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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  / ARCHIVIO 2015
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DON BOSCO 2015 | Le 200 magliette gialle di don Bosco


Le 200 magliettegialle di don Bosco

"Migliaia di occhi, di volti, di mani. Migliaia di storie di vita. Gioie e dolori che sfilano in silenzio davanti a don Bosco. Migliaia di preghiere, suppliche, pensieri e domande. Migliaia di "Grazie!" per doni grandi ricevuti nella vita. E nel cuore rimane ogni volta l'espressione di qualche pellegrino: gli occhi umidi di lacrime dei più anziani, il sorriso commosso di molte mamme e tanti papà. E loro, i bambini, che ascoltano in prima fila, che partecipano con la loro curiosità, che osservano e commentano e che, al racconto dei miracoli di don Bosco, avvenuti proprio dove loro si trovano in quel momento, spalancano occhi e bocca come di fronte al più stupefacente e bellissimo racconto mai udito prima. Ecco una delle Grazie ricevute nella mia vita".
Sono le parole, anonime, di una delle 200 giacchette gialle, i 200 volontari di don Bosco che accolgono sette giorni su sette le migliaia di pellegrini che in questi mesi del Bicentenario affollano senza sosta i cortili di Valdocco e la basilica di Maria Ausiliatrice. Le giacchette gialle sono studenti, pensionati, casalinghe, professionisti, disoccupati: ognuno offre quello che può, tempo, competenze, professionalità, pazienza. E un sorriso, per tutti.

Il volontariato diventa esperienza di fede

Al termine del proprio turno ognuno è invitato a scrivere o a mandare un'email con un pensiero, una riflessione sulla giornata e sull'esperienza di servizio. "Abbiamo iniziato a lasciare i nostri pensieri così, a ruota libera: adesso i messaggi sono centinaia, è il nostro diario di bordo, la narrazione di un'avventura che per molti di noi sta diventando un'esperienza di fede - dice una delle giacchette gialle che si presenta semplicemente come un "nonno" - non ho mai frequentato un gruppo salesiano, conoscevo don Bosco superficialmente perché vengo a Messa a Maria Ausiliatrice. Una domenica ho sentito che c'era bisogno durante i mesi del bicentenario di una mano per l'accoglienza dei pellegrini sarebbero venuti a Valdocco per don Bosco e la Sindone: e così ho dato la mia adesione. Abbiamo frequentato un corso, ho incontrato altri pensionati come me è nata una bella amicizia. È una bellissima esperienza di scambio generazionale: i giovani con il loro entusiasmo non si risparmiano: fanno giocare i bambini, intrattengono i ragazzi, accolgono i pellegrini parlando svariate lingue. Noi anziani andiamo più lenti e ci occupiamo di chi fa più fatica. Prima i miei pomeriggi erano vuoti, adesso non vedo l'ora sia il mio turno".

magllietta gialla 1

Don Enrico Lupano, giacchetta gialla numero uno, è l'anima del gruppo: rappresenta i salesiani nel Consiglio del Comitato organizzatore dell'Ostensione della Sindone del 2015. Lo si trova e già di primo mattino nell'Ufficio volontari nel cortile di Valdocco, in anfiteatro a spiegare ai gruppi di pellegrini chi era don Bosco, a intrattenere le centinaia di scolaresche che da tutt'Italia vengono a conoscere il santo dei giovani o davanti al cartellone luminoso che indica i gruppi che arriveranno in giornata da tutto il mondo. Sì, perché in questi mesi in Basilica ci sono davvero tutti i continenti con i gruppi che giungono dai 132 paesi dove sono presenti i salesiani. "L'esperienza delle giacchette gialle - dice don Enrico è una delle novità del bicentenario: è un gruppo che abbiamo "inventato" per questa occasione e che - dato l'entusiasmo - proseguirà il suo cammino innanzi tutto di formazione. A chi vorrà aggiungersi verrà proposto un corso di conoscenza sui luoghi salesiani ma soprattutto un itinerario di fede. Stiamo vivendo un questi mesi una esperienza unica soprattutto per le migliaia di giovani che vengono a Torino a leggere nel mistero dell'Uomo della Sindone che richiama Gesù morto in Croce le sofferenze dei ragazzi e delle ragazze di oggi. A loro sicuramente don Bosco avrebbe qualcosa da dire, una strada da indicare per costruire il futuro, lui che ha speso tutta la vita per dare speranza e opportunità per i giovani più in difficoltà. Don Bosco oggi ci richiama a rimettere al centro l'educazione e invita tutti coloro che hanno responsabilità a collaborare perché questo Paese torni ad essere un luogo dove le giovani generazioni possano progettare la loro vita adulta. Solo così il Bicentenario, l'Ostensione e l'attesa visita di papa Francesco a Torino, al dì là dei momenti celebrativi, saranno davvero un' occasione di crescita e di speranza".

MARINA LOMUNNO
redazione.rivista@ausiliatrice.net


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2015 - 4

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