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ARCHIVIO RIVISTA MARIA AUSILIATRICE  2014
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DON BOSCO 2015 | Don Bosco in Monferrato!



Un rapporto sviluppatosi con le celebri passeggiate e ancora oggi profondo

In questi anni di preparazione al giubileo del bicentenario di don Bosco, il Monferrato, luogo che gli ha dato le radici umane, cristiane e i valori di una terra generosa e ospitale, si è mobilitato con grande fermento. Da Castelnuovo don Bosco, paese natale, a Nizza Monferrato e Rocchetta Tanaro, da Camerano Casasco e la Val Rilate a Casale Monferrato, Mirabello e Lu, si è sviluppato un lavoro formidabile di ricerca sui contatti di don Bosco con la gente di questa terra. Più si approfondiva lo studio e più si rinnovava la stima enorme e l'entusiasmo verso il Santo dei giovani. Leggendo il racconto delle celebri passeggiate autunnali che don Bosco proponeva ai suoi ragazzi proprio in Monferrato si veniva contagiati dall'allegria, dalla festa e dalla fede vissute nei loro paesi al passaggio della simpatica comitiva giovanile. Da questa comitiva allegra e da don Bosco vennero affascinati numerosi ragazzi che lo seguono a Torino. Tanti Salesiani della prima ora erano originari proprio del Monferrato: Giovanni Cagliero di Castelnuovo, Luigi Lasagna di Montemagno, Giuseppe Fagnano di Rocchetta Tanaro, Evasio Rabagliati di Occimiano, Giovanni Balzola di Villamiroglio, Pietro Ricaldone di Mirabello e tanti altri che hanno portato nel mondo lo spirito di don Bosco, la sua geniale strategia educativa, mirata a formare cristiani buoni e cittadini onesti, i valori solidi della sua terra monferrina.

Quante vocazioni!

Una terra generosa e leale, di grande tradizione cristiana, dove la Provvidenza era di casa, dove le famiglie erano orgogliose di regalare i propri figli al Signore e a don Bosco. Pensate che solo a Lu Monferrato sono sorte oltre 300 vocazioni religiose e sacerdotali! Tra queste il terzo successore di don Bosco, il Beato Filippo Rinaldi. Tra le religiose emerge la pioniera missionaria delle Figlie di Maria Ausiliatrice, Angela Vallese, partita per l'Argentina a 24 anni guidando un drappello di coraggiose consorelle, ricche di fede profonda, di carità senza limiti e fiducia tenace in Don Bosco e Madre Mazzarello, fondatori del loro Istituto.
Con sano orgoglio consapevole, queste terre monferrine si considerano luoghi di don Bosco. Sono uscite mappe che ripropongono il cammino di don Bosco da Torino ai Becchi di Castelnuovo. Dal luogo natale il percorso prosegue nei paesi della Val Rilate, visitati da don Bosco soprattutto nella passeggiata del 1859. E sempre dalla collina dei Becchi parte un altro cammino che raggiunge Casale Monferrato: si snoda in due sentieri che toccano il Santuario di Crea da una parte e Montemagno, Viarigi, Mirabello, Lu, Occimiano, Borgo San Martino dall'altra. Un altro itinerario, ricostruito sempre seguendo la traccia delle passeggiate e delle visite fatte in tante altre occasioni, presenta il cammino che raggiunge Rocchetta, Nizza Monferrato (sede della Casa Madre delle FMA), Canelli, Acqui Terme, fino a toccare Mornese, dove inizia l'opera delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

Una splendida riscoperta e tanta accoglienza

Le numerose persone coinvolte in questa riscoperta di don Bosco in Monferrato hanno voglia di far conoscere le bellezze del territorio che lo hanno accompagnato nella sua formazione, di uomo e di santo, e che hanno incantato i suoi allievi da allora ad oggi. Si offre, così, un percorso che porta con ragione a definire il Monferrato "Terra dei santi". Accanto a don Bosco e ai Santi Castelnovesi si raggiungono i luoghi di Santa Maria Mazzarello (Mornese e Nizza), di San Giuseppe Marello (salesiano cooperatore, amico di don Bosco, vescovo di Acqui Terme), dei Beati Filippo Rinaldi, Luigi Variara (Viarigi), Luigi Novarese (di Casale, guarito a 17 anni dopo aver unito le sue preghiere a quelle di don Rinaldi invocando l'intercessione di Don Bosco, divenne apostolo dei malati), e si torna a Buttigliera (dove è cresciuta la Beata Maddalena Morano, FMA, apostola della Sicilia).
La condivisione e la predisposizione ad accogliere sono cardini che il territorio sente in maniera viva ed è per questo che, in previsione dei tanti gruppi in visita ai luoghi santi, i consorzi e le molte attività ricettive toccate dal percorso di don Bosco si sono messe in moto organizzando un'ottima rete d'accoglienza. Per dare concretezza ancora maggiore a tutto questo i Consorzi di Val Rilate, Mondo del Casalese, Langa Astesana - Riviera (che raggiunge la Liguria passando per il Monferrato e le Langhe) e Strade di Colori e Sapori (che dalla provincia di Torino tocca tutti i sentieri che portano fino al Colle don Bosco) hanno ampliato la loro offerta d'ospitalità. Sono realizzati progetti volti a far sentire persone e gruppi sempre a proprio agio, conoscendo allo stesso tempo la storia di castelli, rocche e fortezze, la gastronomia particolarmente attraente del Piemonte, gli spettacolari scenari che da morbide colline tramutano in improvvisi bricchi rocciosi o pianure cangianti di stagione in stagione. Gli operatori monferrini di questa zona vogliono comunicare e lasciare un messaggio di apertura, una sensazione di casa seppur lontani da essa, un filo conduttore che lega alla figura di don Bosco e ai suoi insegnamenti. Con sana e limpida allegria.

Egidio Deiana SDB - info@colledonbosco.it

Link utili

www.colledonbosco.it
http://www.provincia.torino.gov.it/speciali/2014/don_bosco/dwd/cammino.pdf
www.valrilateinrete.it
www.monferrato.org/ita/don-bosco
www.comune.castelnuovodonbosco.at.it
www.parrocchia.eu


RIVISTA MARIA AUSILIATRICE 2014 - 4  
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