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VALDOCCO | VITA LITURGICA: QUARESIMA 2009 QUARESIMA: TEMPO DI CONVERSIONE Così cerca di prolungarsi
il pianto nella notte, ma già il mattino sorge: mistero
damore è la nostra parabola. Un forte vento toglierà
la pietra anche dal nostro sepolcro. Origine della Quaresima La Risurrezione di Cristo è il centro sul quale poggia e si alimenta la fede del credente. Essa è loggetto primario della predicazione degli Apostoli e costituisce la sintesi dellintera vita del cristiano. Perché il cristiano
deve credere in Dio (e non di rado credere è fatica),
deve sperare nella vita eterna (e sperare vuol dire attendere
con pazienza e fiducia), deve amare i fratelli fino a donare
per loro la vita (e sacrificarsi per loro è lessenza
dellamore)? Perché Cristo è risorto, e con
la Risurrezione ha vinto per sempre la morte e il peccato. Se
Cristo non fosse risorto, inutili sarebbero non solo la fede,
ma pure la speranza e lamore. Così insegna lapostolo Paolo (1 Cor 15,17). Questa verità rivelata e provata duemila anni or sono (Lc 24,39) prosegue nel tempo e si diffonde nello spazio. La Risurrezione si celebra nella festa di Pasqua, che trae origine dallantica pasqua ebraica che ricordava il passaggio (la pesáh in ebraico significa passaggio) degli Ebrei attraverso il deserto e il Mar Rosso, e la loro liberazione dalla schiavitù egizia. La vicenda terrena di Gesù ha trovato a Pasqua il suo epilogo più tragico e glorioso. Ucciso durante i giorni della festa ebraica, il suo sacrificio vi conferisce un senso nuovo: è Lui il vero agnello sacrificato per Dio e per tutti, nel cui sangue si stabilisce e si perfeziona la nuova alleanza (Lc 22,20; 1 Cor 11,25); Egli diventa nostra Pasqua (1 Cor 6,7). Per i cristiani dei primi secoli non vi erano altre feste. La celebravano settimanalmente nel dies domini, il giorno del Signore. Per questo ancora oggi si dice, giustamente, che ogni domenica è Pasqua, la Pasqua della settimana rivissuta nellEucaristia, e ogni credente che sia tale non la può posporre a nessuna altra cosa. Non è accettabile quello che tante volte si sente dire: pratico poco perché ho il mio credo dentro di me e non sento il bisogno di esternarlo in chiesa. La festa della Risurrezione, cioè della Pasqua, merita e richiede una preparazione. Lidea di una preparazione ampia ed intensa si sviluppò in Oriente, nel IV secolo; in Occidente, invece, alla fine di tale secolo o poco più tardi. Da quellepoca si comincia a parlare di Quaresima, come insieme di 40 giorni considerati alla luce del simbolismo biblico che dà a questo tempo un valore salvifico e redentivo. Fissando il tempo di 40 giorni (da cui il termine quaresima), la Chiesa ha accolto la tipologia biblica di questo numero: Mosè sta 40 giorni sul
Sinai davanti alla gloria del Signore (Es 24,12-18); Dando pieno valore salvifico a questi esempi (e ai molti altri dellAT), Gesù iniziò la sua attività messianica rimanendo 40 giorni nel deserto (Mc 1,12-13). Anche il credente deve prepararsi intensamente per 40 giorni prima di celebrare levento essenziale della fede, mediante lascolto più frequente e meditato della Parola e la maggiore frequenza ai sacramenti. Caratteri della Quaresima Alla voce quaresima
si accosta facilmente lidea di un qualcosa di lungo, monotono
e stancante. Il Battesimo, sacramento fondamentale, deve essere rivissuto nella sua interezza, non solo come celebrazione rituale, ma come spirito di conversione continua che anima tutta la vita del credente. Legato al simbolo di morte e di vita attraverso lacqua, il Battesimo viene riscoperto come rinnovata nascita alla vita divina, e la sua memoria inserisce sempre più in quellorganismo che è il corpo mistico di Cristo, cioè la Chiesa. La penitenza non è il risultato di una serie di appesantimenti della vita quotidiana, ma riscoperta umile e riconoscente del dono della vita, avente lobiettivo di conformare sempre più la vita alla volontà di Dio, la cui profondità di sapienza rende imperscrutabili i giudizi e inaccessibili le vie (Rom 11,33). Penitenza non è quindi imporsi una rinuncia ad un cibo o bevanda, che si può interrompere in ogni momento, ma trasformarsi rinnovando la mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a Lui gradito e perfetto (Rom 12,2). Qui trovano senso le mortificazioni che il credente può imporsi, orientate però non ad un esercizio fisico o anche ascetico, ma rivolte ad un maggior amore a Dio e ai fratelli. Il sostantivo penitenza viene dal latino poenitentia, a sua volta proveniente dallantico greco metanoia, termine usatissimo da San Paolo, che vuol dire cambiamento di mentalità. Ciò comporta il graduale passaggio da una vita centrata su se stessi ad una vita proiettata verso Dio e i fratelli, combattendo lorgoglio, lira, lavarizia, linvidia e ovviamente il culto di sé. Ecco dunque il cammino quaresimale: labbandono, faticoso e protratto per tutta lesistenza, del peccato, nellacquisizione che nessuno vive e muore per se stesso (Rom 14,7-8), e che quella realtà immediata e tangibile, e sovente amata male ed egoisticamente che è il corpo, è vero tempio dello Spirito Santo, e attraverso di esso si glorifica Dio (1 Cor 6,19-20). Per cui Quaresima è anche proibire al corpo piaceri inutili o dannosi, come pure concessioni pericolose e devianti, imponendogli una retta disciplina che favorisca unefficace adesione a Dio e un più sincero amore ai fratelli. Il cristiano si comporterà in ogni tempo, ma soprattutto in questi 40 giorni, come latleta che è temperante in tutto, e che si allena non per il riconoscimento offerto da questo mondo, ma per ottenere una corona incorruttibile, trattando anche duramente il corpo (1 Cor 9,24-27). Sono dunque almeno quattro
le ragioni che fanno di questo tempo il tempo favorevole,
il giorno della salvezza (2 Cor 6,2): ladorazione
di Dio Signore e Padre; la memoria purificata dai peccati mediante
il sacramento della Riconciliazione; la speranza rinnovata del
giorno in cui le attese umane saranno realizzate nella Terra
Promessa; ultimo, la più ampia solidarietà tra
gli uomini. Ecco leducazione alla libertà che La liturgia della Quaresima La Quaresima, nel rito romano, inizia il mercoledì precedente la I domenica. Questo giorno è caratterizzato da due elementi: limposizione delle ceneri e il digiuno. La Lettera circolare della Congregazione per il Culto divino avente per titolo Preparazione e celebrazione delle feste pasquali (16-1-1988) recita: I fedeli, ricevendo le ceneri, entrano nel tempo destinato alla purificazione dellanima. Con questo rito penitenziale sorto nella tradizione biblica, viene indicata la condizione delluomo peccatore che confessa e­sternamente la sua colpa davanti a Dio ed esprime la volontà della conversione. La benedizione e limposizione delle ceneri si svolge durante o anche fuori la Messa. Il mercoledì delle ceneri è giorno obbligatorio di penitenza in tutta la Chiesa, con losservanza del digiuno. Il rito, il cui simbolismo ha riscontro anche nel Vangelo, quando Gesù rimprovera le città galilee (Mt 11,21), costituisce un segno di lutto, di dolore, di caducità. La formula dellimposizione è quella con la quale Gesù invita ad accogliere la buona novella: convertitevi e credete al Vangelo (Mc 1,15). Lanno B, che si sta svolgendo nella liturgia, propone per la Quaresima una serie di testi incentrati sul mistero della croce gloriosa di Cristo secondo Giovanni (il segno del Tempio distrutto e riedificato: 2,19-21; lamore di Dio Padre, che dona al mondo il Figlio sacrificato sulla croce: 17,1-5; lora di Gesù: 2,4; 4,23). Dal ricco lezionario feriale e domenicale emerge, nellanno B, una Quaresima cristocentrica. Le domeniche sono cinque e la sesta è la domenica delle Palme o di Passione. Sintetizzando questi dati, si può considerare la Quaresima come un esercizio di carattere ascetico-penitenziale, che ritorna annualmente come formazione permanente, un tempo di rinnovamento spirituale e di progresso nella conoscenza del mistero di Cristo e di conseguenza della Sacra Scrittura: tempo cioè di ascolto e meditazione della Parola di Dio. In tale prospettiva, è indispensabile laccostamento frequente al sacramento della Riconciliazione, per un sincero pentimento e per il perdono delle infedeltà. La Quaresima possa dunque essere
tempo favorevole alla conversione del cuore, alla riparazione
per i tanti delitti e offese allumanità, tempo che
educhi al saper attendere nel silenzio e nellascolto. Possa la nostra piccola offerta contribuire al sostegno dei poveri, dei malati, di coloro che non hanno voce, che una sciagurata cultura condanna perché inutili. Possa la nostra offerta di penitenza sollevare un mondo allibito dalle atrocità delle guerre. Se allinizio di questa Quaresima ci è stato detto: convertiti e credi al Vangelo, questo voleva dirci: superiamo i nostri egoismi, rompiamo i nostri schemi, apriamoci allattesa e alla pazienza, alle provocazioni che partono da tutte le sofferenze del genere umano. FRANCO CAREGLIO OFM IMMAGINI: 1 Al momento del Giudizio, luomo si ritrova da solo davanti al suo Creatore. 2 È nella umiliazione della Croce che Dio ha mostrato al mondo la potenza della sua misericordia. RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2009-3 | HOME PAGE | HOME PAGE - ITA | FORMAZIONE CRISTIANA | FORMAZIONE MARIANA | INFO VALDOCCO | |