I DONI DELLO SPIRITO SANTO /
LA PIETA' / 2

Ai piedi di Gesù con Maria di Betania

Il Dono della Pietà ci ha guidati nel rendere il giusto e doveroso culto di adorazione all’eterno Dio, creatore e Signore del cielo e della terra.

Ora tentiamo di addentrarci insieme, con l’aiuto dei Vangeli, nel culto di adorazione dovuto all’umanità santissima di Gesù, nella sua Incarnazione, Passione, morte e Risurrezione.

Ci buttiamo ai suoi piedi, lo amiamo e lo ascoltiamo come Maria di Betania e le altre pie donne. È sempre Gesù che ci invita a stare con lui, a partecipare con più profonda conoscenza e amore alla Santa Messa, mistero ineffabile del Corpo e del Sangue del nostro Salvatore.

“Il Maestro è qui e ti chiama” (Gv 11,28). Gesù si interessa di Maria e vuole vederla. L’iniziativa è sua ed è piena di affettuosa attenzione. Essa si alza in fretta ed esce da casa e, visto Gesù, gli si getta ai piedi. Alla sua vista “Gesù scoppiò in pianto” (Gv 11,35). Egli amava assai Lazzaro e le due sorelle.

Qui troviamo gli atti e i gesti essenziali per un incontro di contemplazione: l’invito di Gesù, la sollecitudine di Maria che corre da lui e si getta ai piedi del Maestro, Gesù che si commuove.
Luca ci racconta anche la scena di una tranquilla vita familiare. Una donna di nome Marta accoglie Gesù nella sua casa ed è tutta presa dai molti servigi. Maria, invece, sedutasi ai piedi del Maestro, ascoltava la sua parola (Lc 10,38-48).

Marta si preoccupa per le tante cose da fare, mentre Maria è tutta interiorità ai piedi di Gesù. Marta tenta persino di provocare un intervento del Signore in suo favore: “Non ti curi, Signore, che mia sorella mi ha lasciata sola a servire? Dille che mi aiuti” (Gv 10,40). La risposta di Gesù ci lascia, ancora oggi, molto perplessi e increduli: “Tu ti preoccupi e ti agiti. Una cosa sola è necessaria. Maria ha scelto la parte migliore” (Lc 10,41-42). Costatiamo qui quale sia la preferenza di Dio: è buona tutta l’opera di Marta, ma quella di Maria non è solamente più buona ma migliore in assoluto: “Una cosa sola è necessaria”.

La profezia di Ezechiele (Ez 36,24-28)

Rit.: Io vi prenderò e vi radunerò da ogni terra.

Vi aspergerò con acqua pura
vi purificherò da tutti i vostri idoli;
e sarete purificati.
Rit.

Vi darò un cuore nuovo,
metterò dentro di voi
uno spirito nuovo. Rit.

Toglierò da voi il cuore di pietra
e vi darò un cuore di carne.
Rit.

Porrò il mio Spirito dentro di voi
e vi farò vivere secondo le mie leggi. Rit.

Voi sarete il mio popolo
e io sarò il vostro Dio.
Rit.

L’incontro con Gesù prima della sua Passione

Ed è sempre il Dono della Pietà che ci conduce per mano a seguire Gesù e confortarlo nella sua Passione e morte, come ha fatto con alcune donne.

Giovanni ci narra l’episodio della cena di Gesù a Betania, dove Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. “Maria, allora, presa una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì del profumo dell’unguento” (Gv 12,1ss).

Matteo scrive che mentre Gesù si trovava a Betania in casa di Simone il lebbroso, gli si avvicinò una donna, senza nominarla, con un vaso di alabastro pieno di profumo molto prezioso e glielo versò sul capo (Mt 26,6ss). Marco conferma il luogo e la casa, la donna anonima, il vaso di alabastro pieno di profumo di puro nardo molto prezioso e aggiunge: “ruppe il vasetto” e versò il profumo sul suo capo (Mc 14,3ss).

Questa Maria, queste donne ci sorprendono tutte le volte che compaiono nelle pagine del Vangelo. Un’invitata, si afferma in Giovanni, ma anche una donna qualsiasi, piena di presentimenti per quanto stava per accadere a Gesù: “Gli si avvicinò una donna” (Mt 26,7); “mentre stava a mensa, giunse una donna” (Mc 14,3). Una libbra di olio profumato di vero nardo. Ruppe il vasetto di alabastro. Versò l’aroma sul capo di Gesù e ne cosparse i piedi asciugandoli con i suoi capelli.

Tutta la casa si riempì del profumo dell’unguento. Un incontro, un’esperienza indimenticabile. Nessun particolare va tralasciato. Sono gesti che presagiscono la sepoltura di quel corpo e lo preserva dalla corruzione e ne annunciano la Risurrezione. “Versando questo olio sul mio corpo, lo ha fatto in vista della mia sepoltura” (Mt 26,12);

“Essa ha fatto ciò che era in suo potere ungendo in anticipo il mio corpo per la sepoltura” (Mc 14,8): e Giovanni afferma: “Lasciala fare perché lo conservi per il giorno della mia sepoltura” (Gv 12,7).

Un invito a imitare queste sante donne

Era necessario che le donne si occupassero del corpo del nostro Maestro per preservarlo dalla corruzione, alleviandolo pure con questi gesti premurosi, delicati e così femminili, nei momenti terribili della sua flagellazione, coronazione di spine, crocifissione e morte. Qui troviamo Maria, la sorella di Marta e di Lazzaro, come pure tutte le altre amanti silenziose della passione di Gesù. Poi non le troviamo più.

Non erano tra le donne che seguivano Gesù nella predicazione del Regno, e neppure sul Calvario o, presso il sepolcro, al mattino del terzo giorno per ungere il Corpo del Signore. Costoro hanno già provveduto, con nardo purissimo e lacrime e baci a preservare dalla corruzione il Corpo santissimo del loro Gesù.

E neppure è detto che sia comparso a loro il Signore come alle altre donne. Non ne avevano bisogno: colui che aveva risuscitato Lazzaro, e che aveva accolto con amore l’abbondante unzione del prezioso nardo sul suo corpo, era assai più forte della morte.

Accompagniamo Gesù con il Salmo 21

Rit.: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?

Dio mio, invoco di giorno e non rispondi,
grido di notte e non trovo riposo. Rit.

Eppure tu abiti la santa dimora,
tu, lode di Israele. Rit.
In te hanno sperato i nostri padri,
hanno sperato e tu li hai liberati.
Rit.

A te gridarono e furono salvati,
sperando in te non rimasero delusi. Rit.

Ma io sono verme, non uomo,
infamia degli uomini,
rifiuto del mio popolo.
Rit.

Mi scherniscono quelli che mi vedono,
storcono le labbra, scuotono il capo: Rit.

«Si è affidato al Signore, lui lo scampi;
lo liberi, se è suo amico».
Rit.

L’incontro della peccatrice con Gesù, in Luca

Per descrivere i tratti essenziali della contemplazione, sotto la guida del Dono della Pietà, ci viene in aiuto anche un altro episodio narrato dal solo Luca (7,36-50):

“Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che Gesù si trovava nella casa di Simone il fariseo, venne con un vasetto con olio profumato e fermatasi dietro, si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato”.

Tutti gesti d’amore che commuovono il Signore dal cuore grande e misericordioso.

                                                                Don Timoteo Munari SDB


IMMAGINI:
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 © Elledici / G. Pera / Pregare è entrare in relazione con Dio.
 © Andreas Lothar /  Il desiderio della preghiera è un dono che Dio infonde nel cuore dell’uomo mediante l’azione del Suo Spirito. Per questo parliamo del dono della pietà, perché l’uomo riceve da Dio la disposizione alla preghiera e si apre a Lui in un colloquio d’amore.


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2006 - 6
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