I
VIZI E LE VIRTU': INVIDIA E CONCORDIA/2 In cosa consiste la
virtù della concordia
Linvidia divide, la concordia
unisce. Infatti, la concordia non è altro che la conformità
e lidentità assoluta nel pensare e nel sentire,
nel giudicare e nellagire.
Unità, dunque, danimo e di cuore nellaffrontare
in piena libertà una missione che ci è stata affidata,
o che ci siamo presi noi stessi, con laiuto di Dio, in
compagnia con altri, e che richiede lealtà, forza e coraggio.
Limportanza dello stare insieme, luno con laltro,
e non solo fisicamente, ma con chiari intenti per portare avanti
una missione, nellaiuto reciproco, nella stima vicendevole,
nellamore cuore a cuore, nel curare anche le piccole cose.
Qui sta la concordia, nemica assoluta dellinvidia e di
tutte le sue figlie.
San Paolo arriva a dire: Abbiate in voi gli stessi sentimenti
che furono in Gesù Cristo (Fil 2,5-11). In tutto
ciò cè un perché? al quale
ogni cristiano deve rispondere non con le parole ma con la vita.
Il Padre ha dato al mondo il suo Figlio unigenito, perché
chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna.
Gesù, il Figlio di Dio, ha voluto essere innalzato sulla
croce, perché chiunque crede in lui abbia la vita
eterna (Gv 3,15-16). Gesù non solo sapeva che bisognava
seguire quella strada, ma liberamente laffrontò
con coraggio.
Questi sono i sentimenti, gli intenti, che ogni cristiano deve
avere, fino alla croce, per superare tutte le avversità,
i contrasti, le gelosie, le superbie, che inevitabilmente, a
motivo dellorgoglio umano, sorgono in ogni comunità
e gruppo al servizio di Dio e del prossimo.
Limpegno di proclamare Gesù Cristo, la voglia di
conoscerlo profondamente, sperimentando la sua amorosa presenza,
la certezza dessere suoi testimoni, in mezzo ad un mondo
che gli è nemico, la volontà sincera di rinnegare
noi stessi e damare senza riserve, tutto ciò esige
categoricamente un cuore solo e unanima sola: Erano
assidui e concordi nella preghiera (At 1,14).
Erano fedeli e assidui nellascoltare linsegnamento
degli Apostoli e nellunione fraterna, nella frazione del
pane e nelle preghiere. Una vera, grande ed esaltante unanimità
nel lodare ad una sola voce (cf At 2,42ss).
È lo stesso San Paolo che chiede ai primi cristiani di
Roma di pensare e agire con un cuore solo e una sola voce per
annunciare il Vangelo, concordi nel servizio fraterno in seno
alla Chiesa, rivestiti del coraggio e dei sentimenti che furono
in Gesù Cristo (Fil 2,6).
Preghiamo
con San Paolo (Fil 2,6ss)
Rit.: Gesù,
fa che abbiamo i tuoi stessi sentimenti.
Tu, pur essendo
di natura divina,
non hai considerato un tesoro geloso
la tua uguaglianza con Dio; Rit.
Gesù, hai spogliato
te stesso,
assumendo la condizione di servo
e divenendo simile a noi uomini. Rit.
Apparso in
forma umana, ti sei umiliato,
facendoti obbediente fino alla morte
e alla morte di croce. Rit.
Lunità e la concordia
e lamore sono la terra santa e fertile nella quale il Padre
comune ha piantato la Chiesa, corpo del suo Figlio, sono la pietra
angolare che è il Cristo stesso, sulla quale la Chiesa
vive e dona vita, si muove e si riposa.
Alla concordia
si deve affiancare la stima reciproca
La concordia, come virtù
contraria allinvidia, acquista un grande pregio e si fa
imbattibile quando le persone che compongono la comunità
si rivestono, vicendevolmente, di stima. Per stima sintende
il giudizio favorevole, lopinione lodevole, la considerazione
positiva che uno ha di una persona, sia delle qualità
morali che delle capacità per assolvere un impegno di
una certa importanza.
Praticamente stimare vuol dire dar valore, onorare, amare, nel
modo che dice San Paolo quando scrive ai Romani: La carità
non abbia finzioni, fuggite il male con orrore, attaccatevi al
bene, amatevi gli uni gli altri con affetto fraterno, gareggiate
nello stimarvi a vicenda (Rm 12,9-10).
È la vetta dellamore questo gareggiare nello stimarci
a vicenda, poiché uno entra davvero nella stessa sfera
dellamore di Dio.
San Paolo insiste su questo comando scrivendo ai Filippesi: Non
fate nulla per spirito di rivalità o per vanagloria. Ma
ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri
superiori a se stesso (Fil 2,3).
Il cristiano deve ricordarsi che la stima è dovuta ad
ogni uomo in quanto tale, e molto di più se consideriamo
che è stato creato ad immagine di Dio e redento dallo
stesso Figlio di Dio, il Signore nostro Gesù Cristo, che
è morto e risorto per farci creature nuove. In ogni assemblea
ecclesiale, in ogni gruppo e aggregazione di credenti, deve spiccare
questa realtà: ognuno è immagine di Dio. Ogni creatura
umana è un soggetto dapprezzamento, stima, considerazione,
fama. Tutti valgono, tutti sono creature pregiate davanti a Dio,
perché Egli tutti vuole salvare.
Con tutto questo sappiamo che non tutti sono fatti per un dato
incarico di una certa responsabilità nelle varie comunità.
In questi casi ci vuole preghiera, buon senso, discernimento,
umiltà, e chi presiede non si consideri di essere sempre
lui lunico capace.
La concordia
ci aiuta a vivere
Due pensieri devono dominare
la nostra vita di comunità. Primo: combattere con tutte
le forze le invidie, le gelosie, le maldicenze, i sotterfugi.
Secondo: incidere a fuoco nel nostro cuore le parole di San Paolo
scritte a Timoteo: Dio vuole che tutti gli uomini siano
salvi e arrivino alla conoscenza della verità (1
Tm 2,4). Noi siamo Chiesa, Corpo di Cristo. Non siamo isole,
viviamo in comunità, noi chiamati da Dio e da Dio inviati
a testimoniare Gesù Cristo, quale unico Salvatore del
mondo, come singoli e come comunità. San Paolo loda espressamente
lo zelo missionario che cerca di attirare gli altri con il proprio
comportamento: È bello avere un interesse vivo per
il bene, sempre, figli miei, per i quali soffro di nuovo le doglie
del parto, fino a che Cristo non sia formato in voi (Gal
4,18).
Rit.: O Padre, nel
nome di Gesù, donaci lo Spirito Santo.
Donaci il coraggio
di aspirare concordemente
e di lavorare con sincerità per lunità dei
cuori. Rit.
Donaci sollecitudine zelante
e discreta
nellascoltare e aiutare quanti ci cercano. Rit.
Donaci diligenza
fedele e oculata
per una piena dedizione vicendevole. Rit.
Dona umiltà e spirito
di servizio
a coloro
che hanno incarichi nelle comunità. Rit.
Donaci un cuore
puro e gioioso
Perché il nostro esempio diventi contagioso. Rit.
Don Timoteo Munari RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2004-10 VISITA Nr. 
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