LE OPERE DI MISERICORDIA CORPORALI / 4
ALLOGGIARE I PELLEGRINI


Tu hai detto, caro Gesù: “Ero forestiero e mi avete ospitato”. Ma non è facile vedere te nel mio prossimo, vederti nello straniero che passa al mio fianco, o anche solo nei vicini di casa, nei miei parenti.
Mi rendo conto che i motivi principali sono questi.
Non ho fatto abbastanza largo nei miei pensieri alle tue parole, ai suggerimenti dello Spirito Santo, ai suoi impulsi che mi dicono di amare in modo pratico il prossimo come me stesso.
Non ho aperto il mio cuore all’amore del Padre che ci ha fatto il grande regalo di mandare te, mio buon Signore, qui su questa terra. Egli bramava di abbracciare con il suo infinito amore te, inchiodato alla croce, e in te abbracciare anche noi peccatori per accoglierci nel suo regno. Tu sei amore e misericordia per tutte le creature umane, senza distinzione di razze e di nazioni.
E io non posso e non voglio fare altro che imitarti, caro e adorato Gesù, e quanto vorrei che tutti arrivassero alla conoscenza della Verità!

Ero forestiero e mi avete ospitato

– “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il premio preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché ero forestiero e mi avete ospitato”.
– “Signore, quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato?”.
– “In verità vi dico: Ogni volta che avete fatto questo a uno di questi più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25).

Gesù, tu hai detto:  “L’avete fatto a me”

È vero, Signore. Di fronte al problema dei migranti noi cristiani dobbiamo fare il nostro bel esame di coscienza.
Tu hai difeso l’adultera dalle mani di coloro che volevano lapidarla, e hai portato con te, nello stesso giorno della tua morte in croce, il malfattore pentito che subìva la tua stessa sorte. Quando impareremo a non mostrare indifferenza né tanto meno freddezza, sospetto e ostilità, riguardo ai migranti, soprattutto se sono donne e bambini?
Ci dobbiamo specchiare nel tuo Vangelo, caro Gesù. È giusto pensare con serietà alla conversione del nostro modo di pensare e di agire. Vogliamo ospitare, almeno nel nostro cuore, tanta povera gente che sbarca ogni giorno sulle nostre coste. Pensiamo ai nostri parenti e amici che hanno dovuto emigrare in condizioni di vera povertà. La Bibbia lo ricorda agli Ebrei: “Tu amerai il forestiero come te stesso perché anche voi siete stati forestieri nel paese d’Egitto” (Lv 19,34).
Come sei buono, Gesù, che accogli anche me, con amore, tutte le volte che mi allontano da te.
Tu mi consoli, asciughi le mie lacrime e fasci le mie ferite.

Abramo accoglie i tre forestieri.

“Il Signore apparve ad Abramo alle querce di Mamre, mentre egli sedeva all’ingresso della tenda nell’ora più calda del giorno. Egli alzò gli occhi e vide tre uomini. Appena li vide, corse loro incontro dall’ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, dicendo: Mio Signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passare oltre senza fermarti dal tuo servo” (Gn 18).
Abramo e Sara offrirono ai forestieri acqua per lavarsi e prepararono per loro un pasto abbondante fatto di focacce di fior di farina, di latte acido e latte fresco insieme con un vitello tenero preparato per l’occasione.
Caro Gesù, i nostri antichi padri hanno visto in questi tre personaggi, ai quali Abramo si rivolse al singolare l’annuncio del mistero della Trinità. Già da allora, dunque, Dio ci comanda di vederlo e di accoglierlo nei viandanti che passano davanti alle nostre case, e riserva a coloro che praticano l’ospitalità dei grandi favori, come fu per Abramo e Sara che ebbero il dono di un figlio.
Lazzaro e le sorelle Marta e Maria hanno sempre offerto la loro casa come rifugio e dimora sicura a te e per i tuoi discepoli, e tu li hai ricompensati con i tuoi bei colloqui, la tua amorosa simpatia, e nel momento più tragico ridonando la vita al fratello. Chi può misurare la tua tenerezza, Gesù, verso coloro che ti servono nei fratelli?
Per questo tu sei venuto e per questo sei morto sulla Croce: perché amiamo il Padre tuo con tutto il cuore e perché ci amiamo a vicenda non con le parole ma con i fatti. Grazie, Gesù. Donaci il tuo Santo Spirito perché ci dia la forza e il coraggio di accogliere e perdonare tutti.

Il Giubileo 2000

Per venire incontro alla nostra fragilità umana e per abbattere l’egoismo che è in noi, il Santo Padre, Giovanni Paolo II ci ha fatto il dono del Giubileo 2000.
Che cos’è il Giubileo? Il Giubileo è Cristo stesso, il nostro incontro personale con lui, il nostro ritorno al Padre delle misericordie. Lo Spirito Santo che ci sollecita e ci attira sulla strada maestra della vita cristiana, con la forza dei sacramenti della Confessione e dell’Eucaristia. Inoltre ci viene offerta l’indulgenza dell’Anno Santo, cioè la remissione della pena temporale per i peccati, per acquistare la quale occorre pregare per il Papa, visitare una chiesa giubilare, oppure compiere una delle varie pratiche suggerite, per esempio una delle Opere di Misericordia Corporale. Si tratta di un vero cammino di conversione.
Qui abbiamo proposto una riflessione su: “Ero forestiero e mi avete alloggiato”.
Il cristiano che segue la via evangelica deve tenersi lontano dalla xenofobia, cioè dall’odio e dall’avversione contro i forestieri, i pellegrini, gli immigrati, sia nei pensieri del proprio cuore che nell’azione. È giusto invece che come cristiani ci sentiamo disponibili a una accoglienza regolamentata e che vediamo negli immigrati il volto della sofferenza, del bisogno, il volto di Cristo, e di venire loro incontro secondo le proprie possibilità.
Se vogliamo che il Padre celeste ci venga incontro, nel giorno della nostra morte, con un dolcissimo abbraccio e faccia festa con noi, accogliamoci a vicenda.
                                                                             Timoteo Munari SDB


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2000-8
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