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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  / ARCHIVIO 2015
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DON BOSCO 2015 | Quando don Bosco acquistò la Cartiera di Mathi
Un progetto pastorale-gestionale innovativo

Alcune pagine della storia salesiana sono rimaste nascoste per tanto tempo e quando si ha la fortuna di riscoprirle senti il desiderio di raccontarle a tutti… così è nata l'idea di una pubblicazione di taglio divulgativo sui legami di don Bosco con due piccoli paesi alle porte di Torino, sul crocevia tra il Canavese e le Valli di Lanzo: Mathi e Nole. Il ritrovamento quasi casuale negli archivi storici di questi paesi di alcuni documenti, sconosciuti anche alle fonti salesiane, mi hanno convinto a proseguire la ricerca. Si è ben presto delineata la figura di un don Bosco pioniere della carità, uomo capace di scorgere la meta della salvezza ma al tempo stesso di saper porre le basi perché tanti, specialmente giovani, potessero raggiungerla: "Per guadagnare anime a Dio io corro avanti fino alla temerità". Qui don Bosco pose le basi di un progetto pastorale-gestionale fortemente innovativo dove lavoro e carità, tornaconto materiale e profitto spirituale, impresa e persona, illuminate dal Vangelo trovano il giusto equilibrio tra loro.

"Santa impresa"

Intorno al 1870 don Bosco era ormai diventato un editore a tutto tondo gestendo in proprio l'intero ciclo produttivo. L'intento era anzitutto catechetico ed educativo: "In ogni pagina ebbi sempre fisso quel principio - scrive il santo nella prefazione della Storia Sacra - illuminare la mente per rendere buono il cuore". Infatti il contesto storico era completamente mutato: fino al Settecento le guerre si combattevano sui campi di battaglia, armi alla mano, dalla metà dell'Ottocento iniziò invece la battaglia della carta stampata. E don Bosco non si tirò indietro, tanto che alcuni dei suoi nemici fecero di tutto per togliergli l'arma principale e indispensabile: la carta. Ecco la vera necessità che spinse don Bosco nel 1877 ad acquistare una cartiera in Mathi: così il prete di Valdocco divenne imprenditore e chiese ad alcuni suoi salesiani, in particolare ad un gruppo di coadiutori, di fare lo stesso e buttarsi a capofitto nella gestione di un'impresa che contava all'epoca più di cinquanta dipendenti. Fu don Bosco stesso il primo "commerciale" della cartiera, intitolata a San Francesco di Sales, ricercando nuovi clienti addirittura oltre oceano: "Mi sono messo a fare il negoziante e ho comprato una cartiera ad unico fine poter giovare alla buona stampa - scrive al missionario don Lasagna - se pertanto tipografi di Montevideo (che non stampino cose irreligiose) vogliono della nostra carta, io penso di poter offrire il venti per cento di riduzione". Fedeli alle parole del fondatore, "Quando si tratta di qualcosa che riguarda la gran causa del bene voglio essere sempre all'avanguardia del progresso", i Salesiani gestirono in primis la cartiera oltre quarant'anni, fino al 1919, prima di cederla alla famiglia Bosso.

Bentornato don Bosco a Mathi e Nole

Il 30 maggio scorso, tra le celebrazioni per l'anno bicentenario, don Àngel Fernàndez Artime ha ripercorso i passi di don Bosco toccando i luoghi più significativi per la storia salesiana. Il viaggio del convoglio storico "in treno con don Bosco", in collaborazione con l'azienda pubblica di trasporto GTT, ha permesso al Rettor Maggiore di ripetere i tanti viaggi che il santo fece sulla linea ferroviaria. A Mathi la consegna della cittadinanza onoraria ha voluto celebrare il profondo segno lasciato dal santo nel tessuto sociale del paese: ancora oggi la ex cartiera salesiana è un sito produttivo di primo livello che offre lavoro a quasi 600 dipendenti; gli attuali proprietari, le multinazionali finlandesi Ahlstrom e Munskjo, continuano ad onorare il ricordo di don Bosco conservando con cura le stanze storiche dove il santo soggiornava e dove vissero le comunità dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Infine la tappa a Nole per ricordare l'amicizia di don Bosco con il medico condotto del paese, dott. Alessandro Chiappè, presso la cui casa era solito fermarsi nei suoi viaggi in zona.

Federico VALLE
redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2015 - 5

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