I SETTE DONI
DELLO SPIRITO SANTO / 2

Così ne parla il profeta

Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse,
su di lui si poserà lo spirito del Signore,
spirito di sapienza e di intelligenza,
spirito di consiglio e di fortezza,
spirito di conoscenza e di timore del Signore
(Is 11.2-3)

Gesù è il germoglio del tronco di Iesse, il Prediletto del Padre, che è stato concepito nel seno di Maria Vergine, per opera di Spirito Santo. Egli ha voluto unire indissolubilmente la natura divina con la natura umana, nella sua stessa persona: eterno Figlio del Padre, perché anche noi diventassimo figli di Dio.

Che cosa dice San Paolo

Dio stesso ci ha rivelato, per mezzo dello Spirito Santo, questo grande e meraviglioso mistero in nostro favore. I segreti di Dio nessuno li ha mai potuti conoscere se non lo Spirito di Dio. Noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere tutto ciò che egli ci ha donato. Di queste cose noi parliamo, non con un linguaggio suggerito dalla sapienza umana, ma insegnato a noi dallo Spirito Santo, esprimendo cose spirituali in termini spirituali (cf 1 Cor 2,10-13).

L’azione amorosa dello Spirito ci rende capaci di conoscere e amare Dio, cioè, come ci ha detto San Giovanni nella sua prima lettera, possiamo udire, toccare, vedere, Gesù e in lui il Padre suo e nostro. Ciò è possibile grazie alle virtù infuse nel Battesimo, come la fede, la speranza e la carità. Queste potenze sono il nostro udire, il nostro toccare, il nostro vedere.

In aiuto alle virtù teologali, lo Spirito Santo, infonde in noi i suoi sette doni, che sono come un abito che rende il cristiano docile e pronto a tutte le buone ispirazioni. “Ogni mattina, o Signore, fa’ attento il mio orecchio perché io ascolti come gli iniziati. Apri il mio orecchio e fa’ che io non opponga resistenza” (cf Is 50,4-5).
Chi prende l’iniziativa è Dio. Egli è il primo. E mentre propone, apre il nostro orecchio e ci attira e così l’uomo è pronto a ricevere. Egli corre attirato dal profumo dello Spirito. Toccare, ascoltare, vedere, in queste condizioni non è solo facile ma gioioso. È proprio vero che non si possono fare progressi nelle virtù cristiane senza l’incontro contemplativo di Dio, cioè, senza l’influsso preponderante dei doni dello Spirito Santo.

Le virtù teologali e i doni dello Spirito

Quale rapporto possiamo allora stabilire tra le virtù teologali e i doni dello Spirito? Penso che si possa parlare di tocco, di tono, di un soffio in più anche se noi neanche ce ne accorgiamo.
Con la fede, l’anima agisce in modo soprannaturale ma ci mette anche il suo impegno, la sua industria chiamando a raccolta tutte le sue potenze. Qui l’anima è attiva. Se in soccorso della fede vengono i doni dello Spirito, allora è Dio stesso che agisce, che prende l’iniziativa. In questo caso fortunato l’anima è passiva. Prima essa governava la navicella, e, rimanendo sempre nella sfera del soprannaturale, usava la prudenza, la riflessione, si consultava e faceva le sue scelte.

Ora invece, sotto l’influsso dei doni dello Spirito si lascia guidare e spingere dal vento che gonfia le sue vele. Una ispirazione divina la muove ad agire. In pratica è la grazia che mette in movimento tutte le nostre facoltà. Per questo c’è maggiore facilità, docilità, prontezza e gioia nell’esercizio delle virtù cristiane.

I doni in azione

Per questi motivi il cristiano deve approfondire la conoscenza dei doni dello Spirito Santo e deve chiederli con insistenza, pena il suo decadimento, il suo permanere cristiano all’acqua di rose. Lo Spirito illumina e guida alla perfezione. Egli agisce nella vita intellettiva con i doni della Sapienza, della Scienza, dell’Intelletto, così da farci toccare il vertice della verità della fede, attraverso una conoscenza superiore, fino alla intuizione per entrare nella sfera della contemplazione.
L’esercizio della prudenza viene perfezionato dal dono del Consiglio. La nostra vita morale viene sostenuta dai doni della Fortezza, della Pietà, Timor di Dio, che portano una nuova tonalità della vita stessa.
Quando sarò convinto della eccellenza di questi doni dovrò darmi da fare per acquistarli, per farli rivivere in me, per coltivarli.

“Noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo,
ma lo Spirito che viene da Dio” (1 Cor 2,12).

Devo quindi rivestirmi dello Spirito del Vangelo e spogliarmi giorno dopo giorno dello spirito del mondo. Un impegno di raccoglimento interno. Fedeltà alla grazia, alle ispirazioni. Orazione assidua. Supplica diretta per ottenere dallo Spirito i suoi doni. Fuggire le occasioni cattive. Essere buoni testimoni di Cristo. E in tutte queste situazioni è lo Spirito che ci viene incontro con i suoi doni.

Preghiamo

Fa’ attento, Signore, il mio orecchio perché io possa ascoltare la tua voce che mi guida sulla strada sicura, come tutti quelli che sono stati ammessi nella tua casa.

Guarisci il mio occhio, o Spirito di Gesù, e rendilo luminoso, perché io possa vedere il Padre, come quelli che sono rimasti incantati alla tua presenza.

Dona sensibilità e forza alla mia mano, o Spirito del Padre, perché io possa aggrapparmi a te e servire i fratelli come hanno fatto tutti i tuoi santi.
Eccomi, Signore Gesù, io non mi voglio tirare indietro, e ti voglio seguire ogni giorno.

                                                            Don Timoteo Munari SDB


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2005-3
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