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   IN CAMMINO VERSO LE REALTA' ULTIME | 3

Attualità delle ultime cose

Lo Spirito Santo guida ogni uomo

Dove stiamo andando? Gesù Cristo fu concepito dalla Vergine Maria per opera dello Spirito Santo. Dallo stesso Spirito egli fu guidato lungo tutta la sua vita terrena fino alla morte in croce e alla risurrezione. Così ogni battezzato gode di questo aiuto e allo stesso modo ogni altra creatura umana perché Dio vuole che tutti gli uomini si salvino (1 Tm 2,4).

Lo Spirito Santo infatti ci rammenta quanto ci ha insegnato Gesù e risveglia sempre in tutte le coscienze i comandamenti di Dio, soprattutto quello di amare Dio con tutto il cuore e il prossimo come noi stessi. Egli ci accompagna, ci assiste e ci difende nel cammino terreno e nel passaggio da questa alla vita eterna, per un grande abbraccio con Dio nostro Padre.

Un grande maestro e padre dei giovani, San Giovanni Bosco, non ha mai esitato a parlare loro delle ultime realtà di questa nostra vita. Così egli voleva che i suoi giovani facessero ogni mese, l’esercizio della buona morte, non per spaventarli ma perché vivessero più sereni e liberi. Quel giorno doveva essere un giorno di festa. Per questo a merenda c’era oltre alla pagnottella anche una fetta di salame.
Oggi c’è una cultura di morte

Posso vivere senza pensare che questa mia vita non è eterna qui in terra? Ma anche se io non voglio sentirne parlare e se faccio di tutto per non pensarci, la morte la trovo in ogni pagina del giornale e immancabilmente in tutti i telegiornali come la notizia più importante e sensazionale: ragazze stuprate e uccise, stragi familiari, grappoli di giovani che si schiantano di notte a 200 all’ora, i kamikaze che fanno stragi, senza contare le continue condanne a morte e gli innumerevoli aborti volontari, ecc. ecc.
Oggi la paura invade tutti gli animi. Non siamo più sicuri. Chi si muove di sera da solo? La morte sta alla porta di tutte le case. Anche solo il dubbio che ci sia un aldilà, ognuno di noi dovrebbe vivere in pace con la sua coscienza e con Dio.

Ogni giorno davanti a una chiesa o in un sito apposito, notiamo delle persone che commentano: «È toccato a lui!». Ma non è male se ci diciamo: toccherà anche a me un giorno.
Le tragedie che si susseguono ogni giorno ci vengono raccontate freddamente e descritte fino ai minimi particolari: purtroppo pare che nel mondo sia entrata una vera cultura di morte.

Che dice la Bibbia?

Il profeta Amos così si scaglia contro la falsa sicurezza dei cosiddetti grandi: «Guai agli spensierati che sdraiati sui loro divani, mangiano gli agnelli del gregge, canterellano al suono dell’arpa, bevono il vino in larghe coppe e si ungono con gli unguenti più raffinati, perciò andranno in esilio» (6,1.4-7).
Sono quelli che addizionano sempre: ricchezza su ricchezza, potere su potere, godimento su godimento, ma non pensano che un giorno si troveranno di fronte alla morte.

Gesù raccontandoci la parabola del ricco che gozzovigliava ogni giorno, avverte i ricchi e quanti confidano solo nel denaro, che se si mostrano insensibili di fronte alla miseria dei fratelli rischiano un ‘aldilà’ di tormenti (Lc 16,19-31).

Per noi cristiani il discorso sulle cose ultime assume un’importanza vitale. Infatti il nostro grande desiderio è quello di incontrare Gesù, e pertanto ci teniamo preparati.

Lo Spirito stesso ci copre con la sua ombra e ci mette nel cuore la speranza luminosa di una vita eterna. Allora ognuno di noi potrà dire con l’Apostolo: «Per la mia ardente attesa e la sicura speranza, io non rimarrò confuso. Anzi vivo nella piena fiducia che Cristo sarà glorificato nel mio corpo, sia che io viva sia che io muoia» (Fil 1,20).

Preghiamo con il Salmo 39

Rit.: Beato l’uomo che spera nel Signore.
Ho sperato: ho sperato nel Signore
ed egli su di me si è chinato,
ha dato ascolto al mio grido. Rit.

Mi ha tratto dalla fossa della morte,
dal fango della palude;
i miei piedi ha stabilito sulla roccia,
ha reso sicuri i miei passi. Rit.

Mi ha messo sulla bocca un canto nuovo,
lode al nostro Dio.
Molti vedranno e avranno timore
e confideranno nel Signore. Rit.

La morte per il cristiano

Per l’uomo cristiano l’interrogativo prenderà un’altra forma, questa: «Che cosa sarà di me e del mondo quando Cristo verrà?». Poiché noi anche se parliamo di morte, guardiamo alla vita, e se non ci spaventiamo dello sfacelo del nostro corpo è perché attendiamo la venuta del Signore nella Gloria, e la sua presenza sarà vita per noi.

Con la prima venuta del Signore Gesù tutto è cambiato, noi siamo stati salvati. Ma quando Egli verrà la seconda volta tutto sarà stabilizzato nella beatitudine eterna. Oggi noi viviamo nel tempo che intercorre tra la prima e la seconda venuta del Signore Gesù. Come dobbiamo comportarci? Quando verrà il Signore?

Isaia annuncia la «prima venuta» del Messia quando scrive: «Il suo volto non aveva nulla di umano. Egli è stato ferito per le nostre colpe» (52,14-53,12). E parla della «seconda venuta» in questo modo: «Tutti vedranno la Gloria del Signore, la sua grandezza, la sua potenza» (35,1-10). «Il Signore eliminerà la morte per sempre» (Is 25,6-9).

Daniele non è meno esplicito: «Il suo dominio durerà per sempre. Ecco apparire, sulle nubi del cielo, Uno simile a un figlio di uomo» (7,13).

E Gesù, nel Vangelo, dirà così: «Gli uomini vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi del cielo...» (Mt 24,30-31). «Ma nessuno conosce quel giorno» (Mt 24,36). «Il giorno del Signore verrà come un ladro. Perciò state pronti e vigilate (Mt 24,42ss).

L’incontro con Gesù

Noi stiamo vivendo il periodo dell’attesa della seconda venuta del Signore, e la parola d’ordine è questa: Pregate e siate vigilanti.

Quando l’attesa è piena di speranza, allora la vigilanza non è solo «veglia», ma è desiderio d’incontro, è supplica di un incontro, è un grido che sorprende, gioiosamente, lo stesso Signore. Se lui mi dice «sii vigilante, non dormire», io gli grido «vieni, Signore Gesù, Maranatha». E Lui mi risponderà «Sì, verrò presto» (Ap 22,20). Ed è l’incontro descritto nel Cantico dei Cantici tra lo Sposo e la Sposa.

La vigilanza è l’atteggiamento fondamentale del cristiano, è la base della vita cristiana. Un cristiano che non attende il Signore non è cristiano. Il cristiano attende la venuta di Cristo. Vigilanza vuol dire essere preparati per il Regno, preparati ad accogliere il Signore che viene.

Preghiera

Vieni, Spirito di Dio e scendi su di me,
vieni, tu che procedi dal Padre e dal Figlio
e dimmi: Quale grande amore vi unisce
e che cosa vi aspettate da me?
È l’amore, ma vogliamo anche il tuo.

O dolcissimo Spirito Santo,
tu che consoli e sei fonte di acqua viva,
tu fuoco d’amore che infiammi i cuori,
dimmi: Che debbo fare per essere tuo?
Fatti servo come gli Sposi di Nazaret.

Tu, amabilissimo sollievo dell’anima mia,
tu, che cacci lontano da noi, Satana
dimmi: Che cosa devo fare per glorificare
l’amato Figlio di Dio nostro Padre?
Rinnega te stesso, prendi la croce e seguilo.

                                                                      D. Timoteo Munari sdb


   IMMAGINI:
1  Lo Spirito Santo ci ricorda quanto ha insegnato Gesù. Sostiene e risveglia nei nostri cuori l’amore con cui dobbiamo amare il Padre. Ci accompagna e ci assiste nel nostro cammino terreno e nel passaggio alla vita eterna.



  RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2008 - 6
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