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VALDOCCO | 100° anniversario morte di don Rua / Editoriale RMA Don Rua: buoni salesiani solo se devoti all'Ausiliatrice" Don Bosco costruì
il Santuario di Maria Ausiliatrice. Don Rua lo fece restaurare,
abbellire e decorare. E non soltanto una volta. Tre anni dopo
la morte di Don Bosco, il 21 dicembre 1891 Don Rua scriveva ai
salesiani: Si compie per noi, figli di Don Bosco, un periodo
di tempo, degno di tutta la nostra considerazione, che deve riuscirci
di grande consolazione ed ispirarci la più dolce fiducia.
Come ben sapete, il giorno solenne di Maria A gloria di Maria e in onore di Don Bosco Dopo tre anni di non poche sollecitudini e notevoli spese si erano infatti conclusi i lavori di restauro e decorazione alla chiesa di Maria Ausiliatrice, lavori voluti come monumento a Don Bosco in una chiesa che era ormai considerata come espressione sintetica e coronamento di tutte le Opere Salesiane esistenti. Vestita a nuovo, la chiesa si abbelliva con la grandiosa composizione del Rollini, già allievo dellOratorio, che affrescò nella cupola il trionfo dellAusiliatrice in cielo e sulla terra. Per glorificare la Vergine, il pittore inserì, in modo quanto mai azzeccato, anche la Congregazione Salesiana, sorta e propagata per opera di Maria oltre che nata e sparsa nel mondo per diffondere la devozione a Maria. Nel primo giorno dellottavario, Mons. Emiliano Manacorda, allora vescovo di Fossano (Cuneo), dichiarava che dopo cinquantanni di operosità apostolica a salvezza di tante anime, dopo cinquantanni spesi per sovvenire i poveri, per insegnare agli ignoranti e impiegati in unattività portentosa e fenomenale a impiantare oratori, ospizi, collegi, missioni, a erigere chiese, tipografie, scuole... si adorni dunque il tempio di Maria, ove sincentrano e fan capo tante mirabili opere; sinneggi a quel prode atleta, a quellinstancabile prete, che fu strumento di grazie tanto sorprendenti, e si ringrazi il Cielo, che cotante benedisse e fecondò le opere di Don Bosco (Ceria, Annali II, p. 103). Il suo pianto allincoronazione Due anni dopo,
nel 1903, avvenne la solenne incoronazione dellimmagine
di Maria Ausiliatrice per mano del cardinale Agostino Richelmy,
arcivescovo di Torino. Il 17 febbraio, Don Rua annunciava ai
Il 19 giugno,
rendendo conto degli avvenimenti a tutti i Salesiani del mondo,
Don Rua scriveva: Mi è dolce pensare che la coronazione
della taumaturgica Immagine di Maria Ausiliatrice produrrà
tra i Salesiani sparsi nel mondo ubertosissimi frutti. Essa aumenterà
il nostro amore, la nostra devozione e la nostra riconoscenza
verso la nostra celeste Patrona, a cui siamo debitori di tutto
quel bene che sè potuto fare ... In queste nostre
memorabili solennità il nome di Maria Ausiliatrice andò
sempre unito a La processione per le vie di Torino A Don Rua noi Salesiani dobbiamo la recita quotidiana della preghiera di consacrazione a Maria Ausiliatrice dopo la meditazione. A Don Rua, noi devoti di Maria Ausiliatrice, dobbiamo anche la processione della sua statua per le vie di Torino, voluta da lui per la prima volta nel 1901, e diventata rapidamente una bella tradizione per la città e per tutto il Piemonte. Negli appunti delle sue prediche alla gente si legge: In tutte le necessità troviamo in Maria SS.ma la nostra avvocata; e si ha ancora da trovare chi invano sia a Lei ricorso. Dunque fortunati noi di essere figli di tal madre ... Onoriamola, amiamola noi e facciamola amare dagli altri, adoperiamoci per farla conoscere come sostegno dei cristiani, ricorriamo a Lei come sicuro presidio nelle malattie, nei rovesci di fortuna, nelle famiglie che sono in discordia, per impedire certi gravi scandali, nei paesi, nelle città. Ma se vogliamo farle un ossequio veramente gradito, procuriamo di prenderci una cura tutta speciale della gioventù ... In modo speciale poi prendiamoci cura della gioventù povera (Amadei, Don Rua III, pp. 746-748). Per Don Rua, come per Don Bosco prima, lattaccamento filiale e una sincera devozione a Maria Ausiliatrice portano, naturalmente, allimpegno per la salvezza della gioventù: Chi si lascia ausiliare da Maria si converte, come Essa, in ausiliatrice dei giovani in necessità. È così che noi, discepoli e figli di Don Bosco, facciamo che le nostre azioni nel servizio di Dio e a favore del prossimo, specialmente della gioventù, servano a rammemorare le virtù e la santità del nostro buon Padre, in guisa che ciascuno di noi sia di Lui copia fedele (Don Rua, Lettere Circolari, Torino 1896, p. 62). Don Pascual Chávez
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