I VIZI E LE VIRTU':
IRA E MITEZZA / 2

La “verità” è questa: Dio è amore, lo afferma a chiare lettere San Giovanni. Proprio perché è amore, Dio ha tanto amato gli uomini da dare a loro il suo Figlio perché si incarnasse. E il Figlio ha tanto amato gli uomini da offrire se stesso sulla croce come vittima di espiazione per i nostri peccati (cf 1 Gv 4,7-10). E ciò che è molto importante per noi cristiani è questo: non solo Gesù ci ha comandato di amare ma ci ha anche donato, per mezzo del suo Spirito, l’amore stesso, per cui anche noi possiamo liberamente amare e perdonare sempre fino alla morte come hanno fatto molti cristiani e cristiane.
Amore, dunque, e misericordia contro ogni odio e ira, stanno alla base della “mitezza” come ci viene insegnata da Gesù e praticata dallo stesso nostro Salvatore.
L’invito accorato che Gesù rivolge a tutti i suoi amici è questo: “Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero” (Mt 11,28-30).
Egli vuole ristorarci perché conosce quali affanni riempiono il nostro spirito. Per essere consolati è necessario non solo rivolgerci a Lui, pregarlo con fede, ma di più ancora, andare a Lui, rifugiarci in Lui per poterci comportare come Lui.
Non ci sembri duro, fratelli e sorelle, prendere su di noi il suo giogo: pensiamo alla sua croce. Quando vogliamo noi portare il giogo della vita e tutto ciò che essa ci riserva, allora non ce la faremo mai. Ci conviene sempre prendere il giogo di Gesù, cioè fare la sua volontà, lui da una parte e noi dall’altra, allora ci accorgeremo che il suo giogo è dolce e il suo carico leggero. La mitezza e l’umiltà sono la chiave maestra per trovare un po’ di ristoro e di gioia in questa vita.

Preghiamo con il Salmo 36

Rit.: Io spero nel Signore mio Dio.

Ancora un poco e l’empio scompare, cerchi il suo posto e più non lo trovi. I miti invece possederanno la terra e godranno di una grande pace. Rit.

L’empio trama contro il giusto, contro di lui digrigna i denti. Ma il Signore ride dell’empio, la sua spada raggiungerà il suo cuore. Rit.

Il Signore fa sicuri i passi dell’uomo e segue con amore il suo cammino. Se cade, non rimane a terra, perché il Signore lo tiene per mano. Rit.

La mitezza è la via che ci porta al Padre

Facciamo scendere nel profondo del nostro cuore questo colloquio di Gesù con il Padre: “Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare” (Mt 11,25-27).
Quando saremo umili e miti di cuore saremo anche “i piccoli” ai quali il Padre vuole rivelare le cose più segrete e nascoste che riguardano proprio Lui e i suoi progetti d’amore. Anche se sapienti e intelligenti delle cose di questa terra, facciamoci miti, umili, piccoli quali veri figli, perché il Padre ci accolga e con il suo Santo Spirito ci riempia della sapienza divina. A te, Gesù, chiediamo di farci conoscere il Padre tuo.

Preghiamo con le beatitudini

Beati quelli che sono poveri in spirito:
è loro il Regno dei cieli.

Nell’Ultima Cena tu, Gesù, sei rimasto con niente e pertanto, non avendo proprio più nulla da dare ai tuoi amici, con la mitezza di un agnello, hai donato loro il tuo corpo come cibo e il tuo sangue come bevanda, e non solo a loro ma a tutti i cristiani che nei secoli celebrano l’Eucaristia.

Beati quelli che sono nel pianto:
saranno consolati.

Vedendo un giorno una donna in pianto per il suo unico figlio morto, tu, Gesù, dal grande cuore mite, la fermi, ne raccogli le lacrime e le ridoni il figlio. I momenti per consolarti nelle persone afflitte e desolate, li troviamo anche noi ogni giorno sulla nostra strada.

Beati quelli che sono miti:
avranno la terra in eredità.

Tu stesso, Gesù, ti sei definito come l’uomo dal cuore mite e umile e lo hai dimostrato nella tua passione e morte: non ti sei ribellato, non hai colpito nessuno con la tua potenza. E così anche oggi ti mostri a noi mite e benigno: non cacci via nessuno, anzi apri le braccia a ogni incallito peccatore, lo ami e lo perdoni.

Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia:
saranno saziati.

Gesù, c’è bisogno di una grande purificazione per tutta la terra e per tutti i tempi. Ci domandiamo sempre dov’è di casa la giustizia? Se getto via da me ogni odio e irascibilità allora tu stesso edificherai nel mio cuore pace vera e giustizia autentica, per abbattere i muri che dividono i popoli, le persone e le famiglie.

Beati quelli che hanno misericordia:
essi troveranno misericordia.

Tu, Gesù, cuore mite e innocente, dalla croce sulla quale sei stato appeso ingiustamente, non hai voluto vendetta, ma rivolto al Padre tuo, l’hai supplicato: “Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno”, e Lui ti ha accolto di slancio nel Suo grembo. Questa è la via che tu hai tracciato per noi oggi.

Beati quelli che hanno un cuore puro:
essi vedranno Dio.

Di fronte ai peccatori e a quelli che ti insultavano, non ti sei adirato: un cuore puro come il tuo non poteva cacciarli via, in essi tu vedevi il volto del Padre, ed è per questo che tu ci ripeti: “Imparate da me che sono mite e umile di cuore”. I puri hanno sempre il cuore e gli occhi rivolti a Dio.

Beati quelli che portano pace:
saranno chiamati figli di Dio.

La pace, un bene prezioso e assolutamente necessario, ma anche un’impresa difficile, angosciante e piena di incognite, che dura da millenni, e che tu, Gesù, e la tua Chiesa vi siete fortemente impegnati, e lo siamo tutti, a portarla, fino a non farcela quasi più, a questi uomini così cocciuti e irretiti dal proprio egoismo.

Beati quelli che sono perseguitati per la giustizia: è loro il Regno dei cieli.

Come Agnello senza macchia sei stato condotto al macello, per scontare i nostri peccati, o dolcissimo Gesù. Non sarà una novità se anche noi saremo perseguitati come cristiani, o se avremo tribolazioni di vario genere lungo l’arco della vita: saranno i momenti in cui potremo dirci beati e rallegrarci con cuore semplice e puro.

                                                                                    Don Timoteo Munari


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2004-5
 VISITA Nr.