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   La nostra speranza

Dio ci ha creati per l’immortalità

«La speranza dell’empio è come pula portata dal vento. I giusti, al contrario, vivono sempre, la loro ricompensa è presso il Signore e l’Altissimo ha cura di loro» (Sap 5,14-15).
La vita dell’uomo è vita, una vera vita e per questo non è destinata a perire. La fede degli Ebrei è maturata fino alla sicura speranza che la vita, dopo la morte, non sarà loro tolta: i giusti vivranno per sempre e avranno pure una ricompensa nel Signore. La morte, pertanto, non è creazione di Dio. Dio non si compiace della fine dei viventi.

L’autore del libro della Sapienza conclude così: «L’amore è osservanza delle leggi; il rispetto delle leggi è certezza di incorruttibilità e l’immortalità fa stare vicino a Dio» (Sap 6,18-19). La Speranza che noi abbiamo ricevuto quale dono dello Spirito Santo, ci assicura che il destino dell’uomo oltrepassa la sua esistenza terrena e consiste nella eterna felicità, cioè nell’essere nelle mani di Dio (Sap 3,1; 5,15). Dio non ci ha creato per la morte ma per la vita.

Un altro libro della Bibbia (il 2º dei Maccabei), fa esplodere la fede ebraica nella sicura speranza della risurrezione: «È meglio morire per mano degli uomini, quando si ha la speranza in Dio di essere da lui risuscitati. Per te, dice il piccolo martire al tiranno, non ci sarà risurrezione alla vita» (2 Mac 7,14). Tu mi uccidi, mi abbatti, e Dio mi rialza, mi fa risorgere alla vita. E in un altro passo dello stesso libro viene riconfermata la credenza nell’Aldilà, là dove si parla dell’offerta di sacrifici per i morti (2 Mac 12,38-46).

Preghiamo con il Salmo 26

Rit.: Spero nel Signore, si rinsaldi il mio cuore.

Il Signore è mia luce e mia salvezza: di chi avrò timore? Il Signore è difesa della mia vita: di chi avrò paura? Rit.

Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita, per contemplare la bellezza del Signore. Rit.

Sono certo di contemplare la bontà del Signore nella terra dei viventi e ammirare il suo santuario. Rit.

Che cosa ci dice Gesù

Nei Vangeli non troviamo descrizioni, come vorremmo noi, dell’Aldilà, ma soltanto insegnamenti che servono a regolare la nostra vita per approdare felicemente nell’altra vita.

«Non temere, piccolo gregge, perché è piaciuto al Padre vostro di darvi il Regno» (Lc 12,32). Questo Regno abbraccia la vita presente, una vita fatta di fiducia in Dio e di lavoro e quella futura. «Non datevi pensiero per la vostra vita, di quello che mangerete» (Lc 12,22ss); «Siate pronti, con la cintura ai fianchi e le lucerne accese» (Lc 12,35), Gesù ci invita a guardare al futuro Regno dei Cieli che egli ci presenta con l’immagine del banchetto, dove chi serve è Dio stesso: «Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; egli si cingerà le sue vesti, li farà mettere a tavola e passerà a servirli» (Lc 12,37).

Praticamente siamo invitati a percorrere la stessa strada di Cristo; «se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua» (Lc 9,23), per arrivare là dove egli ha preso possesso del suo Regno di gloria: «Padre, voglio che anche quelli che mi hai dato, siano con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria» (Gv 17,24).

Gli insegnamenti di San Paolo

Con maggiore chiarezza e con un profondo sospiro viene espressa la speranza nell’Aldilà da San Paolo: «Per quanto mi riguarda, il mio sangue sta per essere sparso in libagione ed è giunto il momento di sciogliere le vele. Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti coloro che attendono con amore la sua manifestazione» (2 Tm 4,6-8).

E, scrivendo ai Corinzi, Paolo afferma: «Sappiamo che quando verrà disfatto questo corpo, nostra abitazione sulla terra, riceveremo un’abitazione da Dio, una dimora eterna, non costruita da mani di uomo, nei cieli ... Siamo pieni di fiducia e preferiamo andare in esilio dal corpo e abitare presso il Signore» (2 Cor 5,1-10).

Che cosa vuol dire sperare?

Dunque il nostro guardare all’Aldilà e il nostro vivere nell’Aldiqua è pieno di speranza. Ora ci domandiamo che cosa voglia dire sperare. Qui parliamo della speranza quale dono che ci viene da Dio e quindi di una vera forza divina detta “virtù teologale”. Sperare vuol dire attendere ardentemente; è aspettare con fiducia; è desiderare vivamente; è la sicura certezza di vedere Gesù, di amarlo e di gustarlo per sempre. Tutto ciò supera le forze umane, infatti la virtù della speranza è una virtù infusa, una potenza donata, è dono gratuito di Dio ricevuto nel Battesimo.

Così con la speranza è arrivato per noi, qui e ora, l’eterno “OGGI” di Dio in Gesù Cristo. Ciò che pensavamo fosse futuro e tanto lontano, è diventato presente. La speranza ci dà la possibilità di entrare già ora in possesso del suo proprio oggetto: essere figli di Dio, e lo siamo realmente; essere giustificati, e lo siamo; venire ricostruiti quale santa casa di Dio, ecco, lo Spirito Santo abita nei nostri corpi. Noi siamo salvati, e pertanto la vita eterna è già ora presente in noi, come scrive Paolo ai Romani al capitolo ottavo.
La nostra speranza è possedere Cristo, qui e ora, mentre dobbiamo sentirci impegnati a lavorare per il Regno di Dio, che è in mezzo a noi.

Per il futuro ultimo, l’Aldilà, la nostra speranza ci porta all’incontro definitivo non con qualcosa, ma con Qualcuno: vedere Dio, sentire il suo abbraccio, venire immersi beatamente nella SS. Trinità, fino a quando finalmente il Padre sarà tutto in tutti.
L’Apocalisse ci offre una stupenda descrizione, un vero incanto, così: «Gli eletti vedranno la faccia del Signore e porteranno il suo nome sulla fronte. Non vi sarà più notte e non avranno più bisogno di luce di sole, il Signore Dio li illuminerà e regneranno nei secoli dei secoli» (Ap 22,4-5).

Gesù è la Via, la Verità e la Vita

Gesù è la Via che ci porta a Dio, una via di speranza e di amore: che ci porta all’incontro con Lui a viso aperto.
Gesù è la Verità, la vittoria contro il mondo e il Diavolo: chi segue i suoi insegnamenti non sbaglierà mai.
Gesù è la Vita: egli sta costruendo con noi, qui in terra, il suo Regno di amore e di pace.

Preghiera

Santissimo Soffio d’amore, sveglia il nostro cuore e mettici dentro con forza sogni di meravigliosi incontri.
O Spirito, altissimo dono di Dio ravviva i pensieri e il cuore perché liberi da ogni timore corriamo incontro al nostro Papà.
O dolcissimo Spirito consolatore ravviva in noi sospiri e desideri e si compia la beata speranza di contemplare il volto di Dio.

                                                                                         D. Timoteo Munari sdb


   IMMAGINI:
1 La vita dell’uomo è una vita vera, non destinata a perire.
La speranza del cristiano è giungere a conoscere Dio e vedere il suo volto. 

      RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2009-1
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