora: Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, e nelle Litanie Lauretane: Rifugio dei peccatori, prega per noi.
Rit. O Maria, rifugio dei peccatori, prega per noi.
Maria, dolcissimo nome, siamo felici perché è Dio stesso che ti ha dato, con generosità, un cuore pieno di misericordia verso di noi peccatori. E noi, implorando il suo perdono, ci rifugiamo in te, sicuri di essere accolti da lui. “Ave, piena di grazia, noi peccatori invochiamo la tua clemenza, perché sei compassionevole verso la nostra miseria”.
Rit. O Maria, rifugio dei peccatori, prega per noi.
Tutta bella sei, Maria, e macchia di peccato non è in te. Così ti contempliamo e con te combattiamo le nefaste attrattive del mondo. Mentre con te ci impegniamo a pregare per i peccatori perché si convertano e vivano.
                                                                               Timoteo Munari SDB


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2001-5
VISITA Nr.