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ESCATOLOGIA | I NOVISSIMI | LE REALTA' ULTIME - 10
   
IN CAMMINO VERSO LE REALTA' ULTIME | 10

SU, ENTRIAMO NELLA CASA DEL SIGNORE

Siamo pronti a incontrare Dio?

Il Catechismo della Chiesa Cattolica ci parla dei Novissimi, ossia delle ultime realtà, e dice che sono: la morte, il giudizio, l’Inferno e il Paradiso, ma trattando di questo grande argomento parla anche del Purgatorio.
Non dobbiamo pensare che una volta morti ci troveremo di fronte all’Inferno e al Paradiso per fare la nostra scelta. Piuttosto dobbiamo essere convinti che il nostro futuro incomincia già qui in terra, fin da questo stesso momento: qui ha inizio la nostra vita dell’aldilà.

Si tratta dell’incontro con Gesù Cristo: ci troveremo in pace con lui? Ecco il Paradiso. Saremo rimasti suoi nemici? Ecco l’Inferno. E se non saremo suoi nemici ma neppure del tutto puliti, egli provvederà a purificarci.

Ecco il Purgatorio. Già qui in terra ci prepariamo a questo incontro. Scrive bene San Paolo ai Romani: «Se noi viviamo per il Signore, apparteniamo a lui; se noi moriamo nel Signore, siamo sempre suoi. Sia che viviamo sia che moriamo siamo del Signore» (cfr Rm 4,8).

Per appartenere sempre a Gesù sono necessarie, per il credente, l’Eucaristia e la Riconciliazione.
Un’altra conferma ci viene dal passo seguente: «Se Dio è per noi, chi sarà, contro di noi? Chi accuserà gli eletti di Dio? Chi condannerà? Chi ci separerà dall’amore di Cristo?» (Rm 8,31-39). E la risposta è una sola: «Nessuno!».

Noi saremo sempre vincitori per la potenza di colui che ci ha amati. Il mio futuro è fortemente legato dall’amore per mezzo del quale il Signore Gesù mi ha riscattato e perdonato.

Preghiamo con il Salmo 85

Rit.: Tu sei buono, Signore, e perdoni.

Tu sei buono, Signore, e perdoni, sei pieno di misericordia con chi t’invoca.
Porgi l’orecchio, Signore, alla mia preghiera e sii attento alla voce delle mie suppliche. Rit.
Tutte le genti che hai creato verranno e si prostreranno davanti a te, Signore, per dare gloria al tuo nome.
Grande tu sei e compi meraviglie: tu solo sei Dio. Rit.
Ma tu, Signore, Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà, volgiti a me e abbi pietà. Rit.

Prepariamoci ad amare il Padre

Per il fatto che siamo figli, noi non abbiamo altro rifugio che il Padre. «Noi fin d’ora siamo figli di Dio». Già «figli» di pieno diritto, ma, qui in terra, non ancora gustiamo pienamente questa figliolanza. Un velo ci separa, una nube ci nasconde Dio. È il nostro corpo mortale. Ma quando saremo rivestiti del corpo incorruttibile, cioè rivestiti di Cristo glorioso, sapremo per esperienza diretta che cosa vuol dire essere «figli di Dio».

Quando sarà tolto il velo e la nube sarà squarciata, allora egli «si manifesterà a noi, e noi saremo simili a lui, e lo vedremo così come egli è» (1 Gv 3,2). Qui si parla di un incontro d’amore tra Padre e figlio, un «gli occhi negli occhi», cioè una penetrazione così profonda di Dio nel cuore dell’uomo da renderlo degno e capace di guardare e di vedere l’intima natura di Dio stesso.

E se ancora non siamo convinti di tutto ciò, se ci riteniamo sempre indegni di comparire di fronte a Dio, ecco un’altra parola. Solo «chi non ama rimane nella morte», sarà cioè preda eterna della morte e quindi non vedrà mai Dio. (1 Gv 3,14-16). Ma chi ama lo vedrà.

Facciamoci un bel vestito per il Signore

Dunque la prova sicura della nostra salvezza sta nell’amore. Se amiamo e perdoniamo rinnegando noi stessi, troveremo già qui in terra la compiacenza di Dio Padre. I puri di cuore vedranno Dio, scrive Matteo, 5,8.
E chi non avrà amato Dio e il prossimo di amore perfetto, dovrà sottostare alla purificazione dell’amore. Come dunque possiamo purificarci, mente e cuore, in questo cammino?

Prendiamo a esempio alcune esperienze di Dio così come le troviamo narrate nella Bibbia. L’uomo che si incontra con Dio, a tu per tu, fa una esperienza esaltante e spaventevole allo stesso tempo e ne esce purificato.
Quando il Signore apparve ad Abramo alle Querce di Mambre (Gn 18) e quando fu messo alla prova sul monte Moria (Gn 22), fu reso così caro a Dio da diventare il padre di una moltitudine di figli, fra i quali ci siamo anche noi.

Giacobbe vide Dio faccia a faccia e non ne morì (Gn 32,23-33): egli ci diede le dodici colonne del popolo eletto.
«Gustate e vedete quanto è buono il Signore» (Sal 34,9); «La Gloria del Signore è come fuoco divorante» (Es 24,17); «Il nostro Dio è un fuoco divoratore» (Eb 12,29); «Chi di noi può abitare presso un fuoco divorante?» (Is 33,14).

Così possiamo e dobbiamo accostarci, nella potenza dello Spirito Santo, al nostro Dio, come si narra in questi passi, senza alcuna paura, e anche noi verremo purificati, cioè riceveremo un vestito nuovo che ci rende cari a lui, come gli antichi Patriarchi. Qui ci sta proprio bene un atto di dolore perfetto, che ci guidi in tutti i giorni della nostra vita: “Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati e li odio e detesto come offesa della tua maestà infinita e cagione della morte del Figlio tuo, Gesù”.

Anche chi si crede grande peccatore può e deve accostarsi a questo grande braciere d’amore che è Dio. Scrive infatti Isaia: «Per un breve istante ti ho abbandonata, ma ti riprenderò con immenso amore» (Is 54,7).
In egual modo si esprime Dio per mezzo del profeta Osea: «Amerò Non Amata» (2,25). Colei che era stata ripudiata per le sue infedeltà – si tratta del popolo eletto – ora viene amata, e nell’amore sarà purificata, e potrà ancora gustare le delizie del suo Dio e Signore.

Facciamo l’esperienza dell’Amore

Quando uno fa l’esperienza di essere perdonato e riamato dal Padre, si rende conto quanto grande sia stata la sua infedeltà e quanto brutta e ripugnante la sua esperienza di peccato. E quando comparirò davanti a Dio, mi troverò davvero di fronte a un fuoco divorante e allo stesso tempo davanti a un amore che supera in ogni grandezza le mie colpe. E mentre il fuoco mi penetra tutto quanto, tanto da bruciare ogni scoria, l’amore mi porterà sollievo come la brezza leggera e fresca in una giornata infuocata dal sole. Questo incontro con un Dio geloso che mi vuole possedere sarà per me Giudizio e Purgatorio.

Quello che è vero già oggi, cioè l’esperienza della misericordia di Dio, sarà ancor più vero domani quando ogni cosa verrà al suo compimento con la morte e, consapevoli della nostra debolezza e di tutti i nostri peccati, faremo l’esperienza dell’infinita misericordia di Dio e del suo infinito amore bruciante. Ogni incrostazione sparirà, ogni residuo di peccato e tutti gli scarti delle nostre negligenze saranno bruciati dall’amore. Sarò toccato dolorosamente da questo fuoco ardente a motivo delle mie infedeltà, ma anche amorosamente perché so che già a lui appartengo, perché mi fa suo nella più grande esperienza d’amore mai vissuta prima da me.

Preghiera

Eccoci qui davanti a te, in spirito e verità,
o Padre buono, in vista della tua casa,
e ci pare di sognarla a occhi aperti:
Ti preghiamo, abbi pietà di noi, peccatori.
Ti ricordi quando eravamo bambini?
Dimmi: ci sono ancora i nostri giochi
e i nostri vestiti e le scarpe da festa?
Ora siamo laceri, sporchi e stanchi.
Perdona i nostri peccati così disgustosi,
lavaci e saremo più bianchi della neve,
donaci veste nuova e collana e anello come
piace a te, e corrici incontro.

                                                                                         D. Timoteo Munari sdb


   IMMAGINI:
1 Quando saremo rivestiti dal corpo incorruttibile sapremo per esperienza diretta cosa vuol dire essere figli di Dio.


      RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2009-3
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