IL
DONO DELLA SAPIENZA / 1
Il
dono della sapienza consiste in una illuminazione dello Spirito
Santo in forza della quale noi possiamo contemplare Dio e le
verità della nostra fede provandone gioia e gusto. Più
cè luce, quindi, e più si ama. Invece, il
dono dellintelletto (come vedremo in seguito), ci permette
di penetrare, come dintuito, nelle verità rivelate.
Tra i due doni
non ci sono confini ben marcati, essi si completano. Così
il dono della sapienza viene in soccorso al nostro intelletto
con una luce straordinaria per farci scoprire Dio, le sue perfezioni,
Gesù Cristo e il suo grande mistero, per darcene una conoscenza
piena di buon sapore e di calore. Beati i puri di cuore
perché vedranno Dio (Mt 5,8).
Una vista penetrante, dunque,
un occhio limpido, una lente di ingrandimento che ci rende capaci,
ma sempre nella pura fede, di una contemplazione amorosa e bella,
continua e appassionata di Dio. Lanima rimane come incantata
o assopita durante la sua preghiera. Lo Spirito svela al suo
cuore cose che uno capisce, cioè racchiude
entro di sé, ma che non si possono assolutamente descrivere.
Il campo del dono
della
sapienza non sono le visioni né le estasi, ma la certezza
di stare familiarmente a tu per tu con il Signore.
Una antifona
della festa di Santa Cecilia dice così: La vergine
Cecilia portava nel cuore lEvangelo di Cristo, e giorno
e notte parlava con Dio.
Il dono della Sapienza ha adombrato la Vergine di Nazaret, quando
ricevette lannuncio dellAngelo Gabriele. Per opera
dello Spirito Santo, Maria concepì prima nel cuore e poi
nel grembo immacolato il Figlio di Dio. Per questa altissima
conoscenza di Dio e del suo progetto la Vergine, conquistata
dallAmore, non esitò a dire: Ecco la serva
del Signore, si faccia di me secondo la tua parola (Lc
1,38).
Scendendo, poi, dalle alte
sfere, diciamo che il dono della sapienza illumina la nostra
strada e guida i nostri passi nella vita quotidiana, nella ordinaria
amministrazione delle nostre faccende domestiche e di comunità.
Ci aiuta a discernere e a giudicare lamore: quando è
dono e quando invece è puro egoismo o semplice erotismo.
Ci dice se la nostra gioia è superficiale, ingannevole,
oppure vera contentezza dei figli di Dio.
Preghiamo
con il libro della Sapienza (7,22-26)
Nella Sapienza
cè uno spirito intelligente,
santo, unico, molteplice, sottile, mobile, penetrante,
senza macchia, terso, inoffensivo, amante del bene,
acuto,
libero, benefico, amico delluomo, stabile, sicuro, senzaffanni.
Onnipotente, onniveggente
e che pervade tutti gli spiriti intelligenti, puri, sottilissimi.
È unemanazione della potenza di Dio, un effluvio
genuino della gloria dellOnnipotente,
per questo nulla di contaminato in essa sinfiltra.
È un riflesso della Luce perenne, uno specchio senza macchia
dellattività di Dio e unimmagine della sua
bontà.
La sapienza è un dono
che oltre a farci conoscere Dio ci procura un gusto spirituale,
una dolcezza che non si può
esprimere;
ci procura una visione piena di sapore, di gioia e di consolazione.
Sempre e solo nella fede viva. Raggio di luce, ma anche raggio
di calore. La sapienza ha il potere di infiammare mente e cuore:
un gusto sperimentale di Dio e delle cose di Dio. Gustate
e vedete quanto è buono il Signore (Sal 34,9). Lanima
è rapita e assapora lincontro. Si tuffa in lui,
perché la conoscenza luminosa di Dio si trasforma in desiderio
di possederlo, e il desiderio vivissimo diventa già possesso
pieno di gusto. Per questo dice: Gustate e poi vedete,
anche se prima cè il vedere e poi il gustare, ma
sia luna che laltra azione vengono riferite alla
bontà del Signore. E allora il Salmo 34 prosegue: Beato
luomo che in lui si rifugia.
Preghiamo
con San Paolo (cf 1 Cor 1,23-30)
Noi predichiamo
Cristo crocifisso,
scandalo per i Giudei, stoltezza per i pagani;
ma per coloro che sono chiamati, predichiamo Cristo potenza di
Dio e sapienza di Dio.
Dio ha scelto ciò che nel mondo è stolto
per confondere i sapienti,
Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere
i forti.
Dio ha scelto ciò che nel mondo
è ignobile e disprezzato perché nessun possa gloriarsi
davanti a Dio.
Cristo Gesù è diventato per noi sapienza, giustizia,
santificazione e redenzione.
Gustare Dio ci conduce al senso
del riposo, del silenzio, della pace e favorisce enormemente
la lode, il ringraziamento, il canto di gioia, lamicizia,
e, naturalmente, anche lazione apostolica. Il gusto di
Dio ci cambia dal di dentro. Incontrare Gesù in modo forte
produce sempre un cambiamento radicale di vita: i santi ne sono
la riprova. E il bello è questo: lo Spirito Santo in persona
ha liniziativa sia della contemplazione come della santificazione
e dellazione.
Questo incontro
con il Signore Gesù Cristo lo possiamo avere quando ci
fermiamo in adorazione davanti al Tabernacolo o a Gesù
esposto. Sono momenti di grande intensità di fede, di
intimità, riflessione e propositi. Non cè
bisogno di molte parole: il silenzio è lideale.
Io guardo lui e lui guarda me.
Gli effetti
del dono della sapienza
Eccone alcuni. Una sensibilità,
che possiamo dire divina, nel giudicare avvenimenti, uomini e
cose. Per istinto vediamo tutto secondo il cuore di Dio che è
buono, pieno di misericordia e giusto. Nulla ci deve turbare.
La carità viene portata fino alleroismo: amate i
vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, non giudicate,
non condannate.
Quando uno ama molto è capace di fare mille pazzie. Un
esempio è la croce sulla quale Gesù si è
lasciato inchiodare per noi. Il Crocifisso ci attira fortemente.
Condividiamo con amore i patimenti di Gesù, sostenuti
liberamente per i nostri peccati, e gettiamo nel suo cuore turbamenti,
dolori e lacrime in abbondanza.
Sintesi tra vita attiva e contemplativa, il dono della sapienza
pone decisamente lanima nello stato di unione con Dio anche
in mezzo alle faccende quotidiane, le più disparate.
Don
Timoteo Munari SdB
IMMAGINI:
1- 2 Quadri di GUERRINO PERA SdB /
EDITRICE ELLE DI CI Torino-Leumann
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE
2005-4
VISITA Nr. 