I VIZI E LE VIRTU':
ACCIDIA
E FEDELTA' / 2
Come combattere
laccidia
Don Bosco a
quelli che gli chiedevano un programma di vita per farsi santi,
rispondeva «uno: stai molto allegro, sempre; due: fa
bene il tuo dovere in casa, a scuola, al lavoro, e con Dio; tre:
comportati da buon cristiano, dovunque ti trovi».
Se uno affronta la vita con
questa ricetta è sicuro di vincere laccidia che
lo distrugge.
Ogni cristiano deve impegnarsi a combattere con energia lindifferenza
religiosa che è appunto il vizio capitale dellaccidia,
e, invece, intraprendere il buon cammino della fedeltà
a nostro Signore Gesù Cristo e al suo Vangelo. Leali con
lui, rispettando gli impegni presi, onorando la parola data,
con impegno assiduo e tenace.
Ci possiamo salvare dal vizio dellaccidia solo se ci impegniamo
ad essere fedeli a Dio e ai nostri doveri, riprendendo la pratica
quotidiana della preghiera, la Santa Messa domenicale, la lettura
del Vangelo, così da incontrare Gesù, lui in persona,
che ci ama damore vero, che ci perdona, che vuole stabilire
con noi una profonda e sincera amicizia. Una preghiera di forte
implorazione, di lode, di ringraziamento, proprio come dice il
salmo di Davide.
Insomma dobbiamo
cercare Dio, perché egli si lascia trovare, o meglio è
lui stesso che viene in cerca di noi. Spalanchiamogli dunque
la porta perché vi entri liberamente. Se ci lasciamo trovare
di giorno o di notte, quando siamo tranquilli o quando cè
tempesta nel nostro cuore, oppure quando pigramente vaghiamo
con i nostri pensieri. Egli vuol far festa con noi, vuole darci
una nuova carica di vita.
Quando ci troviamo in uno stato
di prostrazione spirituale e rischiamo di abbandonare tutto perché
ghermiti da una terribile accidia, dobbiamo scuoterci a tutti
i costi, lodare il Signore e implorarlo perché ci liberi
da questi nemici spirituali: lapatia, la pigrizia, la svogliatezza,
lindifferenza.
Preghiamo
con il Salmo 17
Con il re Davide, liberato
dal potere dei suoi nemici, rivolgiamoci al Signore Dio con questo
bel canto, come implorazione e ringraziamento, dicendo:
Rit.: Tinvoco, Signore, e sarò
salvato dai miei nemici.
Ti amo, Signore, mia forza,
Signore, mia roccia, mia fortezza, mio liberatore; mio Dio, mia
rupe, in cui trovo riparo; mio scudo e baluardo, mia potente
salvezza. Rit.
Mi circondavano flutti di morte,
mi travolgevano torrenti impetuosi; già mi avvolgevano
i lacci degli inferi, già mi stringevano agguati mortali.
Rit.
Nel mio affanno invocai il
Signore, nellangoscia gridai al mio Dio: dal suo tempio
ascoltò la mia voce, al suo orecchio pervenne il mio grido.
Rit.
Gesù
va in cerca della pecora perduta
Cera una volta un pastore
che aveva cento pecore. Un giorno mentre pascolava il gregge
una pecorella se ne andò via in cerca di altri pascoli.
Alla sera, facendo la conta, il pastore se ne accorse e subito,
lasciate le novantanove al sicuro nellovile, si mise alla
ricerca della smarrita. Egli era molto ricco, e di una pecora
in più o una in meno, non gliene importava nulla, ma conoscendole
una per una, e avendo portato quella in braccio quandera
piccina, ne ebbe compassione, girò finché ebbe
la gioia di trovarla. Se la prese di nuovo in braccio, accarezzando
quel bel musetto, e la riportò allovile facendo
una bella festa (cf Lc 15,1-7).
I discepoli
di Emmaus
Coloro che si sentono freddi
spiritualmente e pigri e negligenti, ma nel loro cuore hanno
ancora un po di nostalgia di Dio, che cosa dovrebbero fare?
Ecco un buon suggerimento: percorrere la strada dei discepoli
di Emmaus in compagnia di Gesù.
Il giorno dopo il sabato, mentre gli Apostoli erano pieni di
stupore per il sepolcro trovato vuoto e per quello che le donne
asserivano, due discepoli lasciarono tutto e tutti e se ne tornarono
al loro villaggio.
Lungo il cammino Gesù
si accostò a loro dicendo:
Di che
cosa discutete?
Del caso di Gesù Nazareno, risposero. I capi dei
sacerdoti lo hanno condannato a morte. Noi speravamo che fosse
lui a liberare Israele.
Come siete lenti a credere, rispose loro Gesù,
a quello che i profeti hanno scritto!
Quindi spiegò loro i passi della Bibbia che lo riguardavano.
Arrivati al villaggio i due discepoli gli dissero: Resta
con noi perché il sole ormai tramonta. Entrò,
si mise a tavola con loro, prese il pane, pronunciò la
preghiera di benedizione, lo spezzò e cominciò
a distribuirlo.
In quel momento si aprirono i loro occhi e credettero, e senza
attendere, fecero ritorno a Gerusalemme per raccontare a tutti
quel meraviglioso incontro (cf Lc 24,13-45).
Se pertanto vogliamo liberarci
dal nostro triste stato di negligenza spirituale dobbiamo supplicare
Dio con forti grida e lacrime perché risvegli in noi la
fede che lo Spirito Santo ci ha donato nel Battesimo, e riaccenda
il desiderio della Parola, della frequenza ai sacramenti della
confessione e della partecipazione allEucaristia, per un
incontro vivo e personale con Gesù.
Preghiamo
con il Salmo 97
Rit.: La salvezza appartiene al nostro Dio.
Cantate al Signore un canto
nuovo, perché ha
compiuto prodigi. E ha manifestato la sua salvezza. Rit.
Egli si è ricordato
del suo amore, della sua fedeltà alla casa di Israele.
Tutti i confini della terra hanno veduto la salvezza del nostro
Dio. Rit.
Acclami al Signore tutta la
terra, gridate, esultate con canti di gioia. Cantate inni al
nostro Re, il Signore. Rit.
La fede è la porta che
si apre sulla conoscenza della Parola di Dio, la Sacra Scrittura,
ed è anche la luce che rischiara il testo sacro, non solo,
ma la fede è pure il fondamento solido, come una roccia,
che ci rende sicuri e stabili. La fede, dono dello Spirito Santo,
vince ogni dubbio, allontana ogni tentennamento.
La Sacra Scrittura contiene la parole che ci conducono alla vita
eterna e poiché è opera dello Spirito Santo, ci
dà anche la forza per rinnovare la nostra vita, per darle
un significato che ci può soddisfare in pieno e ci dice
che già ora possediamo la vita eterna anche se non ancora
a occhi aperti e a cuore pieno.
Più
precisamente: con umiltà e semplicità, non solo
chi si è smarrito ma tutti noi, accostandoci al Padre
nostro che è nei cieli, affinché, per mezzo dello
Spirito, ci faccia conoscere la Parola della Sacra Scrittura,
e la Parola è Gesù Cristo, il Figlio suo, che si
è fatto uomo per amore nostro, ed è morto in croce
ed è risorto.
La vera conoscenza della persona
di Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, ci apre la porta
allAmore. Tutto gira attorno allAmore. Tutti vogliono
essere amati e sentire il soffio, la carezza, la forza dellAmore.
Tanto più quelli che si sentono abbandonati, fiacchi,
pigri, senza gusto, soltanto lAmore li può risvegliare.
Accostiamoci dunque a Gesù. Parola di vita eterna, lui
che è fatto dAmore, e che amò accoratamente
ogni creatura proprio quando pendeva dalla Croce.
Don Timoteo Munari SDB RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2005-1 VISITA Nr. 
|