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PROPOSTE DI PREGHIERA
CONTEMPLATIVA / 6: DIO E' AMORE
Giobbe disse:Vedrò
Dio. Io lo vedrò, io stesso,
e i miei occhi lo contempleranno.
Questa mia speranza è riposta nel mio seno. (Giobbe 19,
21-27)
Dio è amore
(1 Gv 4,7
Gesù disse alla donna: Maria!
Lei subito si voltò e rispose:
Rabbunì!, Maestro! (Gv 20,16).
DIO
È AMORE
Gesù ha sempre affermato: Chi vede me vede il Padre.
Chi ascolta me ascolta il Padre. Chi ama me ama il Padre.
Amare vuol dire dare, donare, regalare amore. Il verbo amare
contiene un profondo significato: Colui che ama deve necessariamente
diffondersi, deve donare, regalare se stesso. Dio è, per
definizione, Amore. Egli ha creato il cielo e la terra e ha creato
luomo capace di intendere e di volere in piena libertà
e a lui si è donato con infinito amore per mezzo del suo
Figlio incarnato. Alluomo Dio ha dato se stesso.
In Dio tutto ciò si realizza pienamente: Egli è
il Donatore generoso, perenne e allo stesso tempo è
il Dono per eccellenza, il grande e sommo regalo. Dio sa di esserlo.
Lui ci ha svelato se stesso sempre per mezzo del suo Figlio che
ha preso dimora in mezzo a noi. Egli vuole essere linfinito
Amore misericordioso per tutti, e in particolare per i peccatori
che si convertonoi, perché tutti possano ricevere il suo
abbraccio.
Ci ha creati a sua immagine e somiglianza, come dice la Bibbia.
Quindi, svelando se stesso, ci ha regalato il suo Unico Figlio
che si è incarnato nel grembo della Vergine di Nazaret.
Il Figlio Gesù si è fatto nostro fratello, ha pagato
con la sua morte il prezzo dei nostri peccati, si è donato
come cibo e bevanda nel sacramento dellEucaristia.
Lo Spirito Santo donato a noi dal Padre e dal Figlio è
il Soffio dAmore, impegnato a vivere in noi per la nostra
salvezza. Egli ci aiuta a riconoscerci pèccatori, unica
condizione per ricevere il pèrdono e lAmore.
Questa proposta di contemplazione vuole portarci a vivere
in stretta unione con Dio, sicuri che Egli provvede a noi, che
non ci abbandona e che con Lui possiamo camminare tranquilli
e sicuri in questo mondo.
Non si tratta di andare in trance, di avere visioni, non si perde
né la coscienza di quello che siamo, e neppure è
necessario andare in estasi come santa Teresa di Gesù.
Importante è metterci in silenzio profondo, con il cuore
che ama, e ammirare stupefatti tanta grandezza e bellezza e misericordia
divina che innamora sempre e ci incanta: la Trinità Beata:
il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo.
.In ogni momento dobbiamo e possiamo essere presenti a noi stessi
e nello stesso tempo, ma nella fede, ci aggrappiamo con sicurezza
a Dio. Lo amiamo con ardore segreto e a Lui ci consegniamo perdutamente
nella certezza di essere guidati in ogni cosa.
Amo l'Amore che è il mio primo e grande Amante. A Lui
offro lo stesso Amore infinito, che ho accolto, unitamente al
mio, anche se vale ben poco, ma che Egli gradisce assai.
Mi voglio muovere come si comportava la Vergine Maria sia quando
concepì il Figlio di Dio, sia quando ai dodici ani lo
ritrovò nel Tempio. E così sempre fino al Calvario
e per tutta la sua vita Maria viveva in continua contemplazione
del suo grande Amore, Gesù, senza smettere di interessarsi
delle necessità di suo Figlio, di Giuseppe, degli Apostoli
e della Chiesa nascente.
Ogni cristiano ha ricevuto le tre virtù teologali.
Sfruttiamo queste potenze divine, eccellenti doni dello Spirito
Santo, e cerchiamo lAmore, anche se ci sentiamo peccatori
indegni.
La Fede ci apre gli occhi, la Speranza ci dà la certezza
e la Carità infiamma i nostri cuori.
Vediamo Dio nelle meraviglie della natura, nelle persone, soprattutto
nei poveri, nel volto dei bambini. Lo troviamo nel buio
di una chiesa, nella distesa del mare, in un ruscello saltellante
di montagna. Ma bisogna creare in noi silenzio, pace e deserto.
Era ancora buio il mattino dopo il sabato quando la Maddalena
si recò al sepolcro per onorare il Corpo di Gesù,
ma non lo trovò. TUtta triste gira per il giardino per
cercarlo quando sente una voce, era quella e di Gesù che
disse alla donna: Maria! Lei subito si voltò e rispose:
Rabbunì!, Maestro! (Gv 20,16). E subito, tutta gioiosa,
corse ad annunciare la bella notizia agli Apostoli: Ho visto
Gesù, è vivo!
Giovanni Evangelista, quando era sui novantanni, ci ha
tramandato quanto gli Apostoli hanno amato Gesù mentre
era ancora qui in terra, e ancor più lhanno amato
dopo la sua salita in cielo.
A caratteri indelebili tutto quanto riguardava Gesù venne
impresso e scolpito nella mente e nel cuore degli Apostoli. Scrive
infatti Giovanni, il discepolo che Gesù amava: Quello
che noi abbiamo veduto, udito e toccato, riguardo a Gesù,
lo comunichiamo anche a voi, quindi a noi oggi, perché
la vostra gioia sia piena (cfr 1Gv).
E dire che sono passati per mille tribolazioni, eppure
Gesù li ha sempre incantati, attirati, confortati e difesi:
Gesù era sempre presente in loro.
Questa è contemplazione. Pertanto anche noi, quando ci
serviamo delle tre virtù teologali, riusciamo vedere,
udire e toccare Gesù nello stupore della contemplazione.
Entriamo
nei segreti di Dio
Voi siete figli di Dio: egli ha mandato nei vostri cuori
lo Spirito del Figlio suo, che grida Abbà, Padre.
(Gal 4)
San Paolo, illuminato dallo Spirito di Gesù, scrive ai
Galati e apre a loro e a noi la porta segreta dellaltissimo
Iddio. E ci fa sapere che Dio non è un Dio solitario,
ma un Dio uno in tre Persone uguali e distinte, legate in modo
indissolubile, e fortemente interessate di noi creature umane.
Dio, il Padre, colui che noi invochiamo dicendo: Padre nostro
che sei nei cieli.
Dio, il Figlio che da sempre si chiama Gesù, colui che
si è incarnato nel grembo di Maria Vergine, per salvarci
dal peccato e dalla morte eterna e che noi invochiamo così:
O Signore nostro Gesù Cristo.
Dio, lo Spirito Santo che noi supplichiamo così: O Spirito
del Padre e del Figlio, scendi su di noi e facci santi.
Il compito dello Spirito Santo è quello di consolarci
e di metterci in contatto con Dio per rivolgerci a lui con il
dolcissimo nome di: Abbà, Padre.
Noi apparteniamo al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, e
questi Tre appartengono a noi perché a noi si sono manifestati
e consegnati con amore.
Dove ci possiamo incontrare con loro? In noi stessi, nel
nostro cuore, guidati dallo stesso Spirito Santo.
Egli, dono del Padre e del Figlio, anticipa e prepara sempre
i nostri incontri con il Signore nostro Dio. Ci apre la mente
e il cuore, costruisce e addobba, come lui sa fare, una piccola
tenda in noi, perché sia accogliente e piena di calore.
Quindi infiamma la mia volontà e tutta lanima mia
per intrattenermi con il mio Signore e lascerò fare tutto
a lui. Allora mi farà entrare, per far parte al
suo grande progetto: partecipare allinfinito amore misericordioso.
Qui ce tutto il cuore del nostro Dio Gesù Cristo:
il Corpo offerto e il Sangue versato. Se partecipiamo a questo
grande Mistero dAmore, lo Spirito Santo ci riunisce in
un solo Corpo.
L'incontro è a due, tutti e due sono attivi: il più
forte, però, è Lui, Dio. Egli si lascia vedere,
mi abbaglia con la sua luce senza spaventarmi e io lo abbraccio
con gioia e tento di possederlo. Tutto ciò avviene nella
oscurità dei miei sensi e nella luminosità dei
doni dello Spirito Santo.
Ma è Lui per primo, il mio Dio, che mi accoglie
e mi abbraccia con il suo amore misericordioso e mi concede di
possederlo e di farlo mio. Accogliendo l'Infinito, il mio cuore
scoppia. È Lui l'Amante che opera sempre. Eppure io stesso
mi offro a Lui. Questa è la beata e dolce meraviglia:
io e Dio ci offriamo scambievolmente con amore profondo. Io accetto
e gusto la sua infinita compassione e Lui accoglie me e ama la
profondità del mio nulla.
E siamo sempre nella sfera della notte oscura dei sensi, ma nella
certezza che ci danno i doni dello Spirito Santo. Soltanto i
grandi mistici, come San Paolo e Santa Teresa dAvila e
altri, hanno avuto il privilegio di superare il buio della notte
dei sensi.
Lo Spirito mi ha convinto che, non ostante tutto, è cosa
bella che io miserabile mi lasci amare dall'Amore, il che avviene
in ogni istante in coloro che amano Dio. E questo mi basta.
Ricostruito così dallo Spirito creatore potrò accedere
all'Amore infinito e diventare io stesso lamante. Ed è
sempre lo stesso Spirito che compie tutto ciò.
Ecco stiamo entrando nel più profondo dei segreti di Dio-
Non fa dunque meraviglia se i miei amatissimi Tre, il Padre,
il Figlio Gesù e lo Spirito Santo, rimangono deliziosamente
sorpresi alle effusioni del mio profumo e, dopo d'avermi attirato,
mi accoglieranno nella loro fulgida dimora. Lì il mio
nardo continuerà a inondare con il suo profumo questa
segreta stanza, così magnificamente addobbata dal Padre
amoroso.
Anche a me pure sarà dato di gustare il profumo dei miei
Diletti, la Trinità beata, in tal modo che li possa portare
con me per segnalare a tutti la loro presenza divina. Proprio
come avvenne con Maria, anche se non allo stesso grado, la quale
così rispose allannuncio dellAngelo Gabriele:
Ecco la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto.
Anchio mi offro liberamente a fare la volontà
di Dio, questa è la mia scelta.
Mi devo sempre ricordare che tutto ciò avviene veramente
nel dolce silenzio e nella luminosa oscurità delle tre
virtù teologali, doni squisiti dello Spirito Santo.
Viva il mio Signore in eterno.
Benedetti i miei Tre, mia forza, mia salvezza, mia vita e mio
canto.
PREGHIERA
A GESÙ!
Amami! E io mi lascerò amare, da te, Gesù!
Intono un piccolo ritornello: "Gesù è il Signor!"
(Che ripeto quattro volte). Dolcissima melodia, suadente, quasi
un retto tono, che tocca il cuore, e che si conclude con un bel
crescendo. E poi da capo. Sempre e poi ancora, come non mi stanco
mai di sapere desser amato. Così canto liberamente
con una piccola variazione: "Buono è il Signor!"
(da ripetere come la prima strofa).
E ci ricamo sopra e gli angeli vengono a far coro con me. Non
c'è noia quando, nella fede limpida, sento la presenza
di colui che mi ama:
"Buono è il Signor!" Posso cantarlo a più
voci ora, perché attingendo al tuo cuore, Gesù,
ho molti fratelli e sorelle.
L'eco del mio canto si moltiplica nel profondo della mia anima
e tutti i sensi invade e infiamma. Io vedo te, Gesù dolcissimo.
Io sento te, Gesù impastato di misericordia infinita (si
può dire così?). Io amo te, Gesù, Amore
crocifisso per me. Altri non vedo, altri non sento, altri non
amo. Solo Tu hai saputo amarmi. Da sempre. A te solo mi sono
donato, senza riserve, fin dalla nia giovinezza. Tutto ciò
lo posso fare serenamente senza emozioni sensibili, con
i doni dello Spirito Santo ricevuti nel battesimo: la fede, la
speranza e la carità.
Nel segreto della mia stanza, hai bussato e sei entrato e tutto
mi hai rinnovato. Tu eterno Amante, ti sei concesso a me. Una
creatura, ora, può amarti. Il mio cuore può contenere
il tuo. Io, amante e Tu, amato! La creatura ama il suo creatore.
Come è possibile?
E io canto:"Grande è il Signor!"
Nella tua stanza sono entrato, Signore, presso il trono di tuo
Padre, furtivamente accompagnato dal tuo Spirito, per un incontro
d'amore: Papà, sii buono con me peccatore, eccomi, sono
io il tuo amore, Dio, Dio della vita mia! Te solo cerco, te solo
amo, te solo desidero.
"Santo è il Signor!" Cantando questi brevi
versetti a te, Figlio prediletto del Padre, te amo, te
ascolto, te contemplo, e sono certo che amo, ascolto e contemplo
il Padre tuo e nostro.
Posso fare delle variazioni, nel canto, ma non mi distolgo da
te, anche se una nube oscura ti nasconde da me.
Ti ho afferrato, Gesù, mio Bene, e più non mi sfuggi.
In verità, se io ti amo è perché Tu ami
me in modo assolutamente forte e gratuito.
Se io ti possiedo, mio caro Gesù, Tu mi stringi fortemente
con le tue mani divine. Eppure io ti possiedo, io ti amo, io
ti desidero, io proprio io che sono nulla, io peccatore! "Buono
è il Signor!"
Ora sento che il mio spirito continua a ripetermi: Cerca il
volto di colui che ami. Oh, sì, io cerco il tuo volto,
Signore. Caro Gesù, mio Signore, non nascondermi così
a lungo il tuo volto! (Cfr. Sal 26,8-9).
Ecco, ho capito, il tuo volto è quello di tutte le creature
che incontro ogni giorno! Grazie, mio buon Gesù.
Ti preghiamo umilmente, o Padre,
a noi, che ci nutriamo del corpo e sangue del tuo Figlio, dona
la pienezza dello Spirito Santo perché diventiamo in Cristo
un solo corpo e un solo spirito.
MENTRE
IL RE È NEL SUO RECINTO,
IL MIO NARDO SPANDE IL SUO PROFUMO. (Ct 1,12)
Noi due soli, o Santo Spirito, e tanti altri nel mio cuore. Quelli
che Gesù ama.
Hai aperto la porta segreta e mi hai introdotto nel tuo giardino.
È notte profonda nella mia anima. Non vedo ma sento il
profumo della tua presenza. Tu guidi i miei passi e presto sarò
presso la soglia della casa paterna, lo bramo ardentemente. Una
cosa sola chiedo a te, o mio Tutto: abitare nella tenda del Padre
nostro, tutti i giorni della mia vita (cfr. Sal 26,4).
Ecco io sono nel tuo recinto e per te il mio nardo spande il
suo profumo. Per la verità sei Tu il mio nardo, Tu il
mio profumo e il mio Consolatore.
Ho labbra impure, o mio Fuoco ardente, brucia tutte le mie scorie
e sarò purificato.
Ho un cuore freddo, riscaldami con il tuo grande amore e potrò
prostrarmi in adorazione nella tenda dei miei Amori.
Ho il corpo debole e ferito, risanami con la tua unzione spirituale
e sarò tutto tuo.
Eccomi: mi prostro ai tuoi piedi e ti adoro, o Spirito creatore.
Tu, fontana vivace, ristorami e preparami allincontro.
Apri la tua bocca e parlami d'amore.
E ora accompagnami Tu, Spirito dAmore e stammi sempre vicino.
Entriamo nella tenda e presentami al Padre e al Figlio, nel pieno
silenzio dove regna amore, bellezza, splendore, pace, serenità.
Tu ti lasci amare da me, dolcissimo Iddio. Anche Tu godi di essere
amato? Grazie, tante grazie! Sono felice.
Toccami con la tua mano, rialzami, abbracciami e stringimi
a te fortemente. Sono tuo per sempre.
Tu gradisci il mio profumo. Eccomi, sono come Tu mi hai
creato!
Ecco:"Venne una donna con un vasetto di olio profumato;
e fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di
Lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava
con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato"
(Lc 7, 37-78).
Sono sempre ai tuoi piedi, Signore Gesù, in adorazione
e Tu, ora, ti sei chinato su di me, con amore e mi hai perdonato.
"Come sei bella, amica mia, come sei bella " (Ctl,15).
Tu gradisci il mio amore, Tu gusti il mio profumo.
Hai vinto, Signore, Spirito dellAmore, hai vinto. Sono
felice! Amami e mi lascerò amare da te! Per il tuo amore
sarò creatura nuova. Fa che il tuo progetto su di
me non trovi ostacoli.
"Come sei bello, mio diletto, quanto grazioso!" (Ct
1,16).
Quando mi ami, mi possiedi e io non pongo resistenza e ti ringrazio:
è tutta opera tua.
Mi rendo conto che quando ti amo, anchio ti possiedo tutto.
Oh! Meravigliosa verità, tutta in nostro favore! Ti assicuro:
è opera tua, Soffio divino.
Siete forti, o miei Tre.
Il mio respiro si ferma, il mio cuore batte forte e le mie labbra
pronunciano sommessamente: Ti amo, mio Dio! Te lo ripeto: Eccomi
tuo!
Per il tuo amore, il mio tempo è tutto nelle mani dei
miei fratelli e delle mie sorelle. Il mio impegno quotidiano
sarà dunque questo: camminare con perseveranza, senza
stancarmi, "tenendo fisso lo sguardo su di te,Gesù,
autore e perfezionatore della mia fede" (cfr Eb 12,2). Sempre
in tua compagnia, o benedetto e amato Spirito Santo!
PERCHÉ
"CONTEMPLARE LAMORE?
Perché Dio è Amore e perché tutta la terra
da gloria a Dio e lo contempla. LAmore esiste da sempre.
Egli è Colui che è, è lEssere eterno,
è lAmore che si irradia e si espande donando
se stesso.
Perché Dio Padre, benedetto sia il suo Nome, ancor prima
della creazione del mondo, ci ha scelti, uno a uno, per mezzo
di Gesù Cristo, affinché fossimo santi e immacolati
al suo cospetto nell'amore (Cfr.Ef 1,4). A Lui apparteniamo,
anzi di più: siamo figli suoi, uniti al suo Primogenito,
che è lAmore per definizione.
Perché Il Signore è mia luce e mia salvezza (Sal
26), e così se ci mettiamo davanti a Dio che è
l'Amore, e lo guardiamo con gli occhi interiori, nella più
grande pace, sentiamo su di noi e dentro di noi lo sguardo sereno
e avvincente dellAmore. Proprio questa è la contemplazione:
un fatto di sguardi, di pensieri, un movimento di labbra, una
decisione della nostra volontà. L'esercizio più
eccitante e forte avviene presso il Tabernacolo e di fronte a
Gesù Eucaristico esposto. E assai con lo sguardo rivolto
a Colui che pende dalla croce.
Lo afferma anche il Catechismo della Chiesa Cattolica dicendo:
"La contemplazione è sguardo di fede fissato su Gesù"
(n. 2715), e lo conferma in modo categorico la Beata Elisabetta
della Trinità, scrivendo: "Dio non mi permette neppure
uno sguardo all'infuori di Lui, che pure si tiene tanto nascosto"
(p. 152).
Perché contemplare vuol dire essenzialmente conoscere
il Padre e il Figlio nello Spirito Santo. Infatti una cosa
sola ho chiesto al Signore, abitare nella casa del Signore tutti
i giorni della mia vita (Sal26). Una esperienza che tocca
i sensi della Fede pura - e per i grandi mistici anche i sensi
umani, ma sempre sotto l'azione amorosa dello Spirito Santo.
"Questa è la vita eterna: che conoscano te, o Padre,
e Colui che Tu hai mandato, Gesù Cristo" (Gv 17,3).
Perché a coloro che si esercitano a contemplare Gesù,
e allo stesso tempo si impegnano a mettere in pratica la sua
parola, è riservata una grande ventura, quella di essere
amati da Dio stesso e di ospitare nel proprio cuore la Santissima
Trinità. "Se uno mi ama osserverà la mia parola
e il Padre mio lo amerà, e noi verremo a lui e prenderemo
dimora presso di lui" (Gv 14,23).
Perché contemplando l'Amore, eliminiamo ogni nostro ragionamento
e gettiamo via tutte le preoccupazioni di questa vita. Per qualche
minuto, più o meno lungo,diventiamo come bambini che fissano
i loro occhi in quelli della mamma e sussultano di gioia sulle
sue ginocchia, proprio come dice il salmista: "Io sono tranquillo
e sereno come un bimbo svezzato in braccio a sua madre"
(Sal 131,2).
Perché questo atteggiamento è l'anticipo di quello
che sarà lassù nel bel Paradiso: "Contemplerò
il tuo volto, mi sazierò alla tua presenza" (Sal
17,15). Si avvererà quello che diceva , con parole molto
semplici ma vere, il nostro santo Padre Don Bosco: "Ci riposeremo
in Paradiso"- Egli infatti attendeva con viva fede e opere
di "entrare nel luogo del riposo di Dio" (Eb 4,3),
cioè nella Visione Beatifica della Trinità.
Perché il nostro più profondo desiderio è
quello di gustare la dolcezza del Signore nostro Dio e ammirare
il suo volto per sempre (cfr Sal 26). Proprio come dice un bellissimo
aforisma:
DIO è
un fiume impetuoso,
porta via sensi e spirito:
Ah, che non ne sono ancora
completamente sommerso!
Angelus Silesius
E pertanto, l'unica cosa che uno deve desiderare intensamente
è quella di essere completamente sommersi dalla Trinità
beata. Così pure cantano i pellegrini diretti al Giordano:
Fa' che io venga al tuo fiume, Signor, fa' che io venga, fa'
che io beva, fa' che io viva.
Divina ed estasiante è l'ultima espressione della Bibbia:
"Maranatha!, Vieni, Signore Gesù!" "Sì,
verrò presto!" (Ap 22,20).
D. Timoteo
MUNARI sdb
SUPPLEMENTO on
line a: RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
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