|  HOME PAGE | HOME PAGE - ITA | FORMAZIONE CRISTIANA  | FORMAZIONE MARIANA | INFO VALDOCCO  |

        
     
PROPOSTE DI PREGHIERA CONTEMPLATIVA / 5:
   LA GIOIA DEL PERDONO


Hai cambiato il mio pianto in una danza,
hai mutato la mia veste di sacco
in abito di gioia (Sal 30, 12).

Gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra.
Tu sei la mia parte di eredità (cfr Sal 15)

L'abbraccio del Padre.

Navigando in questo mondo sul nostro piccolo e fragile guscio, sospinti dal Soffio divino, eccoci arrivati nell'oceano dell'Infinita Misericordia del Padre, dove esulteremo di gioia, come una schiera di bimbi in festa. E così tutte le volte che ci accostiamo pentiti al sacramento della riconciliazione. Non dimenticare mai la gioia di questo perdono, la gioia di questo abbraccio. Sii fedele e tutte le volte che sbagli, ritorna a riconciliarti. Tu sai infatti che Gesù e il Padre suo ti aspettano con grande amore e nessun rimprovero, ma solo per l'abbraccio.
Quanto più mi rendo conto di appartenere al Signore Gesù, tanto più comprendo che i miei peccati, anche i più piccoli, quelli che definiamo veniali, dispiaciono molto a Dio. Il mio cuore è ferito perché Gesù, colui che io amo, è morto in croce per me a motivo delle ferite che gli ho procurato.
Ho colpito il cuore del mio Signore con le mie negligenze, dimenticanze e discussioni fuori posto, mentre Lui trapassava il mio con il suo vivo amore. Per questo devo ritornare a riconciliarmi con Lui, e prendere delle buone decisioni. Così ritorno perdonato e mi rendo conto che anche ogni ombra di colpa è stata cancellata e dagli angoli più remoti è scomparsa anche la polvere.
È tornata la gioia, sono profondamente lieto, sono un salvato. Lode al mio Signore. È meraviglioso e tento anche di cantare: Lode a te, Signore, mia roccia, mia fortezza, mia vita, mio canto, lode a te, Signore. Così vivo e contemplo la gioia del perdono.
Ora l'esercizio che voglio fare, per contemplare la gioia del perdono, e cioè la gioia mia e quella di Gesù, è quello di pregare. Seguo gli insegnamenti di San Paolo che scrive: Siate sempre lieti, pregate incessantemente, in ogni circostanza rendete grazie a Dio (1Tes 5,16). Mi impegno di creare attorno a me silenzio e deserto, scendo col pensiero nel mio cuore, inspiro ed espiro profondamente, e con questo ritmo recito la preghiera del cuore: Dio mio, pietà di me peccatore. (inspirando: Dio mio, ed espirando: pietà di me peccatore).
Questa preghiera va ripetuta con frequenza e amore, in tutte le circostanze e i momenti di vita: tentazioni, paure, compagnie cattive, peccati, eccetera: giorno e notte, lavorando e riposando, camminando o in macchina, eccetera.
Ci sentiamo peccatori ma ripieni della misericordia e dell'amore di Gesù, fino al punto di sperimentarne la dolce sua intimità e la gioia della sua amicizia per me. Mi sento libero e sono veramente felice.
Così possiamo toccare con mano quanto sia brutto il peccato, qualsiasi peccato, e quanto sia grande la nostra fragilità. Allo stesso tempo sperimentiamo la misericordia di Dio Padre e la sua gelosia per me che distrugge le nostre colpe e, sempre in Cristo, ci dona la certezza di essere dei salvati, gente che già siede con il Figlio nel trono del Padre, anche se ogni giorno ci sarà dolce ripetere: Dio mio, abbi pietà di me peccatore.
Non dimentichiamo l'atto di dolore perfetto, perché ho offeso il Padre mio e ho messo in croce il mio Gesù e la riconciliazione sacramentale, da farla con un ritmo non troppo lungo, seguito da un buon proposito.
Consapevole della mia miseria e notando che ancora brucia l'amore che Tu hai riversato in me come un fiume in piena, oso alzare il mio grido, avvolto nel singhiozzo, a te, Gesù, che pendi dalla croce: Signore Gesù, abbi pietà di me peccatore. Io so che Il tuo cuore si commuova sempre dentro di te e freme di compassione per me (cfr Osea 11).
Mi rannicchio, piangendo, ai tuoi piedi, con Maria di Magdala, felice di essere amato e salvato.
Ecco come ci prepariamo a gustare la gioia e l'allegria dell'abbraccio del Padre che ci accoglie.

GESÙ, PIETÀ DI ME.

Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me. Pietà, Signore, perché ho molto peccato. Le colpe mi stanno sempre dinnanzi giorno e notte. E a te vengo, perché te ho offeso. Io, io stesso, ti ho messo in croce, Gesù, dolcissimo volto. Mi è caro sapere che Tu, Dio mio, proprio sulla croce mi hai amato e riconciliato col Padre. Per questo il mio rammarico si traduce nella consapevolezza che sono stato perdonato, e così la mia anima esplode di gioia: sono un salvato. Grazie! E proprio per questo ci prendo gusto a canterellare: "Signore, abbi pietà di me peccatore". Mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, ma assai di più gioisco del perdono che mi hai dato, un perdono così caro a te e a me.

Grazie e gioia.

Ti voglio bene, Gesù, non finirò di ringraziarti e Tu fa scendere sul mio capo, come olio profumato, l'abbondanza del tuo amore unito a una stilla del tuo Sangue e la mia contentezza contagerà tutti. Senza fine ripeto "Cristo, abbi pietà di me".
Devo dirti una cosa, Gesù, e non è un segreto per te: Da quando Tu mi hai perdonato e guarito, oso ripetere con maggiore sincerità, pentimento e gratitudine: "Signore, abbi pietà di me". Il mio cuore stesso è ferito per il dolore che ti ho procurato, per il sangue che Tu hai versato proprio per me. Sono un povero peccatore, e abbraccio con riconoscenza e grande desiderio il tuo dolcissimo perdono. Il mio e il tuo sono due amori che si incontrano, si capiscono, si completano sì da formare un solo Amore che sei Tu, mio amato Signore.
Prima avevo paura di questo o quel mio comportamento, non sentivo il tuo perdono amoroso ed ero sempre turbato: ho patito le pene estreme, eppure Tu sai che ti ho sempre amato.
Grazie, non finirò mai di dirti grazie, perché libero ormai e guarito, provo una grande allegria e la vera pace dello spirito quando ti dico, profondamente convinto: "Signore, abbi pietà di me peccatore". Infatti sento smpre in me il bacio e l'abbraccio del Padre che cancella ogni paura.
Sono nulla ma sono tuo e ti sono caro. So che quste mie espressioni appartengono allo Spirito Santo prima e poi a me, e pertanto vedi Tu con quale grande Amore io ti amo. Il mio cuore quanto può resistere? Sto preparandolo infatti per il grande incontro d'amore con te, per sentire e godere le dolci espressioni di gioia e di festa che hai preparato per me.
Benedetto sei Tu, che mi hai perdonato e mi hai regalato una grande voglia di vivere una vita che sprizza gioia e allegria come il canto degli uccelli al sorgere del sole.
I miei peccati me li getto dietro le spalle come hai fatto Tu, mio buon Gesù, perdonandomi, ma il tuo amore, il tuo immenso e meraviglioso amore misericordioso mi ha fatto violenza e sta sempre di fronte a me e nel mio sangue. Allora il mio grazie si intercala fra la gioia e il dispiacere a te recato, fra canti e lacrime, per esprimerti la mia riconoscenza.
E ora, mio caro Gesù, rivestimi di te, della tua dolcissima umanità cje porta le sembianze di tua Madre, perché io possa incontrarmi con il nostro dolcissimo Papà, ricevere il suo abbraccio e far festa con tutti

Sul mio letto, lungo la notte,
ho cercato l'amore dell'anima mia:
l'ho cercato, ma non l'ho trovato.(Ct 3,1-4).

Un grido appassionato: "Sul mio letto, lungo la notte, ho cercato l'amore dell'anima mia, ma non l'ho trovato". Gesù, Gesù, anche Tu hai gridato dall'alto della croce;"Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?" (Sal 22,2).
Questo è il grido del mio lamento, queste sono le parole accorate della mia speranza, questi sono i sentimenti che un figlio lancia a suo Padre.
O Padre nostro che sei nei cieli, , ecco il grido di molti cristiani, tuoi figli, che non riescono a liberarsi dalle catene del peccato, dagli artigli di certi vizi capitali, come l'ira, la lussuria, l'accidia, eccetera, e dalla vigliaccheria di non sapere testimoniare Gesù Cristo, morto e risorto, vero e unico salvatore del mondo. Abbiamo bisogno assoluto di una forte scossa d'amore e di una volontà robusta e decisa. Questo mio grido è il gtido di tutti:

"O Dio, tu sei il mio Dio,
all'aurora ti cerco,
di te ha sete l'anima mia,
a te anèla la mia carne,
come terra deserta,
àrida, senz'acqua". (Sal 62)

Le situazioni sono molto diverse

Vedo a volte appena la tua ombra, Signore, e subito i miei occhi si annebbiano. Ho bisogno di collirio, di quello buono, diversamente come posso trovarti? Per la tua bontà fammi rimanere sempre nella scia luminosa della tua presenza.
Di giorno io ti invoco e di notte, sul mio giaciglio, ti vado cercando e non ho riposo fino a quando non troverò senza tentennare Colui che io bramo.
In altri momenti mi pare di riconoscerti, Signore, nel mio prossimo, ma poi il mio cuore si mette a battere forte quando i tuoi lineamenti si dissolvono in me, e il mondo prevale nel mio comportamento, e pur tuttavia so bene che il sigillo del tuo volto, come un marchio di fuoco, è impresso indelebilmente nel profondo di ogni cuore umano. Eccomi, ancora ti cerco, Signore, e non ti trovo, ma Tu non permetti che io fugga dalla tua presenza.
Anche il passato disturba i nostri sonni. Gli errori, e non sono pochi, ci stanno dinnanzi, essi non ci devono spaventare perché Tu, o buon Gesù, ci hai perdonato generosamente. Ma ogni tanto fanno capolino, e io pur sapendo che non mi appartengono più, mi turbo assai. Quanto più si presentano tanto più ti lodo e ti ringrazio e canto la gioia di essere stato perdonato e salvato.
Non posso fare a meno di gridare sempre verso di te da questo mio povero giaciglio: Signore Gesù, io cerco te, quando ti farai trovare? Sto bussando alla tua porta, quando mi aprirai?
La tua misericordia e la tua dolce benevolenza nessuno le può contare. E Tu gioisci e Tu fai festa. Fino a questo punto mi ami o meraviglioso Dio.
Ci siamo anche noi che gridiamo soccorso: Nel silenzio e nel buio dei miei sensi tutte le mie miserie quotidiane, povero me, mi opprimono. Sono sempre al piano terra. È solo polvere e poco più? Oppure sono difetti radicati di difficile estirpazione o stati d'animo incajjiti che ci dispiaciono assai? È vero, però mi impediscono di conoscerti meglio. Bisogna gridare, alzare forti grida con abbondanza di lacrime: Dio della mia vita, sollevami perché voglio vederti bene, guariscimi perché voglio amarti come Tu meriti, salvami e fammi nuovo. Ho bisogno di essere lieto. "Ha sete di te, l'anima mia". Ecco, mi alzo e mi scuoto ben bene e mi metto in cammino in cerca del mio Signore.
"Canta e cammina" diceva Sant'Agostino. Tenterò questa via: Voglio cantare le tue lodi, voglio intonare il grazie perenne a te, come una schiera di rondoni che volteggiano per il cielo, sprizzando gioie sonore.

Mi sazierò come a lauto convito,
e con voci di gioia
ti loderà la mia bocca.(Sal 62)

Le mie fragilità, anche le più piccole, se piccole si possono chiamare, i miei pretesi gusti, i miei giudizi e le volte che Tu non sei contento di me, ecco tutto depongo qui davanti a te. Tutto e me stesso consegno a te, al tuo cuore, per il tuo perdono, incessante e amoroso, pieno di tenerezza! Perché Tu sei fatto così. Non c'è nulla di meglio, Signore, sulla terra, nulla di più caro, nulla di così gioioso.
Mi è dolce riposare all'ombra dell'albero della tua croce. A te si stringe l'anima mia e la forza della tua destra mi sostiene.
Ho cercato l'amato del mio cuore sulla strada dei miei peccati, sulla piazza della mia miseria, ho interpellato i miei fratelli, e l'ho trovato. Ora che l'ho afferrato, me lo stringo fortemente al cuore e più non lo lascerò.

PERCHÈ "LA GIOIA DEL PERDONO?

Perché la Liturgia della Notte di Pasqua di Risurrezione canta: O felice colpa, che meritò di avere un così grande Redentore, Gesù Cristo!
Perché il perdono dato gratuitamente da Dio Padre porta con sé due splendide "beatitudini": "Beati coloro ai quali Dio ha perdonato le colpe e cancellato i peccati" (Mt 5), e "Beato l'uomo al quale il Signore non mette in conto il peccato" (Rm 4, 6-9).
Pieno di gioia perché Dio non mi considera più peccatore, e i miei peccati, lavati e cancellati, non esistono più.
La gioia del perdono proviene dalla nostra fede, dono dello Spirito Santo, e dalla pura liberalità amorosa di Dio. Tutto in noi è grazia, è dono assolutamente gratuito. Il mio caro Iddio e Padre mi ha reso giusto nel Figlio suo, indipendentemente dalle opere buone che io compio, perché Egli è impastato di bontà e di amore, come il Figlio suo e da me non si aspetta altro che poter leggere nel mio cuore sincero quella paroletta: Mio Dio, abbi pietà di me, peccatore.
Quando ogni sera io pongo davanti a Dio il mio atto di dolore perfetto: Mi pento con tutto il cuore perché ho offeso te, Padre mio, e ho messo in croce, al mio posto il mio dolcissimo Gesù, posso dormire serenamente.
L'esperienza personale ci rassicura che tutte le volte che mi accosto col dolore perfetto al sacramento della riconciliazione, il mio volto si illumina, il mio cuore si riempie di gioia e tutto il mio essere diventa leggero come una piuma. Finalmente mi sento amato da Colui che mi dice, nella persona del confessore : va in pace e non peccare più.
Ho la gioia nel cuore perché Dio e tutti gli angeli e i santi fanno più festa in cielo per un peccatore che si converte, che non per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione (Lc 15, 4-7). Gesù infatti ha detto che quando il Padre misericordioso rivide il figlio suo perduto, sano e salvo, lo abbracciò e lo baciò con grande amore, lo rivestì con le vesti più belle, ordinò un gran banchetto e danze e musiche e tanti invitati. (Lc 15, 11-31).
Siamo lieti perché lo Spirito Santo che ci libera dalla schiavitù del peccato, lavora per distruggere in noi l'egoismo, l'ira, l'odio, le gelosie, le divisioni, le orge e gli intrighi, e ci fa entrare nel Regno di Dio, che incomincia già qui in terra, dove possiamo cogliere frutti squisiti, come amore, gioia, pace, bontà, fedeltà, mansuetudine (cfr Gal 5, 16-26).
Concludendo rispondo così al quesito: Perché la gioia del perdono? Perché il perdono viene da Dio e Dio è gioia.
San Paolo scrivendo ai Filippesi dà loro un comando: "Rallegratevi nel Signore" (Fil 4,4), e giustamente, poiché, secondo una nota definizione, "Il Regno di Dio è giustizia, pace e gioia che vengono dallo Spirito Santo" (Rm 14,17).
"La gioia di essere salvato" viene dallo Spirito di Dio (Sal 51,14).
La gioia è un dono unico che proviene dal cuore di Dio: Gioia e perdono, gioia e salvezza eterna, gioia e amore di Dio. E ancora: Di grande gioia esulta il Signore (Sof 3, 17); e tutta la terra grida la sua gioia (Sal 65,9); gonfio di gioia è il cuore dell'uomo, poiché vive nella sicurezza di Dio (Sal 4,8).
È bello terminare queste riflessioni con le ispirate espressioni della Liturgia delle Ore (cfr Vespro, martedì, IV settimana):

"Mi colmerai di gioia,
alla tua presenza,
Signore.
Festa senza fine
alla tua presenza,
Signore".

                                                                                         D. Timoteo MUNARI sdb



        SUPPLEMENTO on line a:
     RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  

         | HOME PAGE
 | HOME PAGE - ITA | FORMAZIONE CRISTIANA  | FORMAZIONE MARIANA | INFO VALDOCCO  |

      Visita Nr. hhhhh