I VIZI E LE VIRTU':
GOLA
E SOBRIETA' / 2
Mangerai il pane con
il sudore della fronte
Colui che segue Gesù
Cristo è capace di vivere sobriamente perché la
sua casa è costruita sulla roccia: egli fa conto sul frutto
del suo lavoro, ringrazia sempre la Provvidenza divina e sa pensare
anche ai più bisognosi.
Il mangiare e il bere sono due momenti assolutamente necessari
per la vita delluomo in questa terra. E la terra, per la
volontà di Dio e per il lavoro delluomo, è
pronta a dare il nutrimento ad ogni creatura vivente: agli uomini,
ai pesci dei mari e dei fiumi, agli uccelli dellaria, al
bestiame dei monti e delle praterie, agli alberi dei boschi e
dei frutteti e a tutte le verdure degli orti e dei campi.
Lordine che Dio ha dato alluomo è questo:
Con il sudore del tuo volto mangerai il pane (Gn
3,19). E a commento di questordine, San Paolo, per quelli
che non hanno voglia di lavorare, scrive: Chi non vuol
lavorare neppure mangi (2 Ts 3,10).
Purtroppo non sempre tutti hanno un lavoro tale da mantenere
se stessi e la loro famiglia. Questo è un grave problema
che i governanti delle nazioni devono affrontare e risolvere
nellambito della propria nazione. E le nazioni ricche devono
prendersi carico di quelle povere, dove tanti bambini e donne
muoiono di fame.
Come Gesù
risolve il problema
Beato chi confida nel Signore.
Beati quelli che custodiscono la parola di Dio in cuore buono
e sincero.
Un giorno, il Signore Gesù si trovava a predicare in aperta
campagna, lontano da città e villaggi, attorniato da migliaia
di persone affamate della sua parola e con le scorte di cibo
già tutte esaurite. Allora il Maestro disse ai suoi discepoli:
Provvedete voi a sfamare tutta questa gente, ma poi
ci pensò lui stesso e moltiplicò pane e companatico
per cinquemila uomini (Lc 9,10.17).
Il Signore vuole che luomo non pensi solo a se stesso ma
anche al suo prossimo che si trova nel bisogno.
Nel Padre nostro, Gesù ci insegna a pregare
così: Dacci oggi il nostro pane quotidiano
(Mt 6,11). Ci rivolgiamo ad un Padre che non è mio ma
nostro, di tutti, e gli chiediamo non un pane mio, ma nostro,
perché il cibo appartiene a tutte le creature. La terra
dà il suo frutto abbondante per sostentare tutte le creature.
Non solo. Chiedendo il nostro pane quotidiano, il Padre ci impegna
a preoccuparci del prossimo bisognoso, vicino o lontano, secondo
le nostre proprie possibilità.
Preghiamo
con il Salmo 146
Rit.: Il
Signore si compiace di chi lo ama.
Lodate il Signore: è
bello cantare al nostro Dio, dolce è lodarlo come a lui
conviene. Rit.
Il Signore risana i cuori affranti e fascia le loro ferite. Il
Signore sostiene gli umili ma abbassa fino a terra gli empi.
Rit.
Egli conta il numero delle stelle e chiama ciascuna per nome.
Grande è il Signore, onnipotente, la sua sapienza non
ha confini. Rit.
Egli copre il cielo di nubi, prepara la pioggia per la terra,
fa germogliare lerba sui monti. Provvede il cibo al bestiame,
ai piccoli del corvo che gridano a lui. Rit.
Gli insegnamenti
del Vangelo
Il Vangelo è ricco di
ammaestramenti che riguardano il tema del nutrimento. Per
la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete,
e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete: la
vita forse non vale più del cibo e il corpo più
del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né
mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro
celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro?
(Mt 6,25ss).
Non state con lanimo in ansia per quello che mangerete
e berrete. Di queste cose si preoccupa la gente del mondo. Il
Padre vostro sa che ne avete bisogno. Cercate piuttosto il Regno
di Dio e queste cose vi saranno date in aggiunta (cf Lc
12,39ss).
Lavorare per il Regno di Dio (venga il tuo Regno, recitiamo nel
Padre nostro), vuol dire testimoniare lamore di Dio a coloro
che lo cercano. Vuol dire ascoltare la voce di chi grida: dateci
pane, dateci acqua. Ascoltiamo Gesù che ci dirà:
Venite benedetti dal Padre mio, prendete possesso del Regno preparato
per voi fin dalle origini del mondo, perché ho avuto fame
e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete, e mi avete dato da
bere (Mt 25,35).
Che significa, dunque, vivere sobriamente?
La sobrietà nel mangiare e nel bere aiuta assai lo sviluppo
armonico del corpo e dello spirito e fa pensare seriamente che
non di solo pane vive luomo ma di ogni parola che esce
dalla bocca di Dio. Così ha risposto Gesù al diavolo
che lo tentava: Di che queste pietre diventino pane
(Mt 4,1-4). Quanta gente fa sacrifici enormi per mantenere la
linea, per fare sport, per obbedire ai medici. Per la salute
fisica si fa questo e altro ancora. Don Bosco consigliava ai
suoi salesiani di alzarsi da tavola con ancora un po di
appetito, per essere pronti al proprio lavoro e per avere la
mente serena e libera.
Laggettivo sobrio significa propriamente non
ebbro. Affermiamo che una persona è sobria quando
è moderata nel mangiare e nel bere, quando sa limitarsi
al necessario e a quanto è sufficiente per vivere e per
far fronte ai propri doveri di lavoro e di famiglia, senza indulgere
a ogni eccesso di qualità e di quantità.
Preghiamo
con il Salmo 22
Rit.: Il Signore è
il mio pastore: non manco di nulla.
Il Signore
è il mio pastore: non manco di nulla su pascoli erbosi
mi fa riposare ad acque tranquille mi conduce. Rit.
Se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male,
perché tu sei con me. Il tuo bastone mi dà sicurezza.
Rit.
Felicità e grazia mi saranno compagne tutti i giorni della
mia vita, e abiterò nella casa del Signore per lunghissimi
anni. Rit.
Don Timoteo Munari
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2004-8
VISITA Nr. 