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IL COMPITO EDUCATIVO
La famiglia è il primo
soggetto educativo poiché è il luogo originario
in cui la persona cresce, viene sostenuta, alimentata, protetta
e quindi costruita nelle sue fondamenta psicologiche e spirituali.
Dire che la famiglia è il primo soggetto educativo significa
che nessun altro può prenderne il posto, anche quando
la famiglia stessa accettasse di essere sostituita.
Essa, qualora lo volesse, non
potrebbe mai abdicare alla sua missione educativa, poiché
è insostituibile. E se lo facesse, nessuno potrebbe prenderne
il posto in modo pieno, totale ed esaustivo. Gli altri soggetti
educativi scuola, associazioni, istituzioni possono
solo cooperare con la famiglia. Ma non possono subentrare ad
essa. In tal senso, si comprende come i figli abbandonati a se
stessi, lasciati quali inebetiti spettatori televisivi o inermi
fruitori delle tecnologie moderne, non possono che accumulare
fragilità e insicurezze, vulnerabilità e smarrimenti
davanti alla vita e prima ancora dinanzi a se stessi. 
Nella grande incertezza e confusione
attuale, leducazione dei figli rischia di apparire secondaria
rispetto ad altre preoccupazioni pur legittime, quali la salute,
il lavoro, la pensione.
Sovente, labdicazione da parte delle famiglie alla loro
missione educativa nasce non dalla mancanza di convinzione del
dover-educare, quanto dallo scoraggiamento: educare oggi pare
esser diventato impossibile.
Proviamo un sentimento di sconfitta
di fronte a forze ritenute invincibili e con le quali è
meglio venire a patti. Ma, dobbiamo liberarci da
questo senso di impotenza poiché esso non ha fondamento.
Per le seguenti ragioni.
Primo: qualunque clima e qualunque cultura
non riuscirà mai a spegnere il desiderio che ogni persona
umana porta nel suo cuore. Niente e nessuno potrà mai
sopprimere le ansie e le esigenze con cui la natura fa vibrare
il cuore delluomo. Ora nel cuore di ogni uomo che viene
in questo mondo, abita una domanda, un desiderio, uninvocazione
di essere educato. Come capita per ogni desiderio umano, se esso
non è soddisfatto nella verità, cerca di essere
soddisfatto in un modo falso.
Secondo: chi si è sposato nel Signore,
ha ricevuto da Dio il carisma delleducazione. È
questa una verità stupenda della nostra fede. Che cosa
significa carisma delleducazione? Significa che gli sposi
ricevono una speciale capacità di educare. Un potere
di educare che è loro proprio. Ed è un dono fatto
dal Signore, una volta per sempre.
Certamente, si possono creare condizioni tali, sia in famiglia
sia nella società, in cui educare diventa non difficile,
ma quasi impossibile. E ciascuno di noi rende impossibile leducazione
dei figli, se crea quelle condizioni o se non fa nulla perché
quelle condizioni siano tolte.
Ora, la prima condizione per educare i figli è avere idee
chiare circa il compito educativo e i ruoli che i genitori devono
assumere.
Educare è introdurre
i figli nella realtà del mondo, di se stessi e della loro
anima affinché siano in grado di essere come Dio li ha
pensati. Per questo, nelleducazione, i genitori devono
essere guidati dal criterio del vero, del bene, del bello al
fine di umanizzare lesperienza di vita dei loro figli.
Questo significa che, anche
se luomo compie diverse esperienze, non tutte lo rendono
più uomo, non tutte lo umanizzano. Perché educare
è umanizzare lesistenza.
Quali
sono dunque, gli stili di vita che rendono luomo meno uomo?
Che lo inabilitano a vivere lappello al mistero di sé?
Alla trascendenza del suo stesso vivere?
In questi anni, allaumento
della prosperità non sempre si è accompagnato un
miglioramento dellumanizzazione della vita. Il benessere
senza uno scopo, alimentato dallillusione della libertà
individuale, si ripiega sulla ricerca autodistruttiva del piacere.
In tal modo sinnesca la spirale della disperazione da cui
non è facile uscirne.
Quando viene meno la coniugalità dellamore, quale
prima dimora delluomo, si aprono tutte le porte dellinconsistenza
individuale.
Questa è la prima condizione
educativa. Prima ma non unica. La seconda è la coerenza
dei principi, delle ragioni, dei giudizi. Non tanto una coerenza
fra ciò che si dice e ciò che si fa. Anche se importante,
presto i figli imparano che i loro genitori non sono perfetti,
non sanno tutto, e non possono tutto. Ciò che essi domandano
è una coerenza allinterno degli insegnamenti, dei
principi fondamentali, delle idee guida della vita. Sii onesto,
non mentire, sii generoso, aiuta gli altri, rispetta tutti, sono
alcune idee guida che indirizzano lesistenza al di là
della coerenza di vita dei genitori stessi.
Ma se si insegna che la vita
merita dessere vissuta e poi si afferma che ci sono delle
condizioni in cui non merita, sintroduce solo una confusione
che renderà i figli cinici e freddi dinanzi ai genitori
stessi.
Questa confusione dei principi nella mente dei genitori è
la causa seconda (o forse anche prima, poiché inquina
il loro stesso rapporto damore) del fallimento educativo.
Per questo occorre ripartire dalle idee, poiché è
con le idee che si costruisce un uomo.
Don Giuseppe Pelizza
IMMAGINI:
1 Educare è introdurre
alla pienezza della vita, è abilitare a gioire in ogni
stagione dellesistenza.
2 I genitori non devono abdicare al loro
primario compito educativo. Sono loro i primi responsabili della
crescita umana dei loro figli.
RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2007 - 10
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