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ESCATOLOGIA | I NOVISSIMI | LE REALTA' ULTIME - 14
   
IN CAMMINO VERSO LE REALTA' ULTIME | 14

ETERNITA' DELL'’INFERNO

L'Inferno è eterno?

Quando penso al dopo di questa mia vita terrena, la preghiera che mi auguro di dire sempre è quella del cuore, che suona così: Signore Gesù, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore. Mi pare che questa sia come il pianto che il bambino rivolge a sua mamma quando ha bisogno del suo aiuto e delle sue coccole e lei lascia tutto e corre. Anch’io se grido con insistenza: Gesù, sono un peccatore, egli verrà in mio soccorso.
L’inferno di cui parla Gesù è eterno?
Ci sono teologi e fedeli cristiani che negano l’eternità delle pene dell’inferno e quindi della perdizione eterna del peccatore.

Alcuni, infatti, osano affermare che tutti gli uomini devono un giorno essere salvati.
Altri insistono: se anche uno solo cadesse nell’inferno e vi rimanesse per l’eternità, allora vorrà dire che Gesù Cristo non è stato il salvatore di tutto il mondo.
E ancora come può San Paolo affermare che Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati, se qualcuno si è dannato in eterno?
Siamo di fronte a ragionamenti completamente errati. Che cosa ha combinato quella schiera di angeli guidati da Lucifero? È insorto contro di loro l’Arcangelo Michele, gridando: Chi è come Dio? “Essi stessi si sono trasformati in angeli malvagi, perché, con libera e irrevocabile scelta hanno rifiutato Dio e il suo Regno, dando così origine all’inferno”. Così scrive il compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica al n. 74.

Dunque non è stato Dio che ha creato l’inferno e lo ha voluto eterno.
Se uno decide di morire nell’inimicizia definitiva di Dio, si troverà nella morsa di un fallimento insanabile e cadrà in rovina per sempre. Altrimenti come possiamo spiegare le parole accorate del nostro Salvatore? E qual significato avrebbe l’Incarnazione del Figlio di Dio, e la sua passione e la sua morte ignominiosa in croce?
Non è Dio che non vuole salvarli, ma è l’orgoglio dei dannati, siano essi demoni o creature umane, che non vuole piegarsi affatto a chiedere perdono.

L’inferno è una scelta

L’inferno non è una punizione che si abbatte sul peccatore che muore in peccato mortale. Dio non è un giustiziere che si accanisce sul suo avversario e lo mette alla tortura eterna.
L’inferno è una scelta personale. Tutte le creature umane vengono a trovarsi di fronte a un bivio: la via del bene e la via del male.

La saggezza umana e, naturalmente, l’aiuto amoroso del Creatore che non abbandona mai nessuno, ci invitano con insistenza a lasciare decisamente la strada del male. Infatti, se uno la percorre già qui e ora, egli inizia la distruzione di se stesso. Per quanto si trovi in buona salute e pieno di soldi, egli sa che sta camminando nella direzione sbagliata. Egli rimane aggrappato al suo “io” e non a Dio. Rifiuta di amare e di essere amato da Dio.

Gesù racconta di un padre che invita il figlio maggiore ad andare a lavorare nella vigna. Costui rispose: Sì. Padre, ma poi non ci andò. Diede lo stesso ordine al secondo, il quale rispose seccamente: No! Ma poi si pentì e ci andò. La scelta del bene o del male è sempre nostra, sia per la vita presente che per quella futura. E noi, come figli, sappiamo che Dio Padre non abbandona nessuno, perché egli vuole che tutti si convertano e così possano salvarsi. Egualmente uno che non conosce il vero Dio, si salva se usa misericordia e compassione verso chi ha fame, sete, verso chi è ignudo, carcerato, ecc. (Mt 25).

Ma se costui non usa misericordia e compassione verso i bisognosi, rimane per sempre distaccato da Dio (la stessa parabola).
Dunque Dio è fatto di Amore misericordioso, ma con questo non posso dire, faccio tutto quello che voglio, tanto lui mi perdona sempre.

Preghiamo con il Salmo 32

Rit.: Della grazia del Signore è piena la terra.
Esultate, giusti, nel Signore: ai retti si addice la lode. Lodate il Signore con la cetra, con l’arpa a dieci corde a lui cantate. Rit.
Retta è la parola del Signore e fedele ogni sua opera. Egli ama il diritto e la giustizia, della sua grazia è piena la terra. Rit.
Il piano del Signore sussiste per sempre, i pensieri del suo cuore per tutte le generazioni. Beata la nazione il cui Dio è il Signore, il popolo che si è scelto come erede. Rit.
Ecco, l’occhio del Signore veglia su chi lo teme, su chi spera nella sua grazia, per liberarlo dalla morte e nutrirlo in tempo di fame.
Rit.

L’Amore rifiutato

All’amore infinito e alla misericordia senza confini bisogna rispondere come esige amore e misericordia, diversamente uno si esclude senza appello. Dio non smetterà di amarti per i tuoi peccati: ti ha pagato a caro prezzo con la morte del suo Figlio. Se però tu lo disprezzi e lo respingi adesso e nell’ora della tua morte, allora sei tu che ti escludi da Lui. Non ci sono scuse.
Con Dio Amore non siamo mai alla pari e patta se non con altrettanto amore. Anche se uno fosse pieno di fede, e avesse visioni celesti, o facesse miracoli di guarigioni, o anche se mettesse a disposizione degli altri tutte le sue sostanze e se stesso, ma non avesse l’amore, tutto ciò non gli servirebbe a nulla.
La misura dell’amore di Dio è questa: egli ci ama senza misura. Possiamo affermare che l’inferno non è altro che il regno dell’amore rifiutato: colui che non volle amare né essere amato e perdonato, si è autolesionato, si è creato il suo inferno già qui in terra e sarà dannazione eterna per lui che muore per libera scelta in peccato mortale (CCC 1056-7).
Costui non ha voluto l’amore misericordioso di Dio che gli è stato vicino per tutti i giorni della sua vita terrena, fino all’ultimo respiro.

Ancora sull’eternità

Qui in terra misuriamo il tempo con i giorni, gli anni, i secoli, nell’aldilà non c’è nessuna misura perché non esiste né il tempo né lo spazio: esiste solo l’eternità e cioè il sempre. Pertanto chi muore in peccato mortale non erediterà il Regno di Dio (Gal 5,21), vi sarà escluso per sempre. Dice la Scrittura: il loro verme non muore e il fuoco non si estingue (Mc 9,44).
Non vi sono attenuanti, non c’è provvisorietà. Vita eterna e fuoco eterno. E la porta venne chiusa per sempre (parabola delle dieci vergini) (Mt 25,10); Gettatelo fuori (parabola dei talenti) (Mt 25,30); Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno (parabola del giudizio finale) (Mt 25,41). Questo star fuori è orribile, tanto più che uno sa che cosa ha perduto.
È vero che il Maligno si è scatenato ed è persino riuscito a ottenere dai suoi di introdurli in riti satanici. Ma è ancora più vero che Dio Padre ci tiene in modo assoluto a salvare tutti i suoi figli.
Sapendo che Dio può ciò che vuole, ci mettiamo tutti d’accordo con Gesù e con lo Spirito Santo per pregare così: O Padre, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia.

Preghiera

Gesù dolcissimo, senza di te la vita non ha alcun senso, è vuota, lacerata, ci manca tutto.
Vieni, o nostro Diletto, non tardare e salvaci.
Gesù, abbi pietà di noi peccatori, sempre incostanti, poveri noi, solo questo osiamo dirti, con amore.
Vieni, o nostro Tutto e portaci con te, il resto è
vanità.

                                                                                         D. Timoteo Munari sdb


   IMMAGINI:
  
1 L’inferno non è un castigo di Dio ma è una libera scelta dell’uomo.


      RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2009 - 7
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