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VALDOCCO | VITA LITURGICA: EPIFANIA IL RACCONTO DEI MAGI La visita dei
Magi è conosciuta come Epifania, che significa manifestazione
del Signore. Con il tempo
tale festa ha assunto anche una connotazione missionaria: la
manifestazione di Cristo al mondo Il tema dellAdorazione è diventato in seguito uno dei classici nellarte. Solo due riferimenti tra i tanti. Il primo è il già ricordato sarcofago di Adelfia, dove la scena dei Magi si riscontra due volte: sul coperchio e sotto il clipeo. Qui la Madonna appare seduta in cattedra e tiene in braccio il Bambino, che si protende nellatto di ricevere la corona doro gemmata offerta dal primo dei tre Magi. Laltro è il meraviglioso mosaico di SantA­pollinare Nuovo in Ravenna. Anche in questo caso la data è probabilmente presa da una festività egiziana. Ci narra infatti Epifanio di Salamina ( 403) che in Egitto nella notte tra il 5-6 gennaio si celebrava la nascita del dio Sole Aion dalla vergine Kore e contemporaneamente si celebrava il culto del Nilo. Mito o realtà Diverse volte
in quel giorno la gente mi domanda: «Padre, i re magi sono
veramente esistiti o si tratta di una leggenda?». Riporto solo
la citazione di questultimo: «Un angelo del Signore
si affrettò di andare al paese dei persiani per prevenire
i Re Magi ed ordinare loro di andare ad adorare il bambino appena
nato. Costoro, dopo aver camminato per nove mesi avendo per guida
la stella, giunsero alla meta proprio nel momento in cui Maria
era appena diventata madre. È da I Re Magi erano
tre fratelli: Melchiorre, che regnava sui persiani, poi Baldassare
che regnava sugli indiani, ed il terzo Gaspare che dominava sul
paese degli arabi». Il significato del termine La parola mago che si usa per indicare questi personaggi non va identificata con il significato che oggi gli diamo. Il vocabolo deriva dal greco magoi e sta ad indicare in primo luogo i membri di una casta sacerdotale persiana (in seguito anche babilonese) che si interessava di astronomia e astrologia. Potremo meglio nominarli: studiosi dei fenomeni celesti. Nellantica
tradizione persiana i Magi erano i più fedeli ed intimi
discepoli di Zoroastro e custodi della sua dottrina. Rivestivano
anche un ruolo di primo piano nella religione e vita politica. Il nome generico
di provenienza, Oriente, può indicare diverse regioni. Una terza possibilità
è che i Magi provenivano dalla Media. Questa si basa sullo
storico greco Erodoto secondo il quale i Magi appartenevano ad
una delle sei tribù della Media ed esercitavano molta
importanza a corte. Erano Lepisodio
dettagliato di Matteo, la domanda di Erode sul tempo
del sorgere della stella permettono di interpretare in forma
storica e non allegorica lesistenza dei Magi e lepisodio
della stella. Senza scartare come risposta la possibilità che Matteo ignorasse effettivamente la località precisa di provenienza, rimane sempre da considerare la sua chiara intenzione di privilegiare in questo racconto luniversalità, contro il particolarismo nel quale era rinchiusa lattesa ebraica. Lesattezza geografica, infatti, non sarebbe servita in questo caso allo scopo: la chiamata alla fede sarebbe stata estesa semplicemente ad un altro popolo ben determinato, ma non a tutti». La stella Molto si è
scritto su questa stella. Diverse sono state le ipotesi che possono
riassumersi a tre: una cometa, una stella nova, una
sovrapposizione di satelliti. La Grande Enciclopedia Illustrata della Bibbia sembra propendere per la terza ipotesi, già condivisa a suo tempo da Keplero: «Di tutte le spiegazioni possibili la più probabile rimane quella, in qualche modo accettabile sulle fonti, secondo cui si è trattato di uninsolita posizione di Giove, lantica costellazione regale. Lastronomia antica si è occupata dettagliatamente della sua comparsa in un preciso punto dello zodiaco e lha identificata, sul grande sfondo di una religiosità mitologico-astrale molto diffusa, con la divinità più alta. Essa era importante soprattutto per gli avvenimenti della storia e del mondo, in quanto i movimenti di Saturno erano facilmente calcolabili. Saturno, il pianeta più lontano secondo gli antichi, era il simbolo del dio del tempo Crono e permetteva immediate deduzioni sul corso della storia. Una congiunzione di Giove e di Saturno in una precisa posizione dello zodiaco aveva certamente un significato tutto particolare. La ricerca più recente si lascia condurre dalla fondata convinzione che la triplice congiunzione con Giove e Saturno dellanno 6-7 a.C. ai confini dello zodiaco, al passaggio tra il segno dei Pesci e quello dellAriete, deve aver avuto un enorme valore. Essa risulta importante come una grande congiunzione e, in vista della imminente era del messia (o anche età delloro), mise in allarme lintero mondo antico». Il Prof. Baima Bollone propende per questa possibilità. Si appoggia su conclusioni dellastronomia che sostiene che la sovrapposizione di Giove con Saturno si verifica ogni 179 anni; nel periodo in esame avvenne proprio nel 7 a.C. e per ben tre volte: 29 marzo, 3 ottobre, 4 dicembre nella costellazione dei Pesci, secondo i calcoli di Keplero. «Betlemme si trova a pochi chilometri da Gerusalemme, proprio nella direzione in cui la luce nella costellazione dei Pesci poteva essere percepita da viaggiatori che giungessero da Oriente. Tradizione, documenti archeologici e calcoli astrofisici confermano che fu soltanto, ed esattamente nel 7 a.C. che nei cieli della sponda meridionale del Mediterraneo e in Mesopotamia si verificò un fenomeno luminoso nettamente percepibile con gli stessi caratteri di quello dellepisodio dei Magi». Questipotesi
sembra affascinante; tuttavia diversi biblisti preferiscono seguire
una diversa impostazione. Anche lo studioso Andrés Fernández propende per questa linea: «Altri, infine, sostengono che si trattò di una meteora speciale che non si muoveva secondo le leggi naturali... Dobbiamo preferire la terza ipotesi (questa, dopo quella della congiunzione e di Halley - N.d.A.), lunica soddisfacente. La stella vista in Oriente si presentava con caratteristiche eccezionali; la sua apparizione non si può spiegare in nessun modo come fenomeno comune ed ordinario; resta pertanto esclusa ogni interpretazione puramente naturalistica... I Magi compresero bene che si trattava di qualcosa al di sopra dellordine naturale». Anche «La Sacra Bibbia», a cura del Pontificio Istituto Biblico di Roma nella Nota al brano di Matteo 2, 2, sostiene la stessa opinione: «La stella, veduta dai Magi, secondo lopinione più probabile, dedotta dalle sue caratteristiche, era una meteora straordinaria, formata da Dio espressamente per dare ai popoli il lieto annunzio della nascita del Salvatore». Vitaliano Mattioli Una cosa sembra
certa: nel 1162 si sa che le spoglie dei Magi si trovavano in
Lombardia. Infatti in questa data il Barbarossa teneva molto
alla conservazione di quelle reliquie come garanzia di una particolare
compiacenza e protezione da parte di Dio. Queste reliquie
nel 1164 da Milano sono state trasportate a Colonia in Germania. IMMAGINI: 1 Ladorazione dei Magi, sarcofago cristiano, IV sec. | I Magi erano i membri di una casta sacerdotale persiana che si interessava di astronomia. Erano degli studiosi dei fenomeni celesti e avevano un ruolo di primo piano anche nella vita sociale e politica del loro Paese. 2 I Magi, Chiesa di Orton on the Hill (1180), Warwickshire, Inghilterra. | La festa dellEpifania indica la triplice manifestazione di Cristo al mondo, ma in Occidente si è preferito sottolineare ladorazione dei Magi venuti da Oriente. 3 I Magi portano doni, SantApollinare Nuovo (VI sec.), Ravenna. | La festa dellEpifania proviene probabilmente da unantica tradizione egiziana che celebrava la nascita del Sole Aion nella notte fra il 5 e il 6 di gennaio. 4 La cattedrale di Colonia, in Germania, custodisce le reliquie dei Re Magi da quando vennero trasportate da Milano nel 1164. RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2009-1 | HOME PAGE | HOME PAGE - ITA | FORMAZIONE CRISTIANA | FORMAZIONE MARIANA | INFO VALDOCCO | |