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Il giudizio particolare

Che cosa dice la Bibbia

Nell’Antico Testamento sta scritto: «Il giudizio appartiene a Dio» (Dt 1,17). Il Signore è il Giudice. Egli è il Giudice giusto e non permette che gli si porti ingiuria alcuna. Nel libro della Genesi è detto anche che Dio è Giudice giusto in favore di quelli che hanno subito violenza e ingiustizia (Gn 4).

I suoi giudizi sono giusti, poiché egli è fedele all’Alleanza e si prende cura del suo popolo, quel popolo che egli stesso ha scelto.
Alla base del giudizio di Dio sta sempre l’amore, la grazia, la misericordia, la compassione. (Dt 32,36; Is 30,18).
In pratica la Bibbia dice: «È facile per il Signore nel giorno della morte rendere all’uomo secondo la sua condotta. Alla morte di un uomo si rivelano le sue colpe» (Sir 11,26-27).

Nella parabola del ricco cattivo e del povero Lazzaro è detto: «Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando egli nell’inferno tra i tormenti chiese un piccolo ristoro da parte di Lazzaro, ma non gli viene concesso» (Lc 16,22-23).

Dunque il giudizio è immediato. Tutto si svela. Tu ti vedi e sei veduto da Dio. Non si attende un giudizio perché tutto è chiaro: ti vedi da te stesso, ti giudichi da te stesso. Ti vedi pulito e bello e ti slanci verso Dio e da lui sei accolto a braccia aperte. Ti vedi sporco e lacero, non osi presentarti agli occhi di Dio e ti allontani da lui.
Può essere che tu ti veda bisognoso di purificazione. In questo caso chiederai di essere messo a nuovo nel Purgatorio.

Sentiamo San Paolo

Ecco sotto i nostri occhi un versetto della sua lettera ai Corinzi: «Tutti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, ciascuno per ricevere la ricompensa delle opere compiute finché era nel corpo, sia in bene che in male» (2 Cor 5,10).
A lui dunque è dato il potere di giudicarci al momento della nostra morte. Ma per tutto il tempo della nostra permanenza terrena, Cristo, che è morto per i peccatori, è misericordia, compassione, non è giudice ma salvatore.

Questa nostra terra è il tempo e il luogo della salvezza. Egli non ha sparso il suo sangue invano, egli vuole che produca frutto, vuole che i peccatori si convertano e vivano. Ma dopo la morte ci troveremo di fronte a lui come giudice e il giudizio non richiederà tempo, sarà immediato.
Scrive ancora San Paolo: «Non c’è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Gesù Cristo» (Rm 8,1). Se uno vive secondo lo Spirito Santo, dono del Risorto, si è sottratto al regime della legge del peccato e della morte: egli vive una vita nuova alla luce e sotto la potenza dello Spirito (Rm 8,1-13), una vita di figli di Dio (Rm 8,14-30), una vita nell’amore (Rm 8,31-39).

Preghiamo con il Salmo 118

Rit.: Beato chi è fedele alla legge del Signore.

Beato l’uomo di integra condotta, che cammina nella legge del Signore. Beato chi è fedele ai suoi insegnamenti e lo cerca con tutto il cuore. Rit.
Tu hai dato, Signore, i tuoi precetti, perché siano osservati fedelmente. Siano diritte le mie vie, per custodire i tuoi decreti. Rit.
Ti loderò con cuore sincero quando avrò appreso le tue giuste sentenze. Voglio osservare i tuoi precetti: non abbandonarmi mai. Rit.

Avvertimenti di Gesù

Una cosa sta molto a cuore a Gesù: Non giudicate e non sarete giudicati, non condannate e non sarete condannati. La misura che voi userete con gli altri sarà usata con voi (Mt 7; Lc 6). Molto a proposito San Paolo commenta: «Mentre giudichi gli altri, condanni te stesso» (Rm 8,34).
Chi ascolta la parola di Gesù e crede in Lui non subirà giudizio (Gv 5,24). Siamo dunque invitati ad ascoltare, a leggere, ad amare e a studiare la Bibbia, approfondendone la conoscenza e anche a pregarla. Credere in Gesù, cioè accoglierlo nella nostra vita. Dare spazio a lui e non al mondo, a Lui e non al nostro interesse.
Gesù è categorico, egli ha detto ai suoi discepoli: «Non chiunque mi dice: «Signore, Signore», entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. (Mt 7,21).

Come vorrei arrivare al giudizio

È possibile arrivare al giudizio con una coscienza certa e tranquilla? Non è facile valutarci da noi stessi, né scavare fino in fondo al nostro spirito. Abbiamo perfino paura di giudicarci per quello che siamo. Ci facciamo, a volte, orrore a noi stessi per tutte le nostre incertezze e svogliatezze e vigliaccherie. E più ci vediamo dal punto di vista di Dio, più ci rendiamo conto della nostra condizione di peccatori.
Quando poi guardiamo al Cristo crocifisso veniamo colpiti amaramente nel toccare con mano la nostra poca o nessuna corrispondenza al suo amore per noi. Egli stesso si è fatto carico dei nostri peccati e della nostra morte.
Allora ci domandiamo come possiamo qui in terra anticipare il giudizio particolare per uscirne indenni nel giorno della nostra morte?
Coscienti del nostro stato invochiamo con umiltà ogni giorno la misericordia di Dio: Signore, pietà! Cristo, pietà! Signore, pietà! Gesù mio, misericordia! Se noi ci accusiamo, Gesù sarà il nostro avvocato. Se noi ci scusiamo e ci difendiamo, Gesù sarà il nostro giudice.

Un altro mezzo per arrivare tranquilli alla morte e al giudizio è la frequenza al Sacramento della Penitenza. Confesso le mie colpe e so che Dio mi perdona, mi accoglie e mi rinnova.
La pietà e la sapienza cristiana ci insegnano da sempre che per affrontare un giudizio favorevole, bisogna arrivarci facendo una buona morte.

E prima di tutto, come scrive San Paolo, ci dobbiamo presentare con le buone opere di misericordia, infatti queste meritano una buona ricompensa.
Non dimentichiamo San Giuseppe, patrono della Buona Morte. Non dimentichiamo ogni giorno un’Ave Maria, per una buona morte.
Ricordiamoci sempre del nostro Angelo custode, che ha l’incarico di illuminare la strada da percorrere, di custodirci e di governarci bene. Abbiamo anche i nostri santi protettori e le sante anime del Purgatorio, così potenti con coloro che pregano e offrono sante messe per la loro liberazione.
Un profondo desiderio d’amore vogliamo presentare al nostro caro Gesù: Per il tuo sangue prezioso ti chiediamo che ognuno di noi possa pronunciare negli ultimi istanti della nostra vita, ovunque e comunque avvenga, la preghiera del cuore: Gesù, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore.

Preghiera

Eccoci, Gesù, davanti a te.
Tu portavi i nostri brutti peccati e noi ti abbiamo gettato a terra.
O volto tutto insanguinato!
Abbi pietà di noi.
I nostri occhi sono fissi in te, Gesù, e s’innamorano delle tue piaghe così care al cuore del Padre tuo. Sono i nostri peccati che ti hanno inchiodato sulla croce!
Tu, o nostro Giudice, caro Gesù!
Il tuo Corpo è la nostra difesa e il tuo Sangue è la nostra salvezza!
Ti adoriamo, Figlio della Vergine Maria: perdono, pietà.
 

                                                                                         D. Timoteo Munari sdb


   IMMAGINI:
1 Al momento del Giudizio, l’uomo si ritrova da solo davanti al suo Creatore.
È nella umiliazione della Croce che Dio ha mostrato al mondo la potenza della sua misericordia.

      RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2009-2
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