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RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  / ARCHIVIO 2015
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DON BOSCO 2015 | Perchè la festa sia festa


Qualche suggerimento dell'ultimo minuto per prepararsi a vivere con gioia e riconoscenza il duecentesimo compleanno di don Bosco.
Dopo averla a lungo attesa, evocata e desiderata, domenica 16 agosto 2015 - giorno in cui si festeggerà il duecentesimo "compleanno" di don Bosco - è finalmente alle porte. Si tratta indubbiamente di una ricorrenza importante per tutti gli uomini e le donne che, in ogni angolo del mondo, sono affascinati dal carisma del "padre e maestro" dei giovani e s'impegnano, nei modi e nelle realtà più diverse, per proseguirne e attualizzarne l'opera e il messaggio. Un'occasione di festa e di riconoscenza da vivere insieme nella gioia.

Condividere la gioia di stare insieme

Fare festa non è impresa per anime solitarie. Ne è convinto un gran numero di psicologi, che ha definito la festa come "l'occasione ideale per dirsi la gioia di stare insieme attraverso lo stare insieme nella gioia". Una formula che sottolinea come gli "ingredienti" irrinunciabili di ogni festa siano l'incontrarsi e il ritrovarsi di persone che vivono relazioni e condividono ideali comuni.
Non esiste, naturalmente, limite al numero di persone che si possono invitare a una festa. Per dirsi pienamente riuscita, dovrebbe coinvolgere tutte le persone che hanno in qualche modo a che fare con l'evento che si celebra, anche se a volte è impossibile perché può capitare che alcuni siano impediti da motivi oggettivi, legati magari alla distanza o a problemi di salute, e che altri non desiderino essere presenti per ragioni che possono spaziare dal disinteresse all'astio. Ogni assente, è inevitabile, rappresenta una "diminuzione" della festa.
Perché una festa possa definirsi "festa" è necessario che sia evidente la gioia di stare insieme. Che si respiri un'atmosfera di comunione e di benessere capace di andare al di là delle parole e dei discorsi di circostanza e di trasparire in ogni gesto, esprimendo senza equivoci la sensazione che "ci si incontra perché si è contenti d'incontrarsi": un circolo virtuoso di vicinanza e di comunione che s'innesca nel profondo e che, se creato artificialmente o simulato, risulta fastidioso e privo d'autenticità.
Un ulteriore elemento che caratterizza la festa è il fatto che si festeggia sempre qualcosa di positivo: a Capodanno, per esempio, non si celebra l'anno che sta per finire ma quello che sta per cominciare. La mezzanotte del 31 dicembre, quando si alzano i calici e iniziano i brindisi, si dà il benvenuto al futuro, ai prossimi trecentosessantacinque giorni, che si auspicano piacevoli e ricchi di soddisfazioni anche se nulla e nessuno possono garantire che lo saranno.

Festeggiare è partire per nuovi orizzonti

Domenica 16 agosto 2015 non potrà non essere una data da ricordare. Quel giorno, infatti, Cielo e Terra si uniranno idealmente intorno a don Bosco per comunicare la gioia di stare insieme e ringraziare Dio per tutto il bene che - confidando in Maria e nella Provvidenza - ha saputo realizzare. La famiglia salesiana, gli allievi e gli ex allievi, i ragazzi e le ragazze che frequentano e hanno frequentato gli oratori saranno idealmente a Colle don Bosco per stringersi in festa in un'atmosfera di gratitudine e riconoscenza. Ci sarà anche chi non lo farà, chi - pur avendone beneficiato - avrà altro a cui pensare o non si sentirà di festeggiare. Senza dubbio don Bosco avrà un sorriso e una preghiera anche per loro, perché - anche se rincresce - sa bene che sono cose che succedono in tutte le famiglie.
Il 16 agosto, per la famiglia salesiana, sarà anche l'occasione per scoprire più profondamente il proprio senso e il proprio valore. Dopo essersi ritrovata e aver ringraziato Dio per il dono di don Bosco alla Chiesa e al mondo, rinnoverà lo slancio e l'entusiasmo per continuare ad essere fedele alla propria vocazione e dedicare ogni sforzo ed energia a fare dei giovani delle periferie del mondo buoni cristiani e onesti cittadini.

Ezio Risatti sdb
redazione.rivista@ausiliatrice.net


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