Creati a
immagine di Gesù
Ogni Cristiano è "il
Figlio della Promessa" (Gal 4,28), in virtù del dono
del Battesimo. Infatti immersi in acqua e Spirito Santo, noi
siamo rinati dallo Spirito (cf Gal 4,29). Vita nuova per un intervento
amoroso di Dio Padre, così da poter realizzare la sua
promessa scritta nella nuova ed eterna Alleanza. "Dio, il
Padre nostro, ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito,
perché chiunque crede in lui non muoia ma abbia la vita
eterna" (Gv 3,16).
Nell'Antico Testamento la vita eterna è descritta con
l'immagine della Gerusalemme celeste, la promessa sposa del Dio
di Abramo, di Isacco e di Giacobbe.
Il tema degli sponsali prende un grande rilievo nella Bibbia:
Gerusalemme trionferà sui suoi nemici quando andrà
sposa a Yahweh, il nome di Dio che gli Ebrei non dovevano pronunciare.
La Gerusalemme celeste è il luogo dell'amore sponsale,
è l'incontro stesso del credente con il suo Signore che
è ricco di grazia e di misericordia.
Occorrerà pertanto che noi facciamo una buona esperienza
di amore e di gioia verso Gesù. Dobbiamo davvero innamorarci
del Figlio della Vergine Maria e metterlo al di sopra di ogni
nostro pensiero. Mio Dio e mio Tutto, ripeteva con trasporto
amoroso San Francesco d'Assisi.
Noi dunque facciamo la nostra parte e Gesù farà
la sua. Così infatti parla Isaia: "Come una donna
abbandonata e afflitta, il Signore ti ha richiamata. Viene forse
ripudiata la donna sposata in gioventù? Per un breve istante
ti ho abbandonata, ma ti riprenderò con immenso amore"
(Is 54,6-7).
Gesù, il nostro amore, è il buon Pastore che viene
in cerca di noi peccatori per far festa. Egli afferma: Le mie
pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.
Io dò loro la vita eterna e non andranno mai perdute e
nessuno le rapirà dalla mia mano. (Gv 10)
L'Amore eterno di Dio Padre per noi è simile all'amore
di una madre per i suoi figli: "Si dimentica forse una donna
del suo bambino? Io non ti dimenticherò mai.(Is 49,15);
E' sempre il buon Papà di Gesù e nostro che attira
noi peccatori a sé, che parla al nostro cuore e che ci
viene incontro per abbracciarci, (cf Os 2,16; Lc 15).
A gara i profeti Isaia e Osea così parlano della Gerusalemme
di allora e della Chiesa di oggi: Dio dichiara la sua fedeltà
che non verrà mai meno: "Ti farò mia sposa
per sempre, ti farò mia sposa" (Os 2,21). Come gioisce
lo sposo per la sposa, così il tuo Dio gioirà per
te (Is 62,4-5).
Questo è il nostro Paradiso: oggi con tanti veli e nuvole
e temporali, domani in pieno sole sfolgorante, perché
il vero sole è Dio stesso.
Preghiamo
con il Salmo 122
Rit. Sei tu, Signore, la mia
forza
Quale gioia, quando mi dissero
:
" Andremo alla casa del Signore ".
E ora i nostri piedi si fermano
alle tue porte, Gerusalemme Rit.
Gerusalemme è costruita
come città salda e compatta.
Là salgono insieme le tribù,
le tribù del Signore. Rit.
Salgono secondo la legge di
Israele,
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i seggi del giudizio,
i seggi della casa di Davide. Rit.
La nostra
salita con lo Sposo
Tutto ciò che è
stato detto della Gerusalemme celeste, ha avuto il suo compimento
con l'incarnazione del Figlio unigenito del Padre. Qui e ora
incomincia la vita nuova della Chiesa di Cristo. Qui e ora inizia
la nostra relazione d'amore con il nostro Dio e Signore, Gesù
Cristo e con lui, nostro Sposo, andiamo incontro al Padre. Il
quale non ci ha abbandonati ma ha voluto che diventassimo un
solo corpo con il suo Figlio.
Lo stato di fragilità nel quale siamo immersi, è
stato superato da colui che ha avuto pietà di noi, Gesù
morto e risorto per noi peccatori.
Ascolto la sua voce, sento la sua grazia, godo del suo perdono.
E chi gioisce di più? Nessuno l'avrebbe mai immaginato
né inventato: E' lui stesso, Dio. Dio si compiace, Dio
si allieta, proprio come lo sposo gioisce per la sua sposa.
Celebriamo dunque così la nostra Pasqua, ben incolonnati,
in compagnia della Vergine Madre, di San Giuseppe, guidati da
Gesù, il condottiero che ha vinto la morte, il peccato.
Il Figlio che è sceso per sposare la terra, ci conduce
al Padre per celebrare davanti a lui le sue nozze eterne.
Quello che gusteremo un giorno dobbiamo conquistarlo già
ora con l'osservanza dei comandamenti dell'amor di Dio e del
prossimo.
Quando saremo davanti al Padre, con la bella veste candida, la
nostra riconoscenza appagherà il cuore della santa Trinità
e canteremo a cori alterni: Lode e onore al Figlio della Vergine
che ci ha invitati alle sue Nozze eterne.
Mostraci,
o Padre, il tuo volto
Mostraci, Signore, il tuo volto,
il tuo volto, Signore, noi cerchiamo e ci basta.
Quando Gesù ci porterà in Cielo, il Padre farà
festa.
Tutte le volte che permetteremo a Gesù di perdonarci,
egli farà festa.
Tutte le volte che diremo: O Spirito del Padre e del Figlio guariscici
e facci santi, egli sarà il più felice di tutti.
Preghiamo la dolcissima Madre di Gesù e nostra, dicendole:
Tu, speranza nostra. rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi
e mostraci dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto
del seno tuo, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.
Il perdono dei peccati, la ferma decisione di cambiare vita,
ci fanno felici, ma più contento sarà Dio.
Il Padre celeste: Egli è la pienezza della nostra felicità.
La Bibbia con una bella serie di immagini ci descrive quale sarà
la nostra gioia e la nostra contentezza quando vivremo nella
pienezza di delizie che è il paradiso. (cf Is 65,17-25;
11,6-9; Apocalisse 21-22) Gerusalemme personifica il popolo eletto,
ma con la venuta di Gesù, rappresenta il Nuovo Israele
e cioè la Chiesa di Dio e tutti i salvati di tutti i tempi
e di tutte le nazioni.
"Io sto per creare un nuovo cielo e una nuova terra. Non
si ricorderà più il passato, non ci si penserà
più. Gioite ed esultate per quel che creerò: una
Gerusalemme entusiasta e un popolo pieno di gioia. Mi rallegrerò
per Gerusalemme e gioirò per il mio popolo.
Non si sentiranno più in essa pianti o grida di dolore.
Non morranno più i neonati, e gli adulti avranno una lunga
vecchiaia. Saranno un popolo benedetto dal Signore, essi e i
loro figli. Risponderò loro prima ancora che mi chiamino.
Li avrò già ascoltati prima ancora che finiscano
di parlare. I lupi e gli agnelli pascoleranno insieme, i leoni
mangeranno fieno come i buoi, i serpenti si nutriranno di polvere.
Nessuno farà azioni malvagie o ingiuste su tutto il mio
monte santo. Questo promette il Signore" (Is 65,17-25).
I cieli nuovi e la terra nuova saranno l'oggetto delle nostre
scoperte.
Preghiera
Caro Papà,
Siamo qui noi tuoi figli,
Siamo tornati alla casa paterna
Per gustare il tuoi abbraccio
E vedere il tuo volto radioso.
Permettici di dirti grazie, grazie
E con il tuo Figlio e lo Spirito Santo
Gradisci da noi tuoi amanti
Ogni onore e gioia senza fine,