I
DONI DELLO SPIRITO SANTO:
IL DONO DELL'INTELLETTO / 1
O Spirito Santo, Spirito dei doni preziosissimi
di Dio, effondi su di noi abbondantemente il dono dellintelletto
accompagnato dalla sapienza e, naturalmente, anche tutti gli
altri doni, poiché di tutti sempre abbiamo bisogno, perché
possiamo penetrare con intelligenza, contemplare con sapienza
e accogliere con amore, e senza perché né ma, il
bellissimo progetto che il Padre ha voluto realizzare per noi
uomini fin dagli inizi della creazione.
A ogni brezza
del mattino, tu, o Signore nostro Dio, come un buon Papà,
passeggiavi nel giardino del Paradiso terrestre che ci avevi
preparato e così ti incontravi e conversavi con noi. Quellalbero
proibito ci ha incantati. Sarete come Dio!, risuonava
la voce del tuo nemico. Il nostro orgoglio ci ha inebriati. Bastiamo
da noi soli! E il nostro grido si è spento e ci siamo
trovati nudi, senza il nostro Dio. Tutto è crollato, siamo
piombati nel nulla! Eccoci qua, ancora oggi, con in mano e in
gola il frutto della ribellione!
E Dio, come un buon Padre,
è venuto in cerca di noi e ha maledetto Satana, il serpente
antico: «Io porrò inimicizia tra te e la donna,
tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà
la testa e tu le insidierai il calcagno» (Genesi 1-3).
E il Salvatore è venuto, si è fatto uomo come noi
nascendo da una donna, la Vergine Maria. Morendo in croce ha
debellato il peccato e la morte e il serpente antico, e ha proclamato
la Risurrezione. Ora egli vive e cammina con noi.
In che consiste
il dono dellintelletto
«Padre, voglio che dove
sono io siano anche quelli che tu mi hai dato, perché
vedano la gloria che tu mi hai dato. Il mondo non ti ha conosciuto
ma io ti ho conosciuto ed essi sanno che tu mi hai mandato. Io
ti ho fatto conoscere a loro e ti farò conoscere ancora»
(Gv 17,24-26).
Il dono dellIntelletto viene in aiuto e porta alla perfezione
la virtù della fede. Non ci scopre il mistero ma ci dà
una penetrante intuizione delle verità che Gesù
ci ha rivelato. Dio non ci inganna. Ci fidiamo della sua parola
e anche se le verità rimangono oscure noi sappiamo che
sono saldi i motivi per cui crediamo. «Ti ho fatto conoscere
a loro e ti farò conoscere ancora». Con lintelletto
la fede penetra più profondamente nel mistero, perché
viene quasi purificata, perfezionata, rinvigorita, si potrebbe
dire che vede con occhi estatici.
«Voglio
che dove sono io, siano anche loro, perché vedano la gloria
che mi hai dato». Lo Spirito Santo ci fa leggere tra le
righe che cosa vuole dirci Dio negli avvenimenti della Bibbia.
Come per un istinto infuso siamo portati a intuire le cose di
Dio: la sua bontà piena di misericordia e di sollecitudine
coraggiosa.
Il dono dellintelletto
lascia nellanima una sicurezza assoluta:
«Lamore
che hai per me sarà in loro, e anchio sarò
in loro».
Si tratta di una esperienza
chiara e intima, per cui locchio dello spirito può
vedere Dio. La fede lascia via libera allamore, lintelletto
allintuizione, locchio del corpo e dellintelligenza
si spegne e lascia il posto alla luce pura e calda.
Non dobbiamo trascurare lo studio delle verità rivelate
(il Catechismo della Chiesa Cattolica ci dà un ottimo
aiuto), ma da solo non basta per penetrare e gustare i misteri
della fede. Per ottenere questo bisogna pregare e diventare poveri
di fronte a Dio per essere istruiti solo dallo Spirito del Padre
e del Figlio. «Chiunque ascolta Dio Padre ed è istruito
da lui si avvicina a me con fede», dice Gesù (Gv
11,45).
Questo è il momento di indagare e contemplare.
Preghiamo come ha
pregato Gesù (Lc 10,21-22)
Rit.: Nella tua bontà
fa risplendere il tuo volto.
Ti benedico,
o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto
nascoste queste cose ai sapienti e
agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Rit.
Sì, o Padre, perché così è piaciuto
a te. Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce
il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non
il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare. Rit.
Beati gli occhi
che vedono ciò che voi vedete. Vi dico che molti profeti
e re hanno desiderato vedere ciò che voi vedete, ma non
lo videro, e udire ciò che voi udite, ma non ludirono.
Rit.
Quando invocare
il dono dellintelletto?
In alcuni momenti particolari
della nostra giornata è importante anzi necessario prendere
la buona abitudine di invocare
dallo
Spirito Santo i suoi doni, e in modo speciale il dono dellintelletto.
Per esempio quando mi propongo di andare a Messa, oppure di farvi
una breve visita. Si rischia sovente di entrarvi con mille pensieri
e distrazioni, di passare da un altare allaltro, oppure
di guardare se cè la tal persona, senza renderci
conto che prima di tutto devo rivolgermi allaltare maggiore
dove si trova il tabernacolo del Santissimo Sacramento.
È Gesù
colui che tutto può, i santi e anche la Beatissima Vergine
Maria sono potenti intercessori, ma vengono dopo. Prima devo
credere e sentire che Gesù è realmente presente
nellEucaristia e questo non è una cosa di poco conto.
Con laiuto
dello Spirito Santo mi incontro con Gesù, parlo con lui,
lo adoro, lo ringrazio, lo lodo e benedico, si tratta di una
azione che possiamo definire divina. Io guardo lui, lui guarda
me. Io ascolto lui, lui ascolta me.
«Chi fa la volontà
del Padre mio, è mio fratello, mia sorella e madre»,
a questa intimità, stupore e meraviglia, possiamo arrivare
davanti al tabernacolo.
Penetrare e gustare la Sacra Scrittura, è sempre un dono
anche dopo che si sono fatti studi profondi e vasti. «Gesù
aprì agli apostoli lintelligenza, perché
intendessero le Scritture» (Lc 24,45). Questo dono è
utilissimo perché squarcia le tenebre della nostra mente
come farebbe un lampo nella notte profonda, quando ci mettiamo
a considerare, per esempio, il Battesimo nei suoi segni sensibili,
nei simboli della nostra morte al peccato, nel seppellimento
e nella Risurrezione con Cristo. E tutta la liturgia ha bisogno
di intuizione.
Infine possiamo affermare che
il dono dellintelletto è la via che conduce alla
contemplazione. È una via penetrante e intuitiva, delle
verità e di Dio stesso, ma è anche piena di luce.
Ci mette al sicuro da eventuali errori. Si rimane sempre con
i piedi a terra.
«Il
giusto vive di fede» (Rom 1,17).
Sulla linea della mia fede
è pure la mia vita. Seguendo un istinto divino vivo, penso,
parlo, agisco, prego, secondo quello che credo. E questo mio
vivere non si differenzia da quello di un altro, se non per lo
Spirito che abita in me e che mi fa sentire debitore verso tutti
di amore. Ma per giungere a questo, dobbiamo chiedere e coltivare
questo dono e una perfetta purezza di anima e di cuore:
«Beati i puri di cuore
perché vedranno Dio» (Mt 5,8). «Non contristate
lo Spirito Santo che Dio ha messo in noi come sigillo, come garanzia»
(Ef 4,30). E, naturalmente, «fare sempre quello che piace
al Padre» (Gv 8,29) proprio come faceva Gesù.
Preghiamo con il Salmo
112
Lodate, servi
del Signore,
lodate il nome del Signore.
Sia benedetto il nome del Signore,
ora e sempre.
Dal sorgere
del sole al suo tramonto
sia lodato il nome del Signore.
Su tutti i popoli eccelso è il Signore,
più alta dei cieli è la sua gloria.
Chi è
pari al Signore nostro Dio
che siede nellalto
e si china a guardare
nei cieli e sulla terra?
Solleva lindigente
dalla polvere,
per farlo sedere tra i principi,
tra i principi del suo popolo.
Fa abitare
la sterile nella sua casa
dallimmondizia rialza il povero,
quale madre gioiosa di figli.
Don
Timoteo Munari SDB
IMMAGINE:
1 Lo Spirito Santo ci
illumina nel comprendere la realtà e nel fare quelle scelte
che conducono alla nostra piena realizzazione. (Foto di G. Viviani)
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2005-7
VISITA Nr. 