|  HOME PAGE | HOME PAGE - ITA | FORMAZIONE CRISTIANA  | FORMAZIONE MARIANA | INFO VALDOCCO  |

        
     
ESCATOLOGIA | I NOVISSIMI | LE REALTA' ULTIME - 13
   
IN CAMMINO VERSO LE REALTA' ULTIME | 13

L’INFERNO

Parliamo dell’Inferno per non andarci

La preghiera che Maria ha suggerito ai veggenti di Fatima, è molto appropriata per comprendere questa sezione delle nostre celebrazioni: O Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’Inferno e porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia.
Il punto centrale della nostra riflessione è che Dio ha creato l’uomo libero e responsabile e rispetta quindi le sue decisioni.

Il Paradiso o l’Inferno sono il capolinea naturale della fine della nostra vita terrena. Siamo stati fedeli o infedeli all’amore di Dio? Per Lui non ci sono privilegiati a tutti i costi: bisogna adeguarsi ai suoi insegnamenti, è necessario accogliere la sua misericordia, è oltremodo opportuno e conveniente lasciarci amare da lui, qui e ora. Siamo in possesso del passaporto valido per l’aldilà? Non basta amare Dio, ci vuole assolutamente amore e misericordia verso il nostro prossimo a cominciare dalla propria famiglia.

Dio non bacchetta chi sta per peccare, egli ti avvisa, ti mette in guardia e fa di tutto per farti capire che stai sbagliando. Il Padre eterno non infierisce, non si sfoga sui peccatori, Egli usa sempre misericordia, egli non sa altro che amare come ama una madre.

Come uno si costruisce l’Inferno

Alla domanda: “Come si concilia l’esistenza dell’Inferno con l’infinita bontà di Dio?”. Il Catechismo della Chiesa Cattolica risponde: Dio, pur volendo “che tutti abbiano modo di pentirsi” (2 Pt 3,9), egli rispetta le decisioni di ogni uomo. È l’uomo stesso che, in piena autonomia, si esclude volontariamente dalla comunione con Dio se, fino al momento della propria morte, persiste nel peccato mortale, rifiutando l’amore misericordioso di Dio. (CCC supplemento n. 213).

Chi invece sta nell’amore di Dio, vive già ora la vita eterna beata. Infatti: “Chi crede nel Figlio Gesù ha la vita eterna”, dice il Signore (Gv 3,36; 6,47). E ancora: “Chi ascolta la mia parola e crede in Colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio di condanna, ma è passato dalla morte alla vita” (Gv 5,24).

Quelli che sono di Cristo Gesù hanno messo a morte le loro passioni e le opere del peccato: fornicazione, impurità, libertinaggio, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere (Gal 5,18-25). Chi compie queste opere non erediterà il regno di Dio, a meno che durante la sua vita terrena egli si decida di convertirsi facendo sbocciare i frutti dello Spirito che sono: amore, gioia, pace, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé (Gal 5).

Preghiamo con il Salmo 1

Rit.: Chi segue me porterà frutti di vita eterna.
Beato l’uomo che non segue il consiglio degli empi, non indugia nella via dei peccatori e non siede in compagnia degli stolti; ma si compiace della legge del Signore, la sua legge medita giorno e notte. Rit.

Sarà come albero piantato lungo corsi d’acqua, che darà frutto a suo tempo e le sue foglie non cadranno mai; riusciranno tutte le sue opere. Rit.

Non così, non così gli empi: ma come pula che il vento disperde. Il Signore veglia sul cammino dei giusti, ma la via degli empi andrà in rovina. Rit.

La nostra scelta

La Buona Novella di Gesù è un meraviglioso annuncio di vita nuova, ma che mette gli uditori di fronte alla scelta del Bene o del Male, della salvezza o della perdizione, di Dio o di Mammona.
“Chi avrà detto empio a suo fratello, sarà condannato al fuoco della Geenna” (Mt 5,22).
Alla domanda: «“Chi è il più grande nel Regno dei Cieli?”, Gesù dà due risposte. La prima: “Se non vi convertirete e non diventerete come bambini, non entrerete nel Regno dei Cieli”.
La seconda: “Se la tua mano o il tuo piede ti è occasione di scandalo, taglialo e gettalo via da te; è meglio per te entrare nella vita monco o zoppo, che avere due mani e due piedi ed essere gettato nel fuoco eterno. E se il tuo occhio ti è occasione di scandalo cavalo e gettalo via da te; è meglio per te entrare nella vita con un occhio solo che avere due occhi ed essere gettato nella Geenna del fuoco” (Mt 18,1-10).

Che cos’è l’Inferno?

Il vocabolo Inferno viene dal latino e vuol dire “inferiore”, cioè luogo sotto terra. “Geenna”, dall’ebraico, vuole indicare “la valle di Ennom”, luogo di raccolta di rifiuti che venivano dati alle fiamme.
Dunque la parola “Inferno” traduce il significato vero delle parole usate da Gesù: il Giudizio di condanna, il Fuoco eterno che brucia e non consuma (Mt 18,8-9). Geenna è il luogo maledetto riservato a quelli che non entrano nel Regno dei Cieli, nel Regno della Vita.
L’appello di Gesù è appello alla conversione, alla vita, al Regno dei Cieli. Chi pertanto non lo accoglie e non fa suo il richiamo del Salvatore, costui si trova davanti alla sua scelta: l’Inferno, già da questa vita terrena.

Uno se vuole può guadagnare tutto o perdere tutto, uno può essere salvato o andare in perdizione. Gesù è fortemente radicale nel suo annunzio, non si può tenere il piede in due staffe. La sua proposta è seria, non vi sono altre vie che si possano percorrere per salvarsi.
Egli è il Signore della vita: questo vale per tutti gli uomini. L’Inferno non è uno spauracchio per bambini. Ci vuole una decisione forte e coraggiosa per il Signore. È necessario che Cristo regni nel tuo cuore, altrimenti perdi tutto.

Egli non ci dà semplicemente delle informazioni su l’Inferno, egli non soddisfa le nostre curiosità. Quando parla degli operatori di iniquità, e cioè dei peccatori, egli afferma che saranno gettati nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti» (Mt 13,42).
Gesù paragona i peccatori alla zizzania che cresce in mezzo al grano, ma che poi viene gettata nel fuoco.

Non vuole descrivere quale sarà il loro tormento, ma li mette in guardia perché non vi cadano, e allo stesso tempo presenta a loro i «giusti che splenderanno come il sole nel Regno del Padre loro» (Mt 13,43).
E quando un tale gli pone il quesito: “Signore, sono pochi quelli che si salvano?”, Gesù non risponde affatto alla domanda, ma insiste nell’annuncio di salvezza, perché vuole che tutti si salvino, e insiste dicendo: “Sforzatevi di entrare” (Lc 13,23-24). Ognuno prenda in mano la sua responsabilità.
Quando Gesù mi parla è tutta la Sacra Scrittura che mi istruisce e che mi mette davanti a questa realtà: io stesso sono responsabile delle mie decisioni, non solo di quelle che riguardano l’oggi ma anche per quella che concerne l’aldilà.
Oggi Gesù mi parla seriamente con l’amore del suo Santo Spirito, perché oggi devo decidermi per lui, affinché non avvenga che io mi separi da lui per sempre.

Preghiera

O Padre, per il tuo Amore, è nato dal più bel fiore intatto, l’uomo Gesù, il buon Pastore, l’innamorato di questo mondo peccatore.
Non meno siamo cari a te, che tutti vuoi salvare in cielo, dimmi: “Quanto hai sofferto presso la croce insanguinata del tuo Diletto?”.

                                                                                         D. Timoteo Munari sdb


   IMMAGINI:
1 Inferno, Fra’ Angelico (1432-1435) Museo di San Marco, Firenze. - Rifiutando l’amore di Dio, l’uomo costruisce il suo inferno già su questa terra.


      RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2009 - 6
         | HOME PAGE
 | HOME PAGE - ITA | FORMAZIONE CRISTIANA  | FORMAZIONE MARIANA | INFO VALDOCCO  |

      Visita Nr. hhhhh