I
VIZI E LE VIRTU' :
INVIDIA E CONCORDIA / 1
La storia di Giuseppe
lEbreo
Il Patriarca Giacobbe amava
Giuseppe più di tutti i suoi figli, perché lo aveva
avuto in vecchiaia, e gli aveva fatto una tunica dalle lunghe
maniche. Per questo i suoi fratelli, lo odiavano e il loro odio
si accese ancor più quando Giuseppe raccontò loro
e ai suoi genitori i suoi sogni. Noi stavamo legando i
covoni in mezzo alla campagna, quandecco il mio covone
si alzò e restò diritto e i vostri covoni vennero
intorno e si prostrarono davanti al mio. E ancora: Ho
fatto un sogno: il sole, la luna e undici stelle si prostravano
davanti a me.
Un giorno Giacobbe disse a Giuseppe: Sai che i tuoi fratelli
sono al pascolo a Sichem? Va a vedere come stanno.
Il ragazzo andò. Ma quando essi lo videro complottarono
di farlo morire: Ecco, il sognatore arriva! Orsù,
uccidiamolo e gettiamolo in qualche cisterna! Poi diremo: Una
bestia feroce lha divorato! Così vedremo che ne
sarà dei suoi sogni!. Quando Giuseppe fu arrivato,
i suoi fratelli lo spogliarono e lo gettarono in una cisterna
vuota, senzacqua. Poi sedettero per prendere cibo. Passavano
in quel momento alcuni mercanti ed essi tirarono su Giuseppe
dalla cisterna e per venti sicli dargento lo vendettero
agli Ismaeliti.
Così Giuseppe fu condotto in Egitto. Poi presero la tunica
del fratello, scannarono un capro e lintinsero nel sangue.
Quindi la fecero pervenire al padre con queste parole: Labbiamo
trovata; riscontra se è o no la tunica di tuo figlio.
E il padre suo lo pianse (cf Genesi 37).
Preghiamo
con il Salmo 13
Rit.: Sei tu, Signore,
il mio rifugio.
Lo stolto pensa:
Non cè Dio.
Sono corrotti, fanno cose abominevoli:
nessuno più agisce bene. Rit.
Il Signore
dal cielo si china sugli uomini
per vedere se esista un saggio:
se cè uno che cerchi Dio. Rit.
Non comprendono
nulla tutti i malvagi,
che divorano il mio popolo come il pane.
Non invocano Dio: tremeranno di spavento. Rit.
Dio è
con la stirpe del giusto,
il Signore è il suo rifugio.
Da Sion viene la salvezza dIsraele! Rit.
In che
consiste il vizio capitale dellinvidia
Linvidia consiste in
un sentimento di profondo rammarico che investe una persona nel
vedere, o anche solo nel sapere, che un altro è più
fortunato, più bravo e più capace di lui: perché
il suo successo negli affari è grande, perché è
felice, perché la sua carriera è brillante, perché
ogni cosa gli va a gonfie vele, anche la salute e la famiglia.
Ciò può investire il mio cuore e la mia mente per
qualche momento e questo non ci deve impressionare, ma quando
il rammarico si impadronisce di tutto me stesso, tanto da diventare
un disappunto astioso e pieno di bile che può sfociare
in qualche azione o comportamento non corretto, allora diventa
vizio capitale, con strascico di gelosie, rivalità, dispetti
e livori. Tutta la persona viene contaminata e uno rischia anche
di rovinarsi la salute.
Il desiderio di poter avere anche noi il bene degli altri e la
loro fortuna, è disdicevole soltanto quando il successo
altrui lo consideriamo un male per noi, quando appunto consideriamo
il bene degli altri quale diminuzione della nostra gloria e della
nostra superiorità. Allora il cuore si rattrista, sente
che ci viene rubata la stima che ci è dovuta, le nostre
parole e i gesti diventano vivaci, senza ritegno, e tutto ci
crea una malinconia infinita.
Il nostro io, il nostro orgoglio, sono feriti mortalmente. Il
mio cuore diventa una fontana che butta in abbondanza odio, maldicenze,
mormorazioni, giudizi avventati e perversi.
Che cosa
ci dice la Bibbia
Un cuore tranquillo è
la vita di tutto il corpo, linvidia è la carie delle
ossa (Pr 14,30).
Dio ha creato luomo per limmortalità,
ma la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo
(Sap 2,23-24).
Pilato sapeva che i sommi sacerdoti gli avevano consegnato
Gesù per invidia (Mc 15,10).
È chiaro che i mali dello spirito vengono perché
non ascoltiamo il nostro Gesù. Dice infatti la Bibbia:
che se uno non segue la sana parola, costui è accecato
dallorgoglio, è preso dalla febbre di cavilli, e
da ciò nascono le invidie, i litigi, le maldicenze, i
sospetti cattivi (1 Tm 6,4).
Come si
camuffa linvidia
Non è cosa rara che
linvidia si presenti come zelo per le cose di Dio. Si tratta
di un falso zelo e ciò ci deve far riflettere. Infatti
quelli stessi che ardono dinvidia per il bene che altri
compiono, pensano e si convincono di agire soltanto loro per
la gloria di Dio. Questo succedeva anche nei primi anni della
Chiesa e non solo allora. Sappiamo che non sono esenti le comunità
religiose e i movimenti. Ecco alcuni esempi.
Molti miracoli e prodigi avvenivano tra il popolo per opera degli
apostoli, e andava crescendo il numero di coloro che credevano
nel Signore, fino al punto che portavano gli ammalati nelle piazze
quando passava Pietro, perché anche solo la sua ombra
coprisse qualcuno di loro e venisse guarito. Allora il sommo
sacerdote e i suoi aderenti, pieni di gelosia e di invidia misero
le mani sugli apostoli e li gettarono in prigione (cf At 5,12ss).
Un giorno ad Antiochia di Pisidia, dopo il grande discorso che
Paolo tenne nella Sinagoga, molti Giudei e proseliti credenti
in Dio seguirono Paolo e Barnaba. Il sabato seguente quasi tutta
la città si radunò per ascoltare la Parola di Dio.
Quando i Giudei videro quella moltitudine furono pieni di gelosia
e contraddicevano le affermazioni di Paolo. Ma lapostolo
vista la loro ostinazione disse: A questo punto ci rivolgiamo
ai pagani. Fu allora che i Giudei sobillarono le donne pie e
i notabili della città e suscitarono una persecuzione
contro Paolo e Barnaba (cf At 13,12ss).
Può, dunque, succedere che lardore di zelo per il
Signore diventi, in pratica, vera gelosia, una sporca invidia
che sfocia in contese che minacciano la vita di una comunità
ecclesiale.
Dice San Giacomo: Dove cè invidia e ambizione
egoistica, là cè disordine e ogni azione
cattiva (Gc 3,16). E San Paolo scrivendo ai Corinti afferma:
Quando cè tra voi invidia e discordia, non
appartenete forse al mondo? Quando uno dice: Io sono di Paolo,
e laltro: Io sono di Apollo, non vi dimostrate semplicemente
uomini? (1 Cor 3,3ss). Si devono fuggire come la peste:
contese, invidie, animosità, dissensi, maldicenze, insinuazioni,
superbie, litigi, gelosie, insubordinazioni, al contrario dobbiamo
rivestirci del Signore nostro Gesù Cristo.
Preghiamo con il Salmo
54
Rit.: Porgi lorecchio,
Dio, alla mia preghiera.
Non respingere
la mia supplica;
dammi ascolto e rispondimi,
mi agito nel mio lamento,
sono sconvolto al grido del nemico. Rit.
Chi mi darà
ali come di colomba,
per volare e trovare riposo?
Io invoco Dio e il Signore mi salva. Rit.
Di sera, al
mattino, a mezzogiorno
mi lamento e sospiro ed egli ascolta la mia voce;
mi salva, mi dà pace. Rit.
Don Timoteo Munari
SDB
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2004-9
VISITA Nr. 