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ESCATOLOGIA | I NOVISSIMI | LE REALTA' ULTIME - 18
   
IN CAMMINO VERSO LE ULTIME REALTA'

    La Gerusalemme celeste

Creati a immagine di Gesù

Ogni Cristiano è "il Figlio della Promessa" (Gal 4,28), in virtù del dono del Battesimo. Infatti immersi in acqua e Spirito Santo, noi siamo rinati dallo Spirito (cf Gal 4,29). Vita nuova per un intervento amoroso di Dio Padre, così da poter realizzare la sua promessa scritta nella nuova ed eterna Alleanza. "Dio, il Padre nostro, ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia ma abbia la vita eterna" (Gv 3,16).
Nell'Antico Testamento la vita eterna è descritta con l'immagine della Gerusalemme celeste, la promessa sposa del Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe.
Il tema degli sponsali prende un grande rilievo nella Bibbia: Gerusalemme trionferà sui suoi nemici quando andrà sposa a Yahweh, il nome di Dio che gli Ebrei non dovevano pronunciare. La Gerusalemme celeste è il luogo dell'amore sponsale, è l'incontro stesso del credente con il suo Signore che è ricco di grazia e di misericordia.
Occorrerà pertanto che noi facciamo una buona esperienza di amore e di gioia verso Gesù. Dobbiamo davvero innamorarci del Figlio della Vergine Maria e metterlo al di sopra di ogni nostro pensiero. Mio Dio e mio Tutto, ripeteva con trasporto amoroso San Francesco d'Assisi.
Noi dunque facciamo la nostra parte e Gesù farà la sua. Così infatti parla Isaia: "Come una donna abbandonata e afflitta, il Signore ti ha richiamata. Viene forse ripudiata la donna sposata in gioventù? Per un breve istante ti ho abbandonata, ma ti riprenderò con immenso amore" (Is 54,6-7).
Gesù, il nostro amore, è il buon Pastore che viene in cerca di noi peccatori per far festa. Egli afferma: Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono. Io dò loro la vita eterna e non andranno mai perdute e nessuno le rapirà dalla mia mano. (Gv 10)
L'Amore eterno di Dio Padre per noi è simile all'amore di una madre per i suoi figli: "Si dimentica forse una donna del suo bambino? Io non ti dimenticherò mai.(Is 49,15);
E' sempre il buon Papà di Gesù e nostro che attira noi peccatori a sé, che parla al nostro cuore e che ci viene incontro per abbracciarci, (cf Os 2,16; Lc 15).
A gara i profeti Isaia e Osea così parlano della Gerusalemme di allora e della Chiesa di oggi: Dio dichiara la sua fedeltà che non verrà mai meno: "Ti farò mia sposa per sempre, ti farò mia sposa" (Os 2,21). Come gioisce lo sposo per la sposa, così il tuo Dio gioirà per te (Is 62,4-5).
Questo è il nostro Paradiso: oggi con tanti veli e nuvole e temporali, domani in pieno sole sfolgorante, perché il vero sole è Dio stesso.

Preghiamo con il Salmo 122

Rit. Sei tu, Signore, la mia forza

Quale gioia, quando mi dissero :
" Andremo alla casa del Signore ".
E ora i nostri piedi si fermano
alle tue porte, Gerusalemme Rit.

Gerusalemme è costruita
come città salda e compatta.
Là salgono insieme le tribù,
le tribù del Signore. Rit.

Salgono secondo la legge di Israele,
per lodare il nome del Signore.
Là sono posti i seggi del giudizio,
i seggi della casa di Davide. Rit.

La nostra salita con lo Sposo

Tutto ciò che è stato detto della Gerusalemme celeste, ha avuto il suo compimento con l'incarnazione del Figlio unigenito del Padre. Qui e ora incomincia la vita nuova della Chiesa di Cristo. Qui e ora inizia la nostra relazione d'amore con il nostro Dio e Signore, Gesù Cristo e con lui, nostro Sposo, andiamo incontro al Padre. Il quale non ci ha abbandonati ma ha voluto che diventassimo un solo corpo con il suo Figlio.
Lo stato di fragilità nel quale siamo immersi, è stato superato da colui che ha avuto pietà di noi, Gesù morto e risorto per noi peccatori.
Ascolto la sua voce, sento la sua grazia, godo del suo perdono. E chi gioisce di più? Nessuno l'avrebbe mai immaginato né inventato: E' lui stesso, Dio. Dio si compiace, Dio si allieta, proprio come lo sposo gioisce per la sua sposa.
Celebriamo dunque così la nostra Pasqua, ben incolonnati, in compagnia della Vergine Madre, di San Giuseppe, guidati da Gesù, il condottiero che ha vinto la morte, il peccato. Il Figlio che è sceso per sposare la terra, ci conduce al Padre per celebrare davanti a lui le sue nozze eterne.
Quello che gusteremo un giorno dobbiamo conquistarlo già ora con l'osservanza dei comandamenti dell'amor di Dio e del prossimo.
Quando saremo davanti al Padre, con la bella veste candida, la nostra riconoscenza appagherà il cuore della santa Trinità e canteremo a cori alterni: Lode e onore al Figlio della Vergine che ci ha invitati alle sue Nozze eterne.

Mostraci, o Padre, il tuo volto

Mostraci, Signore, il tuo volto, il tuo volto, Signore, noi cerchiamo e ci basta.
Quando Gesù ci porterà in Cielo, il Padre farà festa.
Tutte le volte che permetteremo a Gesù di perdonarci, egli farà festa.
Tutte le volte che diremo: O Spirito del Padre e del Figlio guariscici e facci santi, egli sarà il più felice di tutti.
Preghiamo la dolcissima Madre di Gesù e nostra, dicendole: Tu, speranza nostra. rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi e mostraci dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del seno tuo, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.
Il perdono dei peccati, la ferma decisione di cambiare vita, ci fanno felici, ma più contento sarà Dio.
Il Padre celeste: Egli è la pienezza della nostra felicità.
La Bibbia con una bella serie di immagini ci descrive quale sarà la nostra gioia e la nostra contentezza quando vivremo nella pienezza di delizie che è il paradiso. (cf Is 65,17-25; 11,6-9; Apocalisse 21-22) Gerusalemme personifica il popolo eletto, ma con la venuta di Gesù, rappresenta il Nuovo Israele e cioè la Chiesa di Dio e tutti i salvati di tutti i tempi e di tutte le nazioni.
"Io sto per creare un nuovo cielo e una nuova terra. Non si ricorderà più il passato, non ci si penserà più. Gioite ed esultate per quel che creerò: una Gerusalemme entusiasta e un popolo pieno di gioia. Mi rallegrerò per Gerusalemme e gioirò per il mio popolo.
Non si sentiranno più in essa pianti o grida di dolore. Non morranno più i neonati, e gli adulti avranno una lunga vecchiaia. Saranno un popolo benedetto dal Signore, essi e i loro figli. Risponderò loro prima ancora che mi chiamino. Li avrò già ascoltati prima ancora che finiscano di parlare. I lupi e gli agnelli pascoleranno insieme, i leoni mangeranno fieno come i buoi, i serpenti si nutriranno di polvere. Nessuno farà azioni malvagie o ingiuste su tutto il mio monte santo. Questo promette il Signore" (Is 65,17-25).
I cieli nuovi e la terra nuova saranno l'oggetto delle nostre scoperte.

Preghiera

Caro Papà,
Siamo qui noi tuoi figli,
Siamo tornati alla casa paterna
Per gustare il tuoi abbraccio
E vedere il tuo volto radioso.
Permettici di dirti grazie, grazie
E con il tuo Figlio e lo Spirito Santo
Gradisci da noi tuoi amanti
Ogni onore e gioia senza fine,

                                                                                         D. Timoteo Munari sdb



        SUPPLEMENTO on line a:
     RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  

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