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2014
Salesiani-DON BOSCO-Salesianità-Famiglia Salesiana-Giovani-Educazione-Problemi giovanili-Ex Allievi/e
DON BOSCO 2015 | 1a: Conferenza:
La Congregazione Salesiana che Don Bosco ha voluto

NB.
(Si possono presentare due spezzoni del film DON BOSCO per ambientare il tema)
Ho voluto incominciare con due sequenze del film che tante volte abbiamo visto. Le trovo significative. Ci parlano di un uomo che ha vissuto un ideale con coerenza, sino alla fine. "Con lo sguardo rivolto al Signore": raduce il motto di DB (Da mihi animas). La sua attività si spiega solo alla luce di questo sguardo. L'aveva ben capito Pio XI quando si domandava: "Dove ha attinto DB questo amore per le anime? È chiaro. Egli le ha tanto amate, perché ha amato Gesù Cristo" (MB XIX, 316).
Anche il secondo spezzone è eloquente. DB si sente chiamato alle masse giovanili, non ad una élite, piccola e ristretta. Egli vive in un'epoca di grandi migrazioni e di profondi e rapidi cambiamenti. Sta arrivando l'era industriale e bisogna dare una risposta. "1…2…3… Tutti!". Qui c'è tutto DB! C'è l'ansia dell'apostolo, c'è l'urgenza del Regno. Metteteci dentro anche la sua capacità imprenditoriale, la costanza del contadino, l'esperienza di una vita grama e al tempo stesso felice, il sagace senso del marketing.

Nel 1988 la Civiltà Cattolica invitava don Braido a scrivere l'editoriale del nº 7 (maggio 1988) della rivista: era una cosa eccezionale, mai più ripetuta. Il Braido intitolò il denso articolo di 14 pagine: DB educatore delle moltitudini. Il titolo era stato mutuato da un articolo del gesuita P. Mario Barbera, pubblicato nella CC nel 1934; cui erano seguiti altri tre che, in seguito, la SEI editò in un volume dal titolo definitivo San Giovanni Bosco educatore, nel 1942.

Ancora una premessa che credo necessaria. Non esiste un DB che, all'improvviso, appare "già costruito", già bell'e pronto; un DB … paracadutista. Per capirlo, bisogna tornare ai Becchi (ecco gb pastorello, contadino, saltimbanco, sognatore), rivisitare Chieri (per incontrarci con GB garzone, studente, atleta; il futuro DB c'è già, in embrione, nel GB, leader incontrastato, trascinatore, suscitatore di un protagonismo giovanile fuori serie), frequentare il Convitto Ecclesiastico, dove DB impara ad essere prete.

Con il 1°: Vediamo il DB prete novello in uscita verso le "periferie esistenziali" di Torino, che si riempie di pidocchi nelle carceri, che dialoga a piazza Castello con ragazzi e giovani sbandati e ribelli, "pericolosi e pericolanti", che va con loro in una bettola e paga una pinta di vino, che vive l'esperienza del suo Oratorio ambulante, in un precariato, fatto di entusiasmo, critiche e sospetti.
In questi periodi, ci sono alcune presenze di rilievo: ai Becchi: Mamma Margherita, don Calosso; a Chieri: alcuni preti che gli sono vere guide spirituali, profonde amicizie nelle scuole, la nascita della "Società dell'Allegria"; al Convitto Ecclesiastico: nei tre magnifici anni trascorsi in quella scuola di alto perfezionamento pastorale, il teol. Borel e don Cafasso. Questo è il 1º DB.

Con il 2º: DB si profilano varie altre dimensioni che lo porteranno a successive esperienze. Senza il 2º DB (il DB fondatore), anche il 1º non avrebbe lasciato orme profonde nella storia! Sono tutti anni essenziali per scoprire il DB "totale". (Le date che vi propongo sono puramente indicative; la storia è fatta di esperienze che si intersecano e si arricchiscono reciprocamente, come le pagine di un libro).

1846-1859 - Consolidazione dell'Oratorio di Valdocco
1859-1870 - Opere giovanili fuori Torino (Mirabello, 1863 e Lanzo e Alassio, 1864) - Itinerario irto di difficoltà per l'approvazione pontificia della Congregazione: prime avvisaglie a Torino - l'epopea di Maria Ausiliatrice - "Collegializzazione" delle opere - Il problema degli operatori, dei "continuatori" (è legge di sopravvivenza, per garantire il "dopo", la continuità della missione).

1870-1882 - Periodo della massima intensità - DB nel pieno delle sue forze fisiche e la sua intraprendenza creativa - incomprensioni reciproche, rapporto tempestoso con Gastaldi - DB "sereno e distrutto" - internazionalizzazione delle opere salesiani (le missioni ad gentes). (Dirà più tardi don Egidio Viganò: "Le missioni sono state lo strumento storico per l'universalizzazione e l'inculturazione del carisma salesiano nel mondo").

1882-1888 - Tempo di consolidamento - viaggi estenuanti fuori Italia (conferenze, visite a benefattori, assedio di moltitudini, pranzi…) per "batter cassa" a Parigi (1883), Barcellona (1886) - tempo di raccoglimento, silenzio e paziente attesa - ultime stazioni di una ormai lunga Via Crucis.
Quando realmente DB cominciò a pensare ad una nuova famiglia religiosa? DB va con i piedi di piombo quando pensa, riflette e si consulta circa una possibile forma di vita religiosa, di Congregazione (che egli preferisce definire Società).
Prima di soffermarci su alcune date e sui passi fatti, mi pare opportuno evidenziare tre caratteristiche. Omettendole o non dando loro il dovuto risalto, probabilmente faremmo un grosso torto storico a DB.

1) Prima caratteristica:

La Congregazione Salesiana nasce in massima parte con quei ragazzi che il nostro Fondatore ha accolto (di alcuni, si potrebbe dire, 'raccolto') sin da piccoli. Sul finire della sua esistenza, a chi gli domandava il segreto del suo sistema educativo, DB rispondeva:"Mi si domanda come educo i ragazzi. Io li tiro su come mia madre tirava su noi in casa. Di più non so".

Se non suonasse banale, potremmo dire che la nostra Congregazione è nata con i pantaloni corti… Lo stesso DB, in una chiacchierata informale con i suoi salesiani (siamo nel 1876, il 17 maggio) rivela loro:"Tutte le altre Congregazioni nei loro inizi ebbero aiuti da persone adulte e dotte che si associavano al fondatore. Fra noi, no: sono tutti allievi di DB. Questo mi costò un lavoro faticosissimo e continuo di oltre trent'anni, con il vantaggio, però, essendo stati tutti educati da DB, ne hanno i medesimi metodi e sistemi". (È bene non dimenticare le accuse che a volte sono state rivolte a DB; lui che era un abilissimo giocoliere, un vero mago, avrebbe suggestionato, manipolato i suoi ragazzi, forse li avrebbe persino ipnotizzati con il suo ascendente).

Dalla Cronaca di don Barberis, veniamo a conoscere il pensiero di DB a questo proposito: "Grande vantaggio è il ricevere noi ancor piccolini la maggior parte di coloro che si fanno Salesiani. Vengono grandi assuefacendosi" (12 agosto 1876).

2) La seconda caratteristica

penetra l'intimo religioso di DB, nel suo personale rapporto di fede e di obbedienza con il Signore. Mi riferisco alla convinzione che in molti passaggi della sua vita, egli fosse guidato dall'alto. Non per nulla, Pietro Stella (poco o nulla propenso al clima trionfalistico in cui, alcune volte, è stato avvolto il nostro Padre e Fondatore) nell'attento studio fatto su DB nella storia della religiosità cattolica, vol. 2º. Mentalità religiosa e Spiritualità afferma: "La persuasione di essere sotto una pressione singolarissima del divino domina la vita di DB… La fede di essere strumento del Signore per una missione singolarissima fu in lui profonda e salda. In tutto DB sentì e vide una garanzia dall'alto. Ciò fondava in lui l'atteggiamento religioso caratteristico del Servo biblico, del profeta che non può sottrarsi ai voleri divini".

3) Terza caratteristica.

All'inizio, e per molto tempo, DB non osa fare una proposta esplicita: i tempi glielo sconsigliavano. Preferisce utilizzare la tattica di Gesù, del "Venite, vedete"; salesianamente, c'è la proposta di DB: "Non ti piacerebbe darmi una mano… Ho bisogno del vostro aiuto… C'è tanto bene da fare". (V. il Cagliero: "io resto con DB").
Per accompagnare DB in questo lungo e sofferto percorso, alcune date sono necessarie.

Maggio 1857:
colloquio con Urbano Rattazzi. È un incontro richiesto dal ministro il quale intrattiene DB sul futuro del suo lavoro con i giovani e gli suggerisce una forma di Società che il Governo, anche se massone e anticlericale, non potrà mai sopprimere. Più tardi, DB dirà ai suoi Salesiani (1º gennaio 1876): "Rattazzi volle con me combinare vari articoli delle nostre regole riguardanti il modo col quale la nostra Società doveva regolarsi rispetto al codice civile ed allo Stato. Si può dir proprio che certe previdenze, perché non potessimo essere molestati dalla potestà civile, furono cose tutte sue".

18 Febbraio-16 Aprile 1858:
1º viaggio di DB a Roma. Ne farà ancora altri 19. Ricordiamo: DB è nel pieno della maturità, 42 anni, ricco di energie e idee: (soggiorno programmato - 2 incontri con il card. Gaude e card. Antonelli - incontro con P. Pagani, il Superiore Generale dei Rosminiani - incontri con Pio IX).

9 dicembre 1859: DB rompe gli indugi - sceglie 19 giovani: para loro di "costituire formalmente la Congregazione" - concede una settimana per "pensarci sopra".

18 dicembre 1859:
i prescelti si presentano in 17: un prete (Alasonatti), un diacono, un suddiacono, gli altri tutti chierici. Nasce il Capitolo Superiore della Pia Società di SFS!
C'è una pagina delle MB (XI, 272) in cui DB fa una rilettura del percorso fatto. Siamo nel 1875. In quest'anno si stava preparando la prima spedizione missionaria; L'anno precedente, il 3 aprile, erano state approvate le costituzioni e la Congregazione diventava di diritto pontificio. Nell'agosto del 1872 era sorto il ramo femminile con le FMA. C'era un crescendo di attività e di presenze, anche se sussistevano gravi problemi con la curia torinese e con alcuni dicasteri vaticani. Le riflessioni che DB fa sono interessanti; ci convincono che DB non agiva da imprudente o temerario, alla cieca. Tutt'al più si adattava, con la caratteristica tipica del contadino, alle circostanze.

Con molta pazienza. "Quando incontro una difficoltà, faccio come chi trova la strada sbarrata da un grosso macigno; se non posso toglierlo, ci giro attorno". Il testo è molto lungo ma vale la pena trascriverlo quasi per completo. Ecco come DB rilegge la storia vissuta qualche decennio prima: "Quanti disordini esteriori avvenivano in quel tempo! Molti al mattino stavano a letto; alcuni non andavano a scuola senza dir nulla ai superiori; non si faceva la lettura spirituale, non la meditazione, non gli esercizi di pietà fuori che con i giovani… Eppure io vedevo tutti questi disordini e lasciava che si tirasse avanti come si poteva. Se avessi voluto togliere tutti i disordini in una volta, avrei dovuto chiudere l'Oratorio e mandar via tutti i giovani, perché i chierici non si sarebbero adattati a un serio regolamento, e se ne sarebbero andati tutti. E io vedevo che di quei chierici anche divagati molti lavoravano volentieri, erano di buon cuore, di moralità a tutta prova, e passato quel fervore di gioventù, mi avrebbero poi aiutato molto. E debbo dire che vari dei preti della Congregazione, che erano di quel numero, adesso sono fra coloro che lavorano di più, che hanno miglior spirito ecclesiastico, mentre allora sarebbero certamente andati via dalla Casa piuttosto che assoggettarsi a certe regole restrittive". Eppure, nemmeno con DB presente, le cose filarono sempre lisce.

Tre brevissimi accenni:

* Durante gli Esercizi Spirituali a Lanzo,
DB fa una conferenza in cui insiste sulla pazienza. Ecco alcune sue parole: "Me ne accorgo anch'io che costa. E non crediate che sia il più gran gusto del mondo stare tutta la mattina inchiodato a dare udienza o fermo al tavolino tutta la sera per dar corso alle faccende tutte… Oh, vi assicuro che molte volte uscirei ben volentieri a prendere un po' d'aria e forse ne avrei vero bisogno; ma bisogna che prenda alle buone santa pazienza… Non crediate che non costi anche a me, dopo di aver incaricato qualcuno d'un affare, o dopo di avergli mandato qualche incarico d'importanza o delicato o di premura, e non trovarlo eseguito a tempo o mal fatto, non costi anche a me il tenermi pacato; vi assicuro che alcune volte bolle il sangue nelle vene, un formicolio domina per tutti i sensi".

* Riunione annuale fatta con i direttori (1876)
DB rilegge il passato, gli inizi dell'opera. È un messaggio di speranza che anima e scuote gli animi senza iniziativa: "Se un povero prete con niente e con meno di niente, poté portare le cose fino al punto in cui ora si trovano, se, dico nuovamente, un solo fece tutto ciò che voi vedete e con niente, qual bene il Signore non aspetterà da trecentotrenta individui sani, robusti, di buona volontà, forniti di scienza e con i mezzi potenti che ora abbiamo in mano?... Il Signore fu Colui che incominciò le cose. Iddio è pronto a fare tutte queste grandi cose. Una cosa sola Egli richiede da noi: che noi non ci rendiamo indegni di tanta bontà e misericordia".

* C'è una frase durissima di DB, quasi un lamento fatto nel 1885.
Di fronte ad una offerta fatta da un sacerdote di Cuneo (una casa di accoglienza, già pronta, con 100 posti letto!) DB rinuncia e dice: "Non possiamo andare avanti per mancanza di personale. Bisogna lamentare che certi Salesiani non hanno niente di spirito salesiano".

Concludo con una confessione di DB:

"Se avessi saputo prima quanti dolori, fatiche, opposizioni e contraddizioni costi il fondare una Società religiosa, forse non avrei avuto il coraggio di accingermi all'opera" (MB X, 662).

d. Giancarlo ISOARDI sdb, Com. Maria Ausiliatrice, Torino-Valdocco -E-mail:gc.isoaardi@libero.it


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