ESCATOLOGIA | I NOVISSIMI | LE
REALTA' ULTIME:
IN CAMMINO VERSO LE REALTA' ULTIME | 4
IL PECCATO
E LA MORTE
Perché
la morte?
Io pongo
oggi davanti a te la vita e il bene, la morte e il male; ti comando
di amare il Signore tuo Dio, di osservare i suoi comandamenti,
perché tu viva. Ma se il tuo cuore si volge indietro e
se tu ti lasci trascinare a prostrarti davanti ad altri dèi,
io vi dichiaro oggi che certo perirete (Dt 30, 15-20).
La morte può venire
dalle mani benefiche di Dio? No, certamente. La morte è
conseguenza del peccato? Sì, secondo la Bibbia. Dice la
Scrittura: «La morte è il prezzo del peccato»
(Rm 6,23). «Se mangerai il frutto dellalbero della
conoscenza del bene e del male, morirai!» (Gn 2,17).
Se vuoi decidere da te stesso ciò che è bene e
ciò che è male per te, tu rinneghi il tuo stato
di creatura e non solo ti ribelli a Dio, ma anche ti stacchi
da lui; allora tu pecchi e peccando muori perché hai abbandonato
la fonte della vita. Infatti chi abbandona la radice della vita
cade nella morte, come il ramo di un albero quando viene tagliato
muore.
Il peccato, dunque, ha generato
la morte fisica: ricordati che sei polvere e in polvere ritornerai.
Ma il peccato ci ha colpiti con una morte ancora peggiore, una
morte senza soluzione: la morte eterna. Incombe sulluomo
questa terribile morte, questo distacco crudele dallalbero
della vita che ha fatto gridare San Paolo (e anche noi con lui
alziamo la voce): «Chi ci libererà da questo corpo
votato alla morte? Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù
Cristo nostro Signore» (Rm 7,24-25). Luomo sente
il bisogno di essere liberato tutto quanto e ciò avviene
per mezzo di Gesù Cristo, il quale, morendo sulla croce,
ha cancellato il peccato e la morte.
Con San Paolo anche noi oggi
possiamo e vogliamo vincere questo orribile pericolo della disfatta
eterna rivolgendoci al nostro Salvatore, sia in vita come in
morte, dicendo di cuore: Signore Gesù, abbi pietà
di me peccatore
La morte
è il prezzo del peccato
Per il peccato di Adamo è
entrata nel mondo la morte: Sei polvere e in polvere ritornerai!
Ma, ciò che è più grave, luomo perde
lamicizia con Dio. Dunque tutti muoiono? Inesorabilmente
la morte corporale colpisce tutti gli uomini. E se quando uno
muore si trova nel peccato mortale allora il suo spirito che
sempre vive, entra in inimicizia con Dio, e vivrà in eterno
in quella stessa inimicizia.
Proprio come dice Dio per mezzo
del profeta: Se osserverai i comandi di Dio tu vivrai e la morte
eterna non ti toccherà. Se invece farai quello che è
male al cospetto dellAltissimo tu sarai vittima della morte
per sempre. Per questo diciamo che il peccato ha prodotto la
morte, quella fisica e quella eterna.
Mentre quelli che operano il
bene non saranno toccati dalla morte eterna, perché la
loro amicizia con Dio sarà la loro vita.
Come possiamo salvarci? Se io compio il bene, mi salvo? La mia
salvezza eterna dipende da me stesso? Ma poiché tutti
gli uomini sono soggetti, senza eccezioni, al peccato e alla
morte, è volontà di Dio che nessuno può
salvarsi da se stesso, ma tutti vengono chiamati alla vita eterna
in Cristo.
Infatti dice la Scrittura: «Per mezzo di un uomo il peccato
venne nel mondo e per mezzo del peccato la morte» (Romani
8,12). Esiste quindi un vincolo tra il peccato e la morte.
Preghiamo
con il Salmo 49
Rit.: Mostraci, Signore, la via della salvezza.
Non ti rimprovero per i tuoi
sacrifici,
i tuoi olocausti mi stanno sempre dinanzi,
non prenderò giovenchi dalla tua casa,
capri dai tuoi recinti. Rit.
Perché vai ripetendo
i miei decreti
e hai sempre in bocca la mia alleanza,
perché detesti la disciplina
e le mie parole te le getti alle spalle?
Hai fatto questo e dovrei tacere? Rit.
Forse credevi chio fossi
come te!
Ti rimprovero: ti pongo innanzi i tuoi peccati.
Chi offre il sacrificio di lode, questi mi onora,
a chi cammina per la retta via
mostrerò la salvezza di Dio. Rit.
Il peccato
distrugge luomo
Il peccato stravolge la propria
vita perché chi vive per se stesso, non vive per il Signore
Dio che è lunica vera vita. Infatti se uno vive
distaccato da Dio, vuol dire che affonda le sue radici nel peccato,
cioè nella morte. Chi vive nel peccato diventa preda dellaffanno,
dellinquietudine e per questo la sua vita diventa un assurdo.
La Scrittura dice: «Cristo è morto per tutti, perché
quelli che vivono non vivano per se stessi ma per lui»
(2 Cor 5,15).
Si tratta di avere il coraggio
di compiere un vero capovolgimento di valori. Tutto quello che
il peccatore (= vivere secondo gli insegnamenti del mondo) riuscirà
a fare e a inventare non potrà mai metterlo in salvo nellaldilà.
La paura della morte nasce
quando uno crede di realizzare felicemente la sua vita cercando
solo di avere, di possedere, di appropriarsi di beni e di godere
e non di essere, di donare, di aprirsi agli altri. Il vuoto che
ci lascia il mondo diventa paura dellaldilà. Hai
paura della morte e la rigetti dai tuoi pensieri; ti ribelli
alla morte e, considerandola un castigo, ti ribelli anche a Dio
quale essere lontano e crudele.
Adamo, per il suo peccato, è causa della morte. Da quel
momento il cammino delluomo sulla terra è segnato
dal peccato e dalla morte, sorte comune di tutti gli uomini.
Lintervento
di Dio Padre
Per fortuna che Dio Padre ha
mandato il suo Figlio per districare questa brutta matassa di
peccato e morte. Egli ha risolto il problema radicalmente addossandosi
il peccato del mondo. Subendo liberamente e con grande amore
la passione e la morte in croce e quindi risorgendo il terzo
giorno, ha riportato la grande vittoria sulla morte e sul peccato
in nostro favore.
Nel suo stendardo egli ha scritto: Chi vorrà salvare la
propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria
vita per me, la salverà. Infatti che giova alluomo
guadagnare il mondo intero, se allontanandosi da Dio rovina se
stesso?
Con il Battesimo il credente
viene inserito in Cristo e così partecipa della sua vittoria
sul peccato e sulla morte. Solo così veniamo sottratti
al potere della morte e del peccato. Per questo la morte non
è propriamente «morte», una sconfitta, una
maledizione, perché mi fa passare da questa vita terrena
alla vita eterna nel cielo.
A me e a voi consiglio un atteggiamento,
che può diventare anche un esercizio e una vera esperienza
di morte sulla stessa nostra pelle. Si tratta dellatteggiamento
di Gesù, il quale dopo di aver sperimentato langoscia
della morte a causa dei nostri peccati, proprio prima di spirare
disse: «Padre, nelle tue mani consegno la mia vita»!
Ascolto
e fiducia in lui
Allora la morte nostra non
sarà conseguenza del peccato, ma sorella nostra morte
corporale. La vita è sempre dono di Dio, compito da svolgere,
servizio da prestare. Solo così la morte segnerà
il luogo della speranza, la casa del Padre, la sala del banchetto,
leterno giorno di festa. È dimostrato infatti che
la morte non è la realtà ultima.
Preghiera
Caro Gesù,
raccontaci qual gioia fu per te
prender carne
nel grembo immacolato e caldo damore
della Vergine,
sposa di Giuseppe della casa di Davide.
Quanto hai sofferto per tutti noi ingiusti e ingrati:
perdono, pietà!
Con te camminiamo nel mondo
per salvare tutti i peccatori che tu ami.
D. Timoteo Munari sdb
IMMAGINI:
1 Cercare linfinito, seguire il
desiderio di pace, affidarsi alla fiducia in Dio sono gli atteggiamenti
che permettono alluomo di elevarsi dai suoi istinti e vivere
nella serenità.